MAMMA LI BAGNI TURCHI.....

Domenica, 8. Maggio 2016 - 18:50

di LORENZA VITALIBudapest è una città che non smette di stupire, non solo quando si gira per le strade a naso all’insù per guardare le centinaia di palazzi dalle straordinarie architetture arzigogolate, lineari, Decò, razionaliste, ottocentesche, gotiche, etc. ma si percepisce che il piacere della vita fosse perseguito come stile dei suoi abitanti molto, moto tempo prima. Parliamo di una metropoli tra le più peculiari dell’Europa Centrale ed orientale che, oltre ai suoi tesori architettonici e naturali possiede anche una miriade di fonti termali disseminate un po’ in tutti i quartieri: è la città che ne possiede il numero più alto al mondo. A scoprire le proprietà di queste acque, neanche a dirlo, furono gli antichi romani, esperti idraulici e amanti del bel vivere ante litteram. I legionari infatti ne fecero allestire ben 18 di cui le rovine sono ancora visibili e visitabili a Obuda. Nel corso del tempo lo stesso Re Sigismondo, quando stabilisce la sua sede a Buda, s'innamora delle acque benefiche come farà Re Mathias che addirittura imporrà di costruire un passaggio segreto tra la sua residenza e le terme Rac. Un altro periodo di splendore è il 19esimo secolo quando si costruiscono in città i bagni Széchenyi, ma i grandi complessi, così come li vediamo oggi, sono datati 1913. Ultimamente sono stati completamente ricostruiti i bagni Lucàcks ma soprattutto una parte delle terme più antiche ancora vivibili, costruite nel sedicesimo secolo, periodo della dominazione turca, i bagni Rudas. Da oltre 500 anni ci si bagna a 30° circa sotto una cupola con fenditure che fanno scendere nell’acqua fasci di luce colorata data dai vetri policromi che le decorano. Le colonne spesse di marmo rosso e le pietre originali, nonché i tiranti in ferro battuto che aiutano a sostenere la struttura della cupola, finemente lavorati, sono un vero tutto nella storia. Dal 1936 a tutto il 2005 l’accesso è stato vietato alle donne, mentre oggi hanno accesso due giorni a settimana e nei weekend. Emozionante anche il bagno notturno: il venerdì e il sabato si entra alle 10 di sera e si può stare a sguazzare sino alle 4 del mattino successivo! Divertimento a parte, questa acque sono speciali per i problemi degenerativi delle articolazioni, le artriti croniche soprattutto, le ernie del disco, i problemi ossei in genere, i problemi di ipertensione arteriosa, della menopausa e di stomaco in genere. Partendo dal centro si attraversa il Ponte Elisabeth (il ponte “bianco”) molto suggestivo di notte grazie ad un’illuminazione fatta ad hoc, e si arriva immediatamente alla palazzina recentemente ristrutturata affacciata sul Danubio, su Dobrentei al numero 9, il lungofiume. Non ci si annoia qui: ci sono cinque piscine termali interne a varie temperature, una grande piscina per nuotare, diverse saune, bagni turchi di vapore, cabine per massaggi terapeutici ed estetici e persino un’area privata dove fare il bagno in tutta riservatezza. L’ingresso principale è un po’ congestionato, sempre pieno di gente che si accalca alle casse, attaccate ad un bar buvette non eccezionale, ma una volta entrati apprezzerete la pulizia, argomento non banale, l’efficienza e la magnifica sala da bagno turca, come delle odalische dei tempi in cui  le storie tipo “Le Mille ed una Notte” non erano altro che un ingegnoso escamotage per sopravvivere alla dura legge dell’harem…. 

EPICUREA...BACK IN TOWN AL BULGARI

Sabato, 19. Marzo 2016 - 1:07

di LORENZA VITALIDopo il successo delle due precedenti edizioni, torna Epicurea di Andrea Petrini, globetrotter esperto cool hunter di chef di tendenza, che propone la terza edizione della kermesse che da gennaio a luglio offre agli ospiti del ristorante del Bulgari Hotel di Milano un viaggio culinario mondiale alla scoperta delle ultime tendenze. Sette appuntamenti per altrettanti mesi neri quali si sono alternati e si alterneranno chef di fama internazionale con i loro menu emblematici, sempre in collaborazione con Roberto Di Pinto, resident chef del lussuoso indirizzo milanese.Ad aprire le danze della terza edizione é stato David Thompson, chef australiano del Nahm di Bangkok. A febbraio è arrivato Leonardo Pereira, portoghese allevato da Redzepi, che gestisce ora il suo ristorante dentro l’hotel particolare  vicino a Lisbona. Si tratta di un progetto innovativo, un ristorante-fattoria sostenibile dove tutti i prodotti usati sono suoi, coltivati dalla sua famiglia.A marzo, pochi giorni fa, si è esibita Dominque Crenn, enfant terrible di Versailles a Frisco che con le sue due stelle Michelin (e per una donna non è affatto scontato, neppure negli Usa) ha riproposto i classici piatti francesi con un twist della West Coast che spira nell’Atelier Crenn, indimenticabili anche i suoi dolci e i piatti ad ispirazione natura, bosco, funghi, radici…..Ad aprile toccherà a Yannik Alléno celebrity chef del Pavillon Ledoyen di Parigi, tre stelle Michelin ben portate, una cucina fatta di precisione estrema. In maggio arriva Matt Orlando, anche lui sedotto dal vento del nord che lo ha attirato a Copenhagen, capitale della Nordic cuisine, lasciando la Grande Mela per il ristorante Amass, stella Michelin. A giugno saremo agli antipodi australiani con Jock Zonfrillo, chef dell’Orana di Adelaide col suo inusitato percorso attraverso l’antichissima cultura gastronomica aborigena. Epicurea chiuderà in bellezza con Luca Fantin, chef de Il Ristorante Luca Fantin del Bulgari Ginza Tower di Tokyo che presenterà il nuovo libro sulla sua cucina.

PARABERE FORUM: I CONGRESSI NON FINISCONO MAI, MA QUESTA VOLTA PREFERISCO LE DONNE (E LA PUGLIA!)

Martedì, 8. Marzo 2016 - 9:25

Di LORENZA VITALIOgni tanto vale la pena di dare un giro di vite, di cambiare abitudini, scoprire che c'é dell'altro, alzi, "dell'ALTRA. Dopo tanti anni ho rinunciato a visitare il celeberrimo evento "Identià Golose" a Milano scegliendo la magica Pugliadove negli stessi giorni si svolgeva un congresso interamente dedicato alle donne imprenditrici nel settore della ristorazione dell'agricoltura: Parabere Forum. Ma perché questo nome? Era una nobil signora spagnola che ha praticamente "codificato" le ricette della cucina classica, una sorta di Artusi in gonnella....Ma torniamo al congresso in rosa: ideato da un'attivissima giornalista, Maria Canaval, origini varie franco-ispaico italiane che scrive anche libri e vive (mi dicono) a Parigi, il congresso é al suo secondo anno di vita e si é svolto a Bari il 6 e 7 marzo, attira donne del settore che sono arrivate un po' da tuttoil globo terracqueo: ho conosciuto persino la titolare di un locale in Alaska, non scherzo.Una due giorni di incontri ed esperienze di donne sul palco che ci hanno raccontato le loro storie, la loro visione della vita, dell'etica in agricoltura, nella ristorazione, nella vita. Visionarie, preveggenti...o cosa? Sin dall'antichità la storia c'insegna che le donne più "avanti" hanno sempr avuto vita non semplice, e non parlo di Giovanne d'Arco o streghe bruciate snei roghi in piazza, ma insomma, vale la pensa di prendere la situazione in mano eprovare amigliorare un po' il mondo? La risposta strizza l'occhio alla solita frase fatta dei reality: -"PER ME E' SI!!" i dettagli nel prossimo post. Sono felice di non esser stata a Milano, direi che Paolo Marchi non é neppure accorto della mia assenza... Tanto a presenziare il settore "classico" ci ha pensato egregiamente Luigi Cremona..... 

PARABERE FORUM: I CONGRESSI NON FINISCONO MAI, MA QUESTA VOLTA PREFERISCO LE DONNE (E LA PUGLIA!)

Martedì, 8. Marzo 2016 - 9:08

Di LORENZA VITALIOgni tanto vale la pena di dare un giro di vite, di cambiare abitudini, scoprire che c'é dell'altro, alzi, "dell'ALTRA. Dopo tanti anni ho rinunciato a visitare il celeberrimo evento "Identià Golose" a Milano scegliendo la magica Pugliadove negli stessi giorni si svolgeva un congresso interamente dedicato alle donne imprenditrici nel settore della ristorazione dell'agricoltura: Parabere Forum. Ma perché questo nome? Era una nobil signora spagnola che ha praticamente "codificato" le ricette della cucina classica, una sorta di Artusi in gonnella....Ma torniamo al congresso in rosa: ideato da un'attivissima giornalista, Maria Canaval, origini varie franco-ispaico italiane che scrive anche libri e vive (mi dicono) a Parigi, il congresso é al suo secondo anno di vita e si é svolto a Bari il 6 e 7 marzo, attira donne del settore che sono arrivate un po' da tuttoil globo terracqueo: ho conosciuto persino la titolare di un locale in Alaska, non scherzo.Una due giorni di incontri ed esperienze di donne sul palco che ci hanno raccontato le loro storie, la loro visione della vita, dell'etica in agricoltura, nella ristorazione, nella vita. Visionarie, preveggenti...o cosa? Sin dall'antichità la storia c'insegna che le donne più "avanti" hanno sempr avuto vita non semplice, e non parlo di Giovanne d'Arco o streghe bruciate snei roghi in piazza, ma insomma, vale la pensa di prendere la situazione in mano eprovare amigliorare un po' il mondo? La risposta strizza l'occhio alla solita frase fatta dei reality: -"PER ME E' SI!!" i dettagli nel prossimo post. Sono felice di non esser stata a Milano, direi che Paolo Marchi non é neppure accorto della mia assenza... Tanto a presenziare il settore "classico" ci ha pensato egregiamente Luigi Cremona..... 

PARABERE FORUM: I CONGRESSI NON FINISCONO MAI, MA QUESTA VOLTA PREFERISCO LE DONNE (E LA PUGLIA!)

Martedì, 8. Marzo 2016 - 9:08

Di LORENZA VITALIOgni tanto vale la pena di dare un giro di vite, di cambiare abitudini, scoprire che c'é dell'altro, alzi, "dell'ALTRA. Dopo tanti anni ho rinunciato a visitare il celeberrimo evento "Identià Golose" a Milano scegliendo la magica Pugliadove negli stessi giorni si svolgeva un congresso interamente dedicato alle donne imprenditrici nel settore della ristorazione dell'agricoltura: Parabere Forum. Ma perché questo nome? Era una nobil signora spagnola che ha praticamente "codificato" le ricette della cucina classica, una sorta di Artusi in gonnella....Ma torniamo al congresso in rosa: ideato da un'attivissima giornalista, Maria Canaval, origini varie franco-ispaico italiane che scrive anche libri e vive (mi dicono) a Parigi, il congresso é al suo secondo anno di vita e si é svolto a Bari il 6 e 7 marzo, attira donne del settore che sono arrivate un po' da tuttoil globo terracqueo: ho conosciuto persino la titolare di un locale in Alaska, non scherzo.Una due giorni di incontri ed esperienze di donne sul palco che ci hanno raccontato le loro storie, la loro visione della vita, dell'etica in agricoltura, nella ristorazione, nella vita. Visionarie, preveggenti...o cosa? Sin dall'antichità la storia c'insegna che le donne più "avanti" hanno sempr avuto vita non semplice, e non parlo di Giovanne d'Arco o streghe bruciate snei roghi in piazza, ma insomma, vale la pensa di prendere la situazione in mano eprovare amigliorare un po' il mondo? La risposta strizza l'occhio alla solita frase fatta dei reality: -"PER ME E' SI!!" i dettagli nel prossimo post. Sono felice di non esser stata a Milano, direi che Paolo Marchi non é neppure accorto della mia assenza... Tanto a presenziare il settore "classico" ci ha pensato egregiamente Luigi Cremona..... 

PARABERE FORUM: I CONGRESSI NON FINISCONO MAI, MA QUESTA VOLTA PREFERISCO LE DONNE (E LA PUGLIA!)

Martedì, 8. Marzo 2016 - 9:08

Di LORENZA VITALIOgni tanto vale la pena di dare un giro di vite, di cambiare abitudini, scoprire che c'é dell'altro, alzi, "dell'ALTRA. Dopo tanti anni ho rinunciato a visitare il celeberrimo evento "Identià Golose" a Milano scegliendo la magica Pugliadove negli stessi giorni si svolgeva un congresso interamente dedicato alle donne imprenditrici nel settore della ristorazione dell'agricoltura: Parabere Forum. Ma perché questo nome? Era una nobil signora spagnola che ha praticamente "codificato" le ricette della cucina classica, una sorta di Artusi in gonnella....Ma torniamo al congresso in rosa: ideato da un'attivissima giornalista, Maria Canaval, origini varie franco-ispaico italiane che scrive anche libri e vive (mi dicono) a Parigi, il congresso é al suo secondo anno di vita e si é svolto a Bari il 6 e 7 marzo, attira donne del settore che sono arrivate un po' da tuttoil globo terracqueo: ho conosciuto persino la titolare di un locale in Alaska, non scherzo.Una due giorni di incontri ed esperienze di donne sul palco che ci hanno raccontato le loro storie, la loro visione della vita, dell'etica in agricoltura, nella ristorazione, nella vita. Visionarie, preveggenti...o cosa? Sin dall'antichità la storia c'insegna che le donne più "avanti" hanno sempr avuto vita non semplice, e non parlo di Giovanne d'Arco o streghe bruciate snei roghi in piazza, ma insomma, vale la pensa di prendere la situazione in mano eprovare amigliorare un po' il mondo? La risposta strizza l'occhio alla solita frase fatta dei reality: -"PER ME E' SI!!" i dettagli nel prossimo post. Sono felice di non esser stata a Milano, direi che Paolo Marchi non é neppure accorto della mia assenza... Tanto a presenziare il settore "classico" ci ha pensato egregiamente Luigi Cremona..... 

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