TORNIAMO A PARLARE DI SALA, DI GIOVANI CAMERIERI....EMERGENTE SALA RIPARTE DA MILANO!

Mercoledì, 9. Novembre 2016 - 15:44

 Se andare al ristorante ormai é diventata un'esperienza sensoriale e sociale che si può paragonare all'andare al teatro...allora il cameriere é il primo attore ad entrare in scena e l'ultimo a chiudere il sipario!Fatta questa premessa, noi che da decenni ci occupiano di cucina, di giovani chef emergenti, di pizza chef, di recensioni di ristoranti e di alberghi (dove sovente passiamo intere settimane, rigorosamente una notte per albergo con cane e bagagli al seguito!) abbiamo deciso che é ora di rimboccarsi le maniche ed iniziare a dare visiblità, ma soprattuto andare a aconoscere chi sono questi "attori".Si parte dai giovani commis (di sala non di cucina) per salire via via di grado sino a certi personaggi straordinari che sono diventati restaurant manager, talvolta hanno superato anche questo step già altissimo per esser promossi a direttori d'hotel, magari d'intere catene alberghiere.Bella storia! Ma chi sono i più noti? A breve sarà online un magazine  www.emergentesala.it dentro il quale andremo a raccontare le nostre impressioni ma nel frattempo, chi volesse conoscere almeno i più promettenti fra i giovani, può venirsci a trovare lunedì 28 novembre a Milano presso la location W37, una nuovissima e prestigiosa struttura interamente recuperata - un tempo era parte delle fabbriche Ginori sui navigli - che racchiude al suo interno, come una bomboniera preziosa, anche il ristorante Lume dove officia il noto chef Luigi Taglienti. All'ora di pranzo sei giovani camerieri si sfideranno in un servizio impeccabile per soddisfare le richieste di una giuria esigente di professionisti dell'ospitalità, seduti al tavolo, come normali - si fa per dire - ospiti del ristorante.Chi vincerà? Seguiteci..... 

ALTA QUOTA, MENU IN ROSA, NON SOLO BOLLICINE FRANCESI, GOOD DEAL!

Martedì, 6. Settembre 2016 - 0:32

 di LORENZA VITALISalmone al coriandolo servito con cumino tostato e crème fraîche’, ‘Insalatina di granchio con zucchine tagliate a nastro, radicchio fresco, fave e finocchi’, ‘Insalata di aragosta con uova alla diavola, con prosciutto iberico e scaglie di manchego’. “Osso buco di agnello brasato a cottura lenta, mandorle, cipolle caramellate e orzo servito con risotto all’aglio nero e fave in salamoia’, ‘pesce grigliato con purè di cavolfiore e piselli’, ‘torta d’anatra confit in crosta di patate con asparagi, patate peruviane e chuteny di mirtillo rosso’…... Indovinate, in quale ristorante gourmet si assaggiano queste delizie? Niente insegna, ma dallo scorso giovedì 1 settembre a 10.000 metri d’altitudine nell’area First e Business Class dentro la carlinga di uno dei velivoli di nuovissima generazione della più grande compagnia aerea al mondo, la American Airlines, se avrete la fortuna di sceglierla. Questa flotta offre voli diretti da Milano Malpensa a New York, Miami, da Roma Fiumicino a Chicago, Charlotte, ma anche da Venezia Marco Polo verso Philadelphia. Il menu firmato dalla celebrity Chef Maneet Chauhan, fa parte di uno dei servizi previsti dall’investimento di oltre 3 miliardi di dollari per migliorare ulteriormente l’esperienza di volo dei propri passeggeri con l’introduzione di poltrone completamente reclinabili, collegamento Wi-Fi internazionale, una scelta sempre più ampia di intrattenimento a bordo e il restyling delle proprie lounge in tutto il mondo.Ma chi è in realtà la cuoca indo americana Maneet Chauhan? Autrice, personaggio televisivo, filantropa: è conosciuta negli Stati Uniti per il ruolo di giudice nel programma televisivo Chopped, format americano nominato per gli Emmy Awards in onda sul canale America’s Food Network, ed ha alle spalle una lunga carriera trascorsa nei migliori alberghi e ristoranti dell’India e degli Stati Uniti. Nata e cresciuta nel Punjab, successivamente si è trasferita a New York per frequentare il Culinary Institute of America. Unisce le tradizioni culinarie occidentali ea quelle asiatiche, diventa Executive Chef del Vermillion di Chicago e di New York giovanissima. Da quel momento ha ricevuto numerosi riconoscimenti, ha creato una sua linea di spezie che ha riscosso un notevole successo e ha scritto il suo primo libro di cucina: Flavors of my World. Oggi lavora come Executive Chef del Chauhan Ale & Masala House di Nashville in Tennessee.  Il menù realizzato da Maneet viene affiancato da un’importante selezioni di etichette internazionali. E’ curioso e piacevole al contempo scoprire che la  AA è risultata una delle compagnie aeree più premiate nel sondaggio ‘Global Traveler Wines on the Wing 2016’, ottenendo ben cinque riconoscimenti tra cui: ‘Best International First Class Red Wine - Monte Zovo Amarone della Valpolicella 2012, Veneto, Italy’, ‘Best International Business Class Red Wine - Domaine de la Présidente, Cairanne 2013, Cotes du Rhône, France’, ma benché ad alta quota ci sia rarefazione dell’ossigeno, non possono mancare le bollicine, meglio se francesi. Anche qui scopriamo che la Compagnia statunitense ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di ‘Best North American Champagne/Sparkling- Lanson Black Label Brut, NV, France’, champagne che viene servito in Business Class sui voli internazionali e nell’esclusiva Flagship First dei collegamenti transcontinentali tra New York e Los Angeles e tra New York e San Francisco. Vien già voglia di andare a sbirciare le tariffe dei voli online…..
 

AMATRICIANA PASTA DISH ONE YEAR LONG....DON'T FORGET

Giovedì, 25. Agosto 2016 - 20:39

 When there is a natural disaster such as the hearthquake that occurred in Italy in the Central Apennines in recent hours, many people enhance charity initiatives, thanks god, but sometimes the are of questionable value. Among many, the oneI I chose as valuable is the idea of ​​Slow Foodl: the ashtag is #unfuturoperamatriceSlowFood is the organizer of a fundraise in the world, with the peculiarity to make it last a whole year. The main actors of this initiative will necessarily be restaurateurs from around the world who are asked to cook the “Pasta all’Amatriciana” the iconic traditional dish symbol of the village “Amatrice” which was seriously destroyed by the quacke.   We hope of course that - thanks to the waiters and the Maitres and Hospitality  key operators, the communication of the message  will pass very clearly- the customers will choose this  dish regularly. For each Amatriciana dish consumed, 2 euros will be donated, one euro offered by the restaurant, one given by the client: the collected funds will be paid directly to the City of Amatrice. The "amatriciana" pasta is one of the iconic dishes of our traditional cuisine best known in the world and that's why we hope that it will not  be difficult to reach some good numbers! "Hopefully we can also spread the values ​​of solidarity and sharing their peasant culture which arises "said Carlo Petrini, President of Terra Madre and Slow Food, which also reiterated that one of the first concrete things to do is to choose food products that come from the affected areas to support the local economy. # unfuturoperamatriceCity of Amatrice for payment is: iT 28 M 08327 73470 000000006000Subject: a future for AmatriceAdesioni restaurateurs: [email protected] restaurateurs members list on www.slowfood.it

UN'AMATRICIANA LUNGA UN ANNO PER NON DIMENTICARE

Giovedì, 25. Agosto 2016 - 19:52

di Lorenza VitaliQuando si verifica una catastrofe naturale come quella avvenuta nell’Italia dell’Appennino Centrale nelle scorse ore, a mobilitarsi con iniziative di solidarietà sono in molti  grazie a dio, anche se talvolta di discutibile valore e formula ma, tra le tante, quella che mi sento di riportare per valore e continuità è senza dubbio l’idea di Slowfood, ancora una volta (spiace sottolinearlo) più avanti di tutti: l’ashtag é #unfuturoperamatriceIl due parole SlowFood si fa promotore di una raccolta fondi in tutto il mondo, con la peculiarità di farla durare un anno intero. Gli attori principali di questa inziaitiva dovranno necessariamente essere i ristoratori di tutto il mondo ai quali si chiede di inserire in carta il piatto simbolo dell’omonimo borgo colpito e di tenerlo sempre in carta per almeno un anno a partire da oggi. Ci auguriamo naturalmente che – anche grazie ai camerieri e gli operatori di Sala fondamentali nella comunicazione del messaggio – i clienti lo scelgano con frequenza. Per ogni amatriciana consumata verranno devoluti due euro, un euro offerto dal ristoratore, uno dato dal cliente: i fondi raccolti saranno direttamente versati al Comune di Amatrice. La pasta “All’Amatriciana” è uno dei piatti simbolo della nostra cucina tradizionale più noti al mondo e per questo auspichiamo che non sia difficile raggiungere dei bei numeri!«Speriamo di poter diffondere anche i valori di solidarietà e condivisione propri della cultura contadina da cui nasce» ha spiegato Carlo Petrini, presidente di Terra Madre e Slow Food, che ha ribadito inoltre che una tra le prime cose concrete da fare è scegliere i prodotti agroalimentari che provengono dalle aree colpite per sostenere l’economia locale.#unfuturoperamatriceL’iban del Comune di Amatrice per il versamento è: IT 28 M 08327 73470 000000006000Causale: Un futuro per AmatriceAdesioni ristoratori: [email protected]’elenco dei ristoratori aderenti su www.slowfood.it

CINGHIALI SHAKEN NOT STIRRED, DIETRO IL BANCONE, ALL'IMPROVVISO, LA SALA....

Lunedì, 18. Luglio 2016 - 18:06

Di Lorenza VitaliSe è vero che l‘esperienza è nulla senza l’accoglienza, ultimamente abbiamo incrociato Andrea Melfa, capo Bartender Mixologist-uomo-di-sala siciliano  di nascita ma formatosi nei migliori locali di Milano e dintorni, che, tra gli altri riconoscimenti, nel 2015 è arrivato in fondo alla semifinale italiana del contest “Diageo World Class” - un contest che coinvolge 18mila professionisti in tutto il mondo - con il suo cocktail icona “Acquaregia”. Il capo del bancone del Lo Straccale, un locale veramente cool della tanto vituperata L’Aquila ci dimostra che il suo cocktail bar è vivo e combatte….a suon di buon bere miscelato, la nomea di una città considerata morta dopo il triste episodio del terremoto! Quest’estate ci propone Il Calidonio, un cocktail fresco, intrigante, agrodolce ma equilibrato a base di un gin chiamato Gilpin’s.  Lo ha chiamato così  per rifarsi alla mitologia greca che identificava il cinghiale selvaggio (simbolo grafico presente nell’etichetta della famiglia british che lo produce) , chiamato cinghiale di Calidone, animale di straordinaria potenza che compare in diversi miti come antagonista di grandi eroi. Tra le varie leggende mitologiche, fu mandato dal dio Ares ad uccidere Adone quando costui si innamorò di Afrodite. La fiera trovò poi la morte durante la caccia calidonia, una battuta di caccia al cinghiale organizzata dal re Oineo di Calidone.Ma tralasciamo le divinità greche per trasferirici anche noi dietro ad un bancone per riprodurre (speriamo) questa bontà:NOME Il Calidonio ( summer cocktail with Gilpin’s Gin)INGREDIENTI: 3,0 cl di Gilpin’s London Dry Gin, 1,5 cl di Liquore Salvia e Limone Carlo Alberto, 2,0 cl di succo di limone, 2,0 cl di sciroppo di alloro, Gent’s gentiane tonic water. TECNICA: Shake & strain. BICCHIERE: Collins. GUARNIZIONE: Fiori eduli di liquirizia, viole disidratate e foglie d’alloro.

JULIETTE GRECO ADIEU AUX SCENES, SANTE' PERRIER JOUET....SCUSATE IL RITARDO!

Martedì, 12. Luglio 2016 - 10:51

di LORENZA VITALIOggi, cioè il 10 luglio 2016, o meglio, esattamente un anno fa, fu una  giornata memorabile insieme allo chef de cave di Perriet Jouet....poteva andar peggio come black friday.....Herve' Deschamps ha guidato la verticale di diverse annate eccellenti (cos'era il 1999?) e l'anteprima del 2007 a Spoleto. Occasione doppiamente unica: lo spettacolo della mitica artista chansonniere esistenzialista francese Juliette Greco che in quell'occasione si è esibita per l'ultima volta (beh, diciamo una delle ultime) sul palcoscenico del Teatro di Spoleto e poi ci ha raggiunti per un indimenticabile brindisi con le bolle di PJ. Perché non ne ho mai scritto per così tanto tempo? Non so darmi una risposta. Francamente, sono grata per il fatto di avere sovente la possibilità- grazie al mio mestiere- di incontrare persone speciali, di conoscere luoghi, sapori, vini, etc. a dir poco sublimi, ma quell'evento fu per me davvero unico nel suo genere e conoscere una donna tanto intensa, di spirito giovane, luminosa, differente, ha fatto sì che rimandassi quel.momento. Rimandare è  senza dubbio il mio sport preferito ma un anno è  veramente troppo.....dunque eccomi qui!Era il10 luglio 2015 – Hervé Deschamps  e Leo Damiani, Direttore di Perrier-Jouët Italia, società controllata dai Marchesi Antinori, presentarono - in occasione del Festival dei Due Mondi, la nuova annata della Cuvée de Prestige Belle Epoque 2007. Insieme a loro, compresi noi della stampa, brindarono la cantante Juliette Gréco, dopo la sua emozionante performance in teatro, Giorgio Ferrara, Direttore del Festival,  e la moglie, nota attrice teatrale a sua volta, Adriana Asti.LA MAISON  -  Perrier Jouët è una Maison di Champagne iconica, con vigneti eccezionali. È riconosciuta per la finezza, le note floreali e l’eleganza dei suoi vini, creati grazie al savoir-­‐‑faire di solo sette Chef de Caves dal 1811, ciò dimostra una gran lealtà ed attaccamtno al mestriere quale filosofia di vita.  Fin dalla sua collaborazione nel 1902 con il pioniere dell’Art Nouveau Emile Gallé, creatore del decoro dell’anemone per la bottiglia della Cuvée de Prestige Belle Epoque, Perrier Jouët ha continuato a commissionare opere ad artisti affermati ed emergenti tra cui Daniel Arsham, Noé Duchaufour-­‐‑Lawrance, Miguel Chevalier, Makoto Azuma, Tord Boontje, Studio Glithero, Vik Muniz o Simon Heijdens.L’ANNATA  -  A svelare la nuova annata fu Hervé Deschamps, Chef de Caves di Maison Perrier-Jouët. Hervé Deschamps che tutt’oggi è anche Presidente della "Association Amicale des Chefs de Caves de Champagne" sin dal lontano 1999. La Belle Epoque 2007, una delle annate più interessanti delle Cuvé de Prestige de la maison, viene definito uno champagne puro, generoso e cristallino, anche oggi, ad un anno di distanza l’ho riassaggiato e vanta una finezza e generosità tali da evidenziare la precisione e aderenza allo stile Perrier Jouët in tutto e per tutto. Ecco perché viene naturale immaginare perché è tutt’oggi una delle più ricercate degli ultimi vent’anni. Il corpo è delicato, fresco ed elegante, trasmette immediatamente una sensazione di  purezza esaltata dalla sua limpidezza. Belle Epoque è l’icona dello stile floreale ed elegante di PJ, creata selezionando i migliori Chardonnay della Côte des Blancs grazie a due secoli di savoir-faire vitivinicolo nell’arte delle grandi annate. Un vino estremamente elegante anche nella sua inconfondibile bottiglia con gli anemoni bianchi in fiore che decorano la bottiglia disegnata da Emile Gallé nel 1902, perfetti come tributo simbolico alla grande Juliette Greco che non si è fatta pregare a brindare più volte con noi sul belvedere al tramonto, più e più volte, con i suoi 88 anni straordinariamente vissuti. Persino Hervé Deschamps commentò così Belle Epoque 2007: “È un vino dedicato a coloro che amano i piaceri della vita”!VENDAGE - Il 2007 è il risultato di un’annata unica e sorprendente, caratterizzata da un inverno molto mite e da un’eccezionale primavera seguita dall’aumento ulteriore delle temperature andando verso l’estate che hanno causato una fioritura anticipata. Nonostante l’estate inizialmente fosse piovosa, con temperature più basse rispetto alla media stagionale, il ritorno del sole in agosto ha permesso ai grappoli di maturare alla perfezione e ciò ha portato ad un raccolto precoce e particolarmente generoso.ASSEMBLAGGIO - Questo assemblaggio esalta la freschezza e le note minerali e floreali dello Chardonnay (50%) proveniente dai Grands Crus di Cramant, Avize e Chouilly, al quale è stata aggiunta la complessità, la profondità e gli aromi della frutta fresca del Pinot Noir proveniente dalle terre di Mailly, Verzy e Aÿ (45%). Per il tocco finale, Hervé Deschamps ha scelto le note di frutta matura del Pinot Meunier di Dizy (5%) conferendo un’ulteriore rotondità ed equilibrio alla Cuvée Belle Epoque 2007. Il vino ha riposato nelle cantine della Maison PJ per sei anni.ABBINAMENTO  -  Champagne e caviale…? Naah, troppo scontato! In un luogo magico della campagna umbra accanto ad una chiesina medioevale che sembrava dipinta, San Pietro a Pettine, ci accomodammo ai tavoli di un belvedere assolato ma ventilato il diktat fu: tartufo nero estivo appena colto (“cavato” in gergo)  come se piovesse! Il corpo elegante delle bulles PJ, la complicità del clima torrido e la complessità di alcune annate più vecchie ci hanno fatto capitolare!  

Pagine

Archivio

Categorie

ALTRIBEIBLOG

Witaly S.r.l. 2012 © All rights reserved Partita Iva 10890471005
Witaly è registrata presso il Tribunale di Roma n. 95/2011 del 4/4/2011 – Tutti i diritti riservati