Quale fu il primo taglio bordolese in Italia? Un vino all pendici del vulcano, Iddu, che il barone ci lascia bere ancora oggi

Domenica, 18. Ottobre 2015 - 23:45

di LORENZA VITALI"Il castello Solicchiata è da ricordare come il primo taglio bordolese d’Italia vinificato col metodo francese. Nel 1855 il Barone Felice Spitaleri di Muglia mise a dimora sull’Etna tra gli 800 e i 1.000 metri d’altezza, nel feudo Solicchiata, in ampie terrazze vulcaniche, i vitigni bordolesi Cabernet Franc, Merlot e Cabernet sauvignon, gli stessi che ancora oggi producono questo importante vino. Il Castello Solicchiata ricevette il primo premio all’Esposizione di Londra nel 1888, il Grande Diploma d’Onore e Medaglia d’Oro a Palermo nel 1889, Vienna 1890, Berlino 1892, Bruxelles 1893, Milano 1894 e fu la prima fornitura ufficiale della Real Casa d’Italia. Il Barone Spitaleri ebbe il privilegio di potere innalzare lo stemma reale sul detto castello per il progresso enologico del Regno d’Italia".«A circa due chilometri dall'abitato di Adrano sorge il castello di proprietà del barone don Antonino che nel 1875  decise di far costruire nella tenuta della Solicchiata, un grande edificio, che servisse per usi rurale e civili e anche ad un'attività industriale. Per dare l'impronta all'edificio come un castello medievale venne fatto all'interno di pietra lavica attorniato da un grande fossato e da un ponte levatoio, per rendere asciutti i sotterranei. L'imponente edificio però non fu del tutto completo. Prosperò invece l'industria vinicola, infatti l'interno è stato un grandioso stabilimento di vini completo di attrezzate macchine per la lavorazione dell'uva, per la confezione di alcool e di vini pregiati. Molti enologi dell'epoca, sia siciliani che stranieri, lo apprezzarono».   

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA....ALCUNE A VILLA DEL QUAR

Sabato, 25. Luglio 2015 - 14:51

Di Lorenza vitaliInteressante conferenza quello di ieri a VILLA DEL QUAR, noto Relais&Chateaux nella campagna veronese, che ha visto la proprietà stimolare l'apertura di un recente  scavo archeologico e dunque si è fatta portavoce della presentazione degli ultimi scavi inediti per individuare nuove porzioni della  Via romana CLAUDIA AUGUSTA. Ma di che tipo di strada dell'impero si tratta? E perché rappresenta una sostanziale importanza? Alcuni cenni storici da Wiky non fanno mai male per far chiarezza.  La costruzione della via Claudia Augusta è stata avviata nel 15 a.C. da Druso, generale di Augusto, durante alcune campagne militari che portarono alla conquista dei territori della Rezia e della Vindelicia (oggigiorno il Tirolo occidentale e la Germania meridionale). È stata ampliata e quindi ultimata nel 47 d.C. da suo figlio, l'imperatore Claudio, dal quale ha preso poi il nome Dalle iscrizioni presenti sui miliari - le uniche fonti materiali ad oggi reperite e studiate -, in particolare quelli di CesiomaggioreRablà, è emersa l'esistenza di due tracciati, l'uno con partenza da Ostiglia (Hostilia), ramo Padano, e l'altro da Altino(Altinum), ramo Altinate, convergenti a Tridentum, antico nome della città di Trento. La scelta di queste città è probabilmente dovuta alla loro importanza economica, in quanto floridi centri di scambi commerciali.Si stima che fossero non meno di 100.000 i chilometri delle strade dell'impero. Ma c'erano molte vie vicinales. I romani diffusero il loro sentire e vivere l'impero grazie alle strade. Le strade lastricate in pietra sono quelle che tutti ricordiamo ma I Romani con il loro straordinario pragmatismo cercarono di usare anche i materiali locali considerati più economici e funzionali, è' dunque difficile oggi arrivare a determinare con certezza se le strade sono di origine romana o meno perché ne esistono molte varianti.Da Ostiglia a Verona , la CLAUDIA AUGUSTA PADANA era la strada verso il Brennero. Il miliare trovato a San Pietro in Cariano che segna 31 miglia dal Po, corrisponde alla distanza perfetta tra Ostiglia e Verona: le vie d acqua erano straordinariamente importanti. La strada fu strategica nell'Epoca di Massenzio che così controllava le invasioni dal nord.  Era larga 10 mt dunque rappresentava un fondamentale strumento di passaggio. Come sempre, e brucia ammetterlo per l'ennesima volta, le altre nazioni, Germania ed Austria in testa, hanno fatto negli ultimi anni un ottimo lavoro non solo di ricerca storico-archeologica, ma hanno saputo mettere in rete realtà produttive (o fornitrici di servizi) dei territori che venivano attraversati dalla suddetta strada, comunicando un Brand territoriale che è' stato in grado di attrarre un target di viaggiatori appassionati di cammini storici,  a piedi o in bicicletta, una nicchia di turismo evoluto e targettizzato del quale anche (e soprattutto) il nostro Paese ha bisogno come il pane!  Staremo a vedere se anche noi, grazie a questo "sasso lanciato nello stagno" ci daremo da fare....in fondo tutte le strade portano a Roma! 

SIRENE D'ACQUA DOLCE, SIRENE D'ACQUA SALATA….CELEBRATO MEZZO SECOLO DI BUON GUSTO

Lunedì, 6. Luglio 2015 - 13:28

di LORENZA VITALI  Aperto dal 1965 e stellato dal 1999, il Ristorante Capriccio ha festeggiato i suoi primi 50 anni di successi e scorribande enogastronomiche domenica 28 giugno. Giuliana Germiniasi,  chef patronne e impareggiabile donna, inizia la sua carriera da cuoca tra i fornelli di famiglia, quella che papà Martino e mamma Mary Veggio aprirono verso la fine degli anni ’60. Proprio dalla mamma, Giuliana eredita la passione e la creatività per una cucina unica. Ma è con Giancarlo Tassi, suo marito, che i primi sogni diventano una realtà tangibile. Grazie alle abilità della coppia nel potenziare la tecnica e la maturazione sensoriale, il Capriccio, locale già avviato dai genitori di Giuliana, da subito diventa oggetto di attenzione della migliore critica enogastronomica e dei gourmet di tutta Italia. Con la prematura scomparsa del marito Giancarlo, Giuliana non si dà per vinta e anzi trova la forza per alzare la posta. L’intesa con la figlia Francesca in sala, permette loro di aggiornare e qualificare ulteriormente una proposta che fa del sapore pieno, il cuore d’ogni piatto. Giuliana potenzia il suo già spiccato talento creativo e la sua grande capacità di armonizzazione tra ingredienti diversi, sottolinenandone l'apoteosi nei dolci che risultano assolutamente irrinunciabili.   Il Ristorante Capriccio è la storia di una grande location, di un impareggiabile luogo in cui assaporare gusti unici e godere di un panorama estasiante, ma è soprattutto la storia di una donna, di una mamma, è la storia di Giuliana che, per i primi 50 anni della sua attività, si è premiata rendendo indimenticabile la celebrazione, ma soprattutto rendendo chiaro ed evidente a tutti i numerosi ed importanti ospiti, il suo esempio e l’esempio di sua figlia Francesca: due guerriere della nostra epoca. Per una serata importante, la scelta di Giuliana di condividere il momento cruciale della sua vita professionale  non poteva che ricadere sull’amica e collega  Ljubica Komlenic, chef di Caorle e partronne del ristorante By Liù, super mamma anche lei e super donna ai fornelli, meticolosa e precisa nei processi di trasformazione e nell’applicazione di innovativi sistemi di cottura dei cibi. Cos’hanno in comune Giuliana e Ljubica? La tenacia che ha permesso loro di portare gloria ai loro lavori chiamati rispettivamente Capriccio e By Liù, la determinazione nel perseguire i loro sogni, la capacità di restare donne in una sempre più dura società, la gioia di celebrare i loro sforzi in una unica serata in cui l’acqua salata della Laguna di Venezia di Ljubica e l’acqua dolce del Lago di Garda di Giuliana e Francesca, si uniscono nel segno dell’amicizia e della complicità tra donne….cosa affatto scontata!        

APERITIVO CON VISTA SUL CHIANTI A 360 GRADI....ANCORA COLPA DI UNA CERTA TENDA ROSSA

Sabato, 4. Luglio 2015 - 1:38

  L’esplosiva Natascia Santandrea, che ho invitato a tornare in una delle mie serate TACCO12EBOLLICINE a Caorle il 26 luglio, nel frattempo mi ha invitata ad un’altra delle sue follie gastrodivertenti e io non posso non accettare! Ben bilanciata dalla chef Maria Probst del ristorante “La Tenda Rossa” a Cerbaia, ne ha combinata un’altra delle sue: durante tutto il mese di luglio e qualche sera d’agosto la magnifica Torre del Chianti di San Casciano, ovvero la vecchia Torre dell’Acqua restaurata che svolge ancora oggi la sua funzione di piezometro, ospiterà gli aperitivi “con vista” organizzati da lei! Panorama pazzesco assicurato sul Chianti e uno dei ristoranti tra i migliori di tutta la zona. Si sale con un ascensore trasparente per oltre 33 metri e ovviamente in cima appare una vista a 360 gradi su tutto il Chianti fino alla cupola del Brunelleschi a Firenze. Perfetta la location, ma cosa si berrà? Eh, siamo donne, dunque il rosa è d’obbligo: gin tonic rosè e una sfilza di finger, vere sfiziosità a cura di chef Maria Probst e Cristian Santandrea .Come tutti i luoghi particolari si potrà accedere solo 30 persone per sera per volta che, fortunate potranno godere di uno dei sunset più emozionanti di tutta la Toscana. [email protected] 

EXPO...ANCH'IO TRA GRANDI CHEF ITALIANI NEL MONDO, MUSICA, BOLLICINE

Martedì, 30. Giugno 2015 - 9:32

 Una giornata straripante di emozioni quella di eri, lunedì 29 giugno, che per noi, simpatizzanti della cucina italiana nel mondo si è conclusa con una lauta cena a Villa La Torretta, hotel cinque stelle in una dimora storica del 400 alle porte di Milano mentre all’Expo Il famoso pianista cinese Lang Lang, ha eseguito brani di Chopin e Čajkovskij, rapendo l’attenzione dei visitatori. Allo stesso tempo, tra le mille iniziative, ieri è partita anche la due settimane dedicata all’altra metà del pianeta, le donne, con una serie impressionante d’iniziative, incontri con donne famose, attrici, scrittici, personaggi da ascoltare, etc. Ho assistito all’inaugurazione dei lavori, dove non poteva certo mancare Diana Bracco. Perché le donne hanno una forte responsabilità nel nutrire il pianeta, dato che sono le prime a doverlo fare, dando la vita. Ma torniamo ai nostri cari chef italiani nel mondo: giornata pienissima per circa 150 tra i migliori cuochi sparsi nei diversi continenti che all’Expo hanno scarpinato per raggiungere lo spazio Slowfood, poi si sono concessi un divertente  flash mod offrendo formaggi straordianri di alpeggio all’interno della spazio Mac Donald’s (dove non è mancato il benevenuto della polizia) poi via in Terrazza Ferrari: fiumi di ottime bollcine hanno ammorbidito gli animi! Sempre ieri,  proprio da Milano Expo,  è partita l’iniziativa “Road to Dubai - The Italian tasty way”, un tour gastronomico organizzato da Itchefs-Gvci che toccherà alcuni tra i più prestigiosi luoghi del gusto in Italia. A bordo di 3 camper attrezzati, una brigata di chef, giornalisti, distributori di prodotti alimentari e clienti di ristoranti di Dubai, percorrerà l’Italia da nord a sud su un’ideale rotta che conduce alla metropoli degli Emirati Arabi Uniti, dove dal 27 ottobre al 6 novembre prossimi si terrà l’Italian Cuisine World Summit. Nel frattempo oggi scatta il momento Lambrusco con un lunch tra le vigne di Modena e gran finale  Firenze al Mercato Centrale di San Lorenzo. Buon viaggio! 

RADDA IN CHIANTI….IL PODESTA’ DICHIARA CHIUSE LE FESTE RINASCIMENTALI

Sabato, 27. Giugno 2015 - 15:13

di LORENZA VITALIDomani, domenica 28 giugno il Podestà Ferruccio da’ ultimo appuntamento con il Rinascimento chiantigiano che ha visto alternarsi spettacoli di giocoleria, falconeria, musica, momenti gastronomici e mercatini. L’edizione di quest’anno ha visto la collaborazione del Corteo Calcio Storico Fiorentino, rievocazione celebrata in Piazza Santa Croce i primi di giugno.  Anche questa è stata una buona scusa per tornare in una delle zone più suggestive (forse anche troppo celebrata) della Toscana. La rievocazione è fatta abbastanza bene – molte ormai rasentato l’effetto carnascialesco - per due giorni ha riportato il borgo di Radda indietro di cinquecento anni, all’epoca delle Signorie. Domani va in scena l’ultima serie di spettacoli. Nei giardini comunali giochi e danze  rinascimentali, un campo armato con tiro alla balestra e armature, laboratorio di ceramica, l’immancabile cartomante, acrobati circensi, spettacoli di acrobazie con il fuoco,  scontro armato in piazza con tanto di tamburini e sbandieratori, un’esibizione di falconeria con rapaci diurni e notturni. I miei suggerimenti per un soggiorno breve ma non banale? Per mangiare nel centro storico c’è una vecchia osteria che rispetta canoni di buona qualità e un’ottima carta dei vini, il ristorante Chiasso dei Portici mentre purtroppo siamo orfani della cucina pulita ed elegante dell’australiana Susan Mc Kenna Grant che ha chiuso e messo in vendita la sua tenuta stupenda…..chissà perché. Ne avevamo parlato qui    Sempre attiva e “tosta” invece un’altra donna non nativa del Chianti, l’americana Nora Kravis, allevatrice di capre da Cashmere con ottimi risultati, anche stilistici: i suoi scialli, cardati, filati, tinti e tessuti da lei sono una chicca di rustica calda eleganza. Nella sua tenuta ha anche delle camere che si possono prenotare con vista sulla vallata e piccola piscina, rustico-chic. Per dormire in alternativa c’è la dimora storica nel centro  del paese Palazzo San Niccolò e qualche altro buon albergo in campagna, utile anche per un tuffo con questo caldo. Non male il Borgo di Vescine, dove si produce anche un discreto Chianti. A proposito del re di queste colline, non perdetevi una visita al convento di Santa Maria in Prato, sede del Consorzio del Chianti Classico: in un luogo magico e spirituale si possono degustare una notevole selezione di etichette con una vista che lascia senza fiato sui vigneti e colline a scendere.Info sull'evento qui 

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