UNA CASA...DI MODA CHE MI HA XOCCATO....

Venerdì, 11. Novembre 2016 - 23:44

 Il prossimo 17 novembre ho l’occasione di tornare “back to my roots” per un giorno, anzi un open day capitolino, nel quale in un bel palazzo rinascimentale dietro Piazza Navona, una giovane stilista mi apre la porta “di casa” – anche se il suo quartier generale è naturalmente a Milano – per svelare i capi della sua collezione autunno inverno. Sarò in grado di riprendere aggettivi e consapevolezza in un mondo che non mi appartiene più da un quarto di secolo? Accetto la sfida!Ma chi è in realtà Alessia Xoccato? Design, creatività e qualità Made in Italy sono gli elementi fondamentali alla base del marchio omonimo, caratterizzanti di uno stile essenziale, fresco e di respiro internazionale. Ogni collezione è il risultato di un viaggio dove forme, colori e materiali sono un’occasione per la designer di esprimere istintivamente sensazioni e pensieri attraverso le più svariate contaminazioni. Lo scopo è ottenere un concetto segnato da un gesto preciso e senza tempo, dove sartorialità, espressione artistica e una sofisticata ricercatezza diventino, ancora una volta, protagonisti. Il processo creativo di Alessia analizza ossessivamente la relazione tra corpo e spazio, definisce geometrie architettoniche dove forme e volumi creano nuove proporzioni della silhouette. Allo stesso tempo, un’intensa ricerca di tessuti e materiali enfatizzano le strutture dei capi e i contrasti degli accostamenti, mentre la luce dei colori detta il ritmo di un forte impatto emozionale. Ogni abito è visto come una persona, che si deve comprendere profondamente e guardare da diverse prospettive. La produzione si concentra su pezzi chiave in modo che ogni capo sia creato per essere speciale e conservato, piuttosto che seguire una moda effimera. Ciascun pezzo è volto a soddisfare le esigenze di una donna chiaramente identificata: trasversale per età, colta, che esprime una femminilità consapevole e una sensualità mai urlata; ricerca l’esclusività ed è attenta alle forme e al contenuto stilistico e qualitativo di un capo.Alessia Xoccato coltiva la sua passione per la moda fin da piccola, all’interno dell’azienda di famiglia, dove inizia ad entrare in contatto con materie e forme.La scelta di studi artistici la portano a continuare il suo percorso allo Ied Moda Lab di Milano, quindi, a conseguire un Master in Fashion Design presso la Domus Academy.L’esperienza professionale all’interno di uffici stile di settore si trasforma presto in prestigiose consulenze per marchi italiani ed internazionali.Parallelamente, Alessia inizia a lavorare a capsule collections che vengono presentate all’interno di importanti eventi del calendario moda: vincitrice del concorso Next Generation 2009, la sua collezione sfila durante la Milano Fashion Week, poi, selezionata dalla Camera Nazionale della Moda, alla L’Orèal Fashion Week di Toronto.Vogue Italia la include all’interno della rassegna stagionale degli emergenti di Vogue Talents e nel 2012 Alessia è scelta come finalista del prestigioso concorso dedicato a designer emergenti “Who Is On Next?”, promosso e sponsorizzato da Vogue Italia e Altaroma, durante il quale la sua collezione sfila sulle passerelle capitoline e viene presentata a Palazzo Morando a Milano. Ci vediamo in via della Vetrina 19 al secondo piano, dalle 12 alle 22…ah dimenticavo: dato che il lupo perde il pelo ma non il vizio, il vino lo porto io ed è quello di Marina Perinelli, un’altra donna volitiva e determinata che produce  non solo Cesanese nella Tenuta Casale della Ioria, non lontano da Acuto e no, lo chef che state immaginando questa volta non lo porterà con sé, gli abiti devono essere della taglia giusta!

CENA NELLE VIGNE IN CHIANTI

Venerdì, 9. Settembre 2016 - 21:07

 Siamo a Querceto, località fra le arcinote Castellina e Radda in Chianti. Già menzionata con i suoi poderi nelle Mappe dei Capitani di Parte Guelfa del XVI secolo, l'azienda agricola in regime biologico vanta oltre 50 ettari, di cui una decina abbondante a vigneto Chianti Classico Docg e circa 3 ad oliveto. Il cuore del piccolo borgo di case coloniche è giunto ai nostri giorni pressoché integro ed emerge chiara ogni traccia della sua evoluzione nel corso dei secoli. Oltre alle cantine, il borgo è composto da costruzioni rurali in stile rustico toscano definite “cottage” ovvero stiamo parlando di nove appartamenti ed una sola suite, peraltro molto suggestiva e da poco ristrutturata con gusto. Natascia Santandrea, gran donna di Sala e Maria Probst, la chef sua socia nel ristorante “La Tenda Rossa”, due personalità spumeggianti, mi hanno fatto un gradito invito (questa é la prima di tre date 10-17 e 25 settembre) al quale non ho saputo dir di no: cena nelle vigne!

ALTA QUOTA, MENU IN ROSA, NON SOLO BOLLICINE FRANCESI, GOOD DEAL!

Martedì, 6. Settembre 2016 - 0:32

 di LORENZA VITALISalmone al coriandolo servito con cumino tostato e crème fraîche’, ‘Insalatina di granchio con zucchine tagliate a nastro, radicchio fresco, fave e finocchi’, ‘Insalata di aragosta con uova alla diavola, con prosciutto iberico e scaglie di manchego’. “Osso buco di agnello brasato a cottura lenta, mandorle, cipolle caramellate e orzo servito con risotto all’aglio nero e fave in salamoia’, ‘pesce grigliato con purè di cavolfiore e piselli’, ‘torta d’anatra confit in crosta di patate con asparagi, patate peruviane e chuteny di mirtillo rosso’…... Indovinate, in quale ristorante gourmet si assaggiano queste delizie? Niente insegna, ma dallo scorso giovedì 1 settembre a 10.000 metri d’altitudine nell’area First e Business Class dentro la carlinga di uno dei velivoli di nuovissima generazione della più grande compagnia aerea al mondo, la American Airlines, se avrete la fortuna di sceglierla. Questa flotta offre voli diretti da Milano Malpensa a New York, Miami, da Roma Fiumicino a Chicago, Charlotte, ma anche da Venezia Marco Polo verso Philadelphia. Il menu firmato dalla celebrity Chef Maneet Chauhan, fa parte di uno dei servizi previsti dall’investimento di oltre 3 miliardi di dollari per migliorare ulteriormente l’esperienza di volo dei propri passeggeri con l’introduzione di poltrone completamente reclinabili, collegamento Wi-Fi internazionale, una scelta sempre più ampia di intrattenimento a bordo e il restyling delle proprie lounge in tutto il mondo.Ma chi è in realtà la cuoca indo americana Maneet Chauhan? Autrice, personaggio televisivo, filantropa: è conosciuta negli Stati Uniti per il ruolo di giudice nel programma televisivo Chopped, format americano nominato per gli Emmy Awards in onda sul canale America’s Food Network, ed ha alle spalle una lunga carriera trascorsa nei migliori alberghi e ristoranti dell’India e degli Stati Uniti. Nata e cresciuta nel Punjab, successivamente si è trasferita a New York per frequentare il Culinary Institute of America. Unisce le tradizioni culinarie occidentali ea quelle asiatiche, diventa Executive Chef del Vermillion di Chicago e di New York giovanissima. Da quel momento ha ricevuto numerosi riconoscimenti, ha creato una sua linea di spezie che ha riscosso un notevole successo e ha scritto il suo primo libro di cucina: Flavors of my World. Oggi lavora come Executive Chef del Chauhan Ale & Masala House di Nashville in Tennessee.  Il menù realizzato da Maneet viene affiancato da un’importante selezioni di etichette internazionali. E’ curioso e piacevole al contempo scoprire che la  AA è risultata una delle compagnie aeree più premiate nel sondaggio ‘Global Traveler Wines on the Wing 2016’, ottenendo ben cinque riconoscimenti tra cui: ‘Best International First Class Red Wine - Monte Zovo Amarone della Valpolicella 2012, Veneto, Italy’, ‘Best International Business Class Red Wine - Domaine de la Présidente, Cairanne 2013, Cotes du Rhône, France’, ma benché ad alta quota ci sia rarefazione dell’ossigeno, non possono mancare le bollicine, meglio se francesi. Anche qui scopriamo che la Compagnia statunitense ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di ‘Best North American Champagne/Sparkling- Lanson Black Label Brut, NV, France’, champagne che viene servito in Business Class sui voli internazionali e nell’esclusiva Flagship First dei collegamenti transcontinentali tra New York e Los Angeles e tra New York e San Francisco. Vien già voglia di andare a sbirciare le tariffe dei voli online…..
 

AMATRICIANA PASTA DISH ONE YEAR LONG....DON'T FORGET

Giovedì, 25. Agosto 2016 - 20:39

 When there is a natural disaster such as the hearthquake that occurred in Italy in the Central Apennines in recent hours, many people enhance charity initiatives, thanks god, but sometimes the are of questionable value. Among many, the oneI I chose as valuable is the idea of ​​Slow Foodl: the ashtag is #unfuturoperamatriceSlowFood is the organizer of a fundraise in the world, with the peculiarity to make it last a whole year. The main actors of this initiative will necessarily be restaurateurs from around the world who are asked to cook the “Pasta all’Amatriciana” the iconic traditional dish symbol of the village “Amatrice” which was seriously destroyed by the quacke.   We hope of course that - thanks to the waiters and the Maitres and Hospitality  key operators, the communication of the message  will pass very clearly- the customers will choose this  dish regularly. For each Amatriciana dish consumed, 2 euros will be donated, one euro offered by the restaurant, one given by the client: the collected funds will be paid directly to the City of Amatrice. The "amatriciana" pasta is one of the iconic dishes of our traditional cuisine best known in the world and that's why we hope that it will not  be difficult to reach some good numbers! "Hopefully we can also spread the values ​​of solidarity and sharing their peasant culture which arises "said Carlo Petrini, President of Terra Madre and Slow Food, which also reiterated that one of the first concrete things to do is to choose food products that come from the affected areas to support the local economy. # unfuturoperamatriceCity of Amatrice for payment is: iT 28 M 08327 73470 000000006000Subject: a future for AmatriceAdesioni restaurateurs: [email protected] restaurateurs members list on www.slowfood.it

UN'AMATRICIANA LUNGA UN ANNO PER NON DIMENTICARE

Giovedì, 25. Agosto 2016 - 19:52

di Lorenza VitaliQuando si verifica una catastrofe naturale come quella avvenuta nell’Italia dell’Appennino Centrale nelle scorse ore, a mobilitarsi con iniziative di solidarietà sono in molti  grazie a dio, anche se talvolta di discutibile valore e formula ma, tra le tante, quella che mi sento di riportare per valore e continuità è senza dubbio l’idea di Slowfood, ancora una volta (spiace sottolinearlo) più avanti di tutti: l’ashtag é #unfuturoperamatriceIl due parole SlowFood si fa promotore di una raccolta fondi in tutto il mondo, con la peculiarità di farla durare un anno intero. Gli attori principali di questa inziaitiva dovranno necessariamente essere i ristoratori di tutto il mondo ai quali si chiede di inserire in carta il piatto simbolo dell’omonimo borgo colpito e di tenerlo sempre in carta per almeno un anno a partire da oggi. Ci auguriamo naturalmente che – anche grazie ai camerieri e gli operatori di Sala fondamentali nella comunicazione del messaggio – i clienti lo scelgano con frequenza. Per ogni amatriciana consumata verranno devoluti due euro, un euro offerto dal ristoratore, uno dato dal cliente: i fondi raccolti saranno direttamente versati al Comune di Amatrice. La pasta “All’Amatriciana” è uno dei piatti simbolo della nostra cucina tradizionale più noti al mondo e per questo auspichiamo che non sia difficile raggiungere dei bei numeri!«Speriamo di poter diffondere anche i valori di solidarietà e condivisione propri della cultura contadina da cui nasce» ha spiegato Carlo Petrini, presidente di Terra Madre e Slow Food, che ha ribadito inoltre che una tra le prime cose concrete da fare è scegliere i prodotti agroalimentari che provengono dalle aree colpite per sostenere l’economia locale.#unfuturoperamatriceL’iban del Comune di Amatrice per il versamento è: IT 28 M 08327 73470 000000006000Causale: Un futuro per AmatriceAdesioni ristoratori: [email protected]’elenco dei ristoratori aderenti su www.slowfood.it

CINGHIALI SHAKEN NOT STIRRED, DIETRO IL BANCONE, ALL'IMPROVVISO, LA SALA....

Lunedì, 18. Luglio 2016 - 18:06

Di Lorenza VitaliSe è vero che l‘esperienza è nulla senza l’accoglienza, ultimamente abbiamo incrociato Andrea Melfa, capo Bartender Mixologist-uomo-di-sala siciliano  di nascita ma formatosi nei migliori locali di Milano e dintorni, che, tra gli altri riconoscimenti, nel 2015 è arrivato in fondo alla semifinale italiana del contest “Diageo World Class” - un contest che coinvolge 18mila professionisti in tutto il mondo - con il suo cocktail icona “Acquaregia”. Il capo del bancone del Lo Straccale, un locale veramente cool della tanto vituperata L’Aquila ci dimostra che il suo cocktail bar è vivo e combatte….a suon di buon bere miscelato, la nomea di una città considerata morta dopo il triste episodio del terremoto! Quest’estate ci propone Il Calidonio, un cocktail fresco, intrigante, agrodolce ma equilibrato a base di un gin chiamato Gilpin’s.  Lo ha chiamato così  per rifarsi alla mitologia greca che identificava il cinghiale selvaggio (simbolo grafico presente nell’etichetta della famiglia british che lo produce) , chiamato cinghiale di Calidone, animale di straordinaria potenza che compare in diversi miti come antagonista di grandi eroi. Tra le varie leggende mitologiche, fu mandato dal dio Ares ad uccidere Adone quando costui si innamorò di Afrodite. La fiera trovò poi la morte durante la caccia calidonia, una battuta di caccia al cinghiale organizzata dal re Oineo di Calidone.Ma tralasciamo le divinità greche per trasferirici anche noi dietro ad un bancone per riprodurre (speriamo) questa bontà:NOME Il Calidonio ( summer cocktail with Gilpin’s Gin)INGREDIENTI: 3,0 cl di Gilpin’s London Dry Gin, 1,5 cl di Liquore Salvia e Limone Carlo Alberto, 2,0 cl di succo di limone, 2,0 cl di sciroppo di alloro, Gent’s gentiane tonic water. TECNICA: Shake & strain. BICCHIERE: Collins. GUARNIZIONE: Fiori eduli di liquirizia, viole disidratate e foglie d’alloro.

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