CENA NELLE VIGNE IN CHIANTI

Venerdì, 9. Settembre 2016 - 21:07

 Siamo a Querceto, località fra le arcinote Castellina e Radda in Chianti. Già menzionata con i suoi poderi nelle Mappe dei Capitani di Parte Guelfa del XVI secolo, l'azienda agricola in regime biologico vanta oltre 50 ettari, di cui una decina abbondante a vigneto Chianti Classico Docg e circa 3 ad oliveto. Il cuore del piccolo borgo di case coloniche è giunto ai nostri giorni pressoché integro ed emerge chiara ogni traccia della sua evoluzione nel corso dei secoli. Oltre alle cantine, il borgo è composto da costruzioni rurali in stile rustico toscano definite “cottage” ovvero stiamo parlando di nove appartamenti ed una sola suite, peraltro molto suggestiva e da poco ristrutturata con gusto. Natascia Santandrea, gran donna di Sala e Maria Probst, la chef sua socia nel ristorante “La Tenda Rossa”, due personalità spumeggianti, mi hanno fatto un gradito invito (questa é la prima di tre date 10-17 e 25 settembre) al quale non ho saputo dir di no: cena nelle vigne!

JULIETTE GRECO ADIEU AUX SCENES, SANTE' PERRIER JOUET....SCUSATE IL RITARDO!

Martedì, 12. Luglio 2016 - 10:51

di LORENZA VITALIOggi, cioè il 10 luglio 2016, o meglio, esattamente un anno fa, fu una  giornata memorabile insieme allo chef de cave di Perriet Jouet....poteva andar peggio come black friday.....Herve' Deschamps ha guidato la verticale di diverse annate eccellenti (cos'era il 1999?) e l'anteprima del 2007 a Spoleto. Occasione doppiamente unica: lo spettacolo della mitica artista chansonniere esistenzialista francese Juliette Greco che in quell'occasione si è esibita per l'ultima volta (beh, diciamo una delle ultime) sul palcoscenico del Teatro di Spoleto e poi ci ha raggiunti per un indimenticabile brindisi con le bolle di PJ. Perché non ne ho mai scritto per così tanto tempo? Non so darmi una risposta. Francamente, sono grata per il fatto di avere sovente la possibilità- grazie al mio mestiere- di incontrare persone speciali, di conoscere luoghi, sapori, vini, etc. a dir poco sublimi, ma quell'evento fu per me davvero unico nel suo genere e conoscere una donna tanto intensa, di spirito giovane, luminosa, differente, ha fatto sì che rimandassi quel.momento. Rimandare è  senza dubbio il mio sport preferito ma un anno è  veramente troppo.....dunque eccomi qui!Era il10 luglio 2015 – Hervé Deschamps  e Leo Damiani, Direttore di Perrier-Jouët Italia, società controllata dai Marchesi Antinori, presentarono - in occasione del Festival dei Due Mondi, la nuova annata della Cuvée de Prestige Belle Epoque 2007. Insieme a loro, compresi noi della stampa, brindarono la cantante Juliette Gréco, dopo la sua emozionante performance in teatro, Giorgio Ferrara, Direttore del Festival,  e la moglie, nota attrice teatrale a sua volta, Adriana Asti.LA MAISON  -  Perrier Jouët è una Maison di Champagne iconica, con vigneti eccezionali. È riconosciuta per la finezza, le note floreali e l’eleganza dei suoi vini, creati grazie al savoir-­‐‑faire di solo sette Chef de Caves dal 1811, ciò dimostra una gran lealtà ed attaccamtno al mestriere quale filosofia di vita.  Fin dalla sua collaborazione nel 1902 con il pioniere dell’Art Nouveau Emile Gallé, creatore del decoro dell’anemone per la bottiglia della Cuvée de Prestige Belle Epoque, Perrier Jouët ha continuato a commissionare opere ad artisti affermati ed emergenti tra cui Daniel Arsham, Noé Duchaufour-­‐‑Lawrance, Miguel Chevalier, Makoto Azuma, Tord Boontje, Studio Glithero, Vik Muniz o Simon Heijdens.L’ANNATA  -  A svelare la nuova annata fu Hervé Deschamps, Chef de Caves di Maison Perrier-Jouët. Hervé Deschamps che tutt’oggi è anche Presidente della "Association Amicale des Chefs de Caves de Champagne" sin dal lontano 1999. La Belle Epoque 2007, una delle annate più interessanti delle Cuvé de Prestige de la maison, viene definito uno champagne puro, generoso e cristallino, anche oggi, ad un anno di distanza l’ho riassaggiato e vanta una finezza e generosità tali da evidenziare la precisione e aderenza allo stile Perrier Jouët in tutto e per tutto. Ecco perché viene naturale immaginare perché è tutt’oggi una delle più ricercate degli ultimi vent’anni. Il corpo è delicato, fresco ed elegante, trasmette immediatamente una sensazione di  purezza esaltata dalla sua limpidezza. Belle Epoque è l’icona dello stile floreale ed elegante di PJ, creata selezionando i migliori Chardonnay della Côte des Blancs grazie a due secoli di savoir-faire vitivinicolo nell’arte delle grandi annate. Un vino estremamente elegante anche nella sua inconfondibile bottiglia con gli anemoni bianchi in fiore che decorano la bottiglia disegnata da Emile Gallé nel 1902, perfetti come tributo simbolico alla grande Juliette Greco che non si è fatta pregare a brindare più volte con noi sul belvedere al tramonto, più e più volte, con i suoi 88 anni straordinariamente vissuti. Persino Hervé Deschamps commentò così Belle Epoque 2007: “È un vino dedicato a coloro che amano i piaceri della vita”!VENDAGE - Il 2007 è il risultato di un’annata unica e sorprendente, caratterizzata da un inverno molto mite e da un’eccezionale primavera seguita dall’aumento ulteriore delle temperature andando verso l’estate che hanno causato una fioritura anticipata. Nonostante l’estate inizialmente fosse piovosa, con temperature più basse rispetto alla media stagionale, il ritorno del sole in agosto ha permesso ai grappoli di maturare alla perfezione e ciò ha portato ad un raccolto precoce e particolarmente generoso.ASSEMBLAGGIO - Questo assemblaggio esalta la freschezza e le note minerali e floreali dello Chardonnay (50%) proveniente dai Grands Crus di Cramant, Avize e Chouilly, al quale è stata aggiunta la complessità, la profondità e gli aromi della frutta fresca del Pinot Noir proveniente dalle terre di Mailly, Verzy e Aÿ (45%). Per il tocco finale, Hervé Deschamps ha scelto le note di frutta matura del Pinot Meunier di Dizy (5%) conferendo un’ulteriore rotondità ed equilibrio alla Cuvée Belle Epoque 2007. Il vino ha riposato nelle cantine della Maison PJ per sei anni.ABBINAMENTO  -  Champagne e caviale…? Naah, troppo scontato! In un luogo magico della campagna umbra accanto ad una chiesina medioevale che sembrava dipinta, San Pietro a Pettine, ci accomodammo ai tavoli di un belvedere assolato ma ventilato il diktat fu: tartufo nero estivo appena colto (“cavato” in gergo)  come se piovesse! Il corpo elegante delle bulles PJ, la complicità del clima torrido e la complessità di alcune annate più vecchie ci hanno fatto capitolare!  

JULIETTE GRECO ADIEU AUX SCENES, SANTE' PERRIER JOUET....SCUSATE IL RITARDO!

Domenica, 10. Luglio 2016 - 10:53

Oggi, cioè il 10 luglio 2015, esattamente un anno fa, giornata memorabile insieme allo chef de cave di Perriet Jouet....poteva andar peggio come black friday.....Herve' Deschamps ha guidato la verticale di diverse annate eccellenti (cos'era il 1999?) e l'anteprima del 2007 a Spoleto. Occasione doppiamente unica: lo spettacolo della mitica artista chansonniere esistenzialista francese Juliette Greco che in quell'occasione si è esibita per l'ultima volta (beh, diciamo una delle ultime) sul palcoscenico del Teatro di Spoleto e poi ci ha raggiunti per un indimenticabile ricami le brindisi con le bolle di PJ. Perché non ne ho mai scritto per così tanto tempo? Non so darmi una risposta. Francamente, sono grata per il fatto di avere sovente la possibilità- grazie al mio mestiere- di incontrare persone speciali, di conoscere luoghi, sapori, vini, etc. a dir poco sublimi, ma quell'evento fu per me davvero unico nel suo genere e conoscere una donna tanto intensa, di spirito giovane, luminosa, differente, ha fatto sì che rimandassi quel.momento. Rimandare è  senza dubbio il mio sport preferito ma un anno è  veramente troppo.....dunque eccomi qui! 

NOTTE AL MUSEO: Gli Antichi Piatti Pompeiani tra Mito e Natura

Giovedì, 30. Giugno 2016 - 11:10

 Come si viveva  e celebrava il piacere della tavola a Pompei, dove i patrizi romani amavano soggiornare e dove le matrone, ornate da meravigliosi gioielli, accoglievano i loro ospiti? Una notte al Museo forse ce lo svelerà. Stasera, in quel di Napoli, Terre Etrusche ha organizzato un momento unico  nel  Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) nell’ambito degli eventi  “Giovedì  sera al MANN Le Arti in Giardino tra Mito e Natura", Terretrusche (la fondazione cortonese che promuove la cultura e lo Chef stellato Paolo Gramaglia del Ristorante President di Pompei organizzeranno una serata di degustazione degli antichi Piatti Pompeiani  all’interno dei giardini rinnovati del Museo. Moderato dall’immancabile giornalista partenopeo Luciano Pignataro, nel talkshow si parlerà di antichi cereali e pane pompeiano con il Professor Francesco Tei , direttore del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali  dell' Università di Perugia, insieme al direttore del Museo MANN  Paolo Giulierini,  lo Chef stellato Paolo Gramaglia, che da oltre 15 anni studia e propone i cibi dell'antica Pompei.  l'organizzatore dell'evento Vittorio Camorri di Terretrusche Gli Antichi Pani:  Pompei contava ben vi  trentacinque panifici  con forni a legna, i pistrina, macine di pietra lavica e banchi per la vendita. Da fonti letterarie ed iconografiche sappiamo che i tipi di pane più noti erano dieci.
Il Vesuvio Fuochi e Fiamme” : dentice scaloppato flambé agli agrumi vesuviani, mandorle, pappa reale, riduzione di Lacryma Chrysti.
La “Cassata Oplontis”: dolce raffigurato sulle mura della Villa di Poppea, ad Oplonti, l’attuale Torre Annunziata.
Nel corso della serata saranno proposti in degustazione, oltre ad una selezione dei vini di Pompei , alcuni  tra i migliori vini Toscani della Cortona DOC per  ricordare e  rafforzare  il legame tra la Terra Campana e  Cortona : fu infatti l'archeologo cortonese Marcello Venuti  a contribuire  alle scoperte  di Ercolano.
MUSEO MANN NAPOLI Piazza Museo Nazionale 19 - 80135 Napoli  tel. 081 4422149

OPERA ALL'ARENA DI VERONA: MANGIAR BENE PRIMA E DOPO

Mercoledì, 29. Giugno 2016 - 22:48

di Lorenza VitaliL’estate porta nella capitale scaligera del bel canto tanti melomani e turisti, sovente di target alto, dunque per la città una bell’opportunità che la ristorazione di qualità (e ahimé non solo quella) sa da sempre cogliere al volo. I migliori posti dove degustare ottime etichette e mangiare qualcosa di sfizioso completando il piacere di un’esperienza in Arena prima o dopo lo spettacolo??  Le opportunità sono molte, ormai a Verona si mangia piuttosto bene, per non parlar del vino. Ho scelto un apio d’indirizzi per il prima e il dopo ed un terzo per “il bicchiere della staffa”Per il PRIMA: il ristorante Il Desco, nel cuore del centro storico, rende omaggio allo storico Festival Areniano con la creazione di uno speciale menu da vivere in attesa dell'opera, con l'esclusiva presenza di un cantante lirico. Lo hanno chiamato "Overture Gourmet" ed è un format studiato nei tempi e nella leggerezza per essere ideale come “pre-opera”. Il servizio in sala è rappresentativo della filosofia del Desco, mentre il menu si compone del benvenuto della cucina, tre piatti principali e un dessert, al quale si aggiunge la piccola pasticceria. Il tutto in abbinamento con i grandi vini del territorio al calice. Tutte le sere ma solo su prenotazione, nelle date in cui va in scena il Festival Areniano. Con il valore aggiunto, in alcuni appuntamenti, della presenza esclusiva di un cantante lirico che eseguirà durante la cena, alcune arie dei brani più famosi dell'opera poi rappresentata. Per il DOPO: Osteria di Ponte Pietra, una delle location più romantiche e suggestive in città, dove officiano con classe ed eleganza Diana Tropinina e Gianni. Ne abbiamo scritto poco tempo fa qui    e qui e anche qui  dove c’é anche una romantica suite al piano superiore e uno chef già allievo di Perbellini in cucina, Michael Silhavi, che si difende piuttosto bene con la sua cucina da bistrot ma curata.Per il bicchiere della STAFFA: il sempiterno e resuscitato “Bottega del Vino”, il locale storico per eccellenza in città che ha visto nei secoli passare di tutto e di più come storie di persone, etichette, momenti di puro piacere enologico…..qui un anticipo  

FATTORIA DI FIBBIANO AL CEPPO

Sabato, 25. Giugno 2016 - 11:28

 Tornare al Ceppo, il ristorante classico, toscano della Capitale, è sempre un bel tornare e, questa volta, la scusa è stata la presentazione dei vini di “Fattoria Fibbiano” una moderna azienda agricola di 75 ettari in località Terricciola, venti chilometri da Pisa e poco distante da Volterra. Antichissime tracce etrusche, visibili anche all’interno della proprietà, legano la storia di questo territorio alla famiglia Cantoni che custodisce il luogo e le sue tradizioni dal 1997. Il casolare costruito nel 1707 ha subito recenti lavori di restauro e sistemazione che hanno sapientemente lasciato intatti gli originari impianti sia edilizi che, in parte, viticoli privilegiando il recupero e la conservazione rispetto alla trasformazione. Giuseppe Cantoni, padre di Matteo e Nicola entrambi alla conduzione dell’azienda di cui Nicola è enologo dal 2008, comprò la fattoria e i terreni dopo aver deciso di ritornare alla campagna e seguire le tradizioni di una famiglia di agricoltori originari di Lodi. La scelta della Toscana, e di questo territorio in particolare, non fu obbligata ma valutata.  Gli impianti viticoli sono stati, dove possibile, conservati e la vigna più vecchia risalente ai primi anni del 1900 è stata gelosamente conservata contro i pareri di chi la voleva sostituita da moderni esemplari. Selezioni clonali dalla vigna vecchia sono state eseguite per i nuovi impianti. Tutta la superficie vitata, che in totale divide i 75 ettari con seminativo, oliveto e bosco, recupera vitigni autoctoni (ciliegiolo, canaiolo, sangiovese, colorino, colombana) escludendo per scelta l’impianto di vitigni alloctoni. Il terreno è sabbioso e ricchissimo di fossili. Degna di nota è l’affezione del produttore per il vitigno Colombana che storicamente unisce le origini lombarde della famiglia con il territorio che hanno deciso di curare: il vitigno infatti è presente dal XIV secolo sia nella provincia di Pisa che in Lombardia tra Milano e Pavia dove dicono sia stato importato dal monaco irlandese San Colombano.  La conservazione e custodia delle tradizioni sono state legate alle più moderne tecniche agronomiche e vitivinicole: particolare enfasi viene data alla descrizione dei nuovi rotofermentatori verticali presenti in cantina.Sei le etichette che abbiamo avuto in assaggio: Fonte delle donne 2014, IGT Toscana. 50% Vermentino, 50% Colombana, Rosé 2014, IGT Toscana. 100% Sangiovese, Le Pianette 2014, IGT Toscana. 70% Sangiovese, 30% Colorino, Casalini 2013, Chianti Superiore DOCG. 80 % Sangiovese, 20% Ciliegiolo, L’Aspetto 2012 IGT Toscana. 50%Sangiovese, 50% Canaiolo, Ceppatella 2011, IGT Toscana. 100% Sangiovese

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