POIS A COLAZIONE

Giovedì, 29. Agosto 2013 - 15:51

  Di Lorenza VitaliSI RIENTRA: COSA CI FARÀ IMPAZZIRE QUEST’AUTUNNO? PER PRIMA COSA I POIS! FA ANCORA CALDO, SFOGLIO LE RIVISTE SOTTO L’OMBRELLONE anche se ferragosto e’ passato da un pezzo, APPAIONO DI GIA’ LE PRIME CAMPAGNE PUBBLICITARIE DELLE principali GRIFFE DELLA MODA A STRIZZARE L’OCCHIO ALLA PROSSIMA STAGIONE AUTUNNO INVERNO 2013-14. MI COLPISCE MIU MIU che ha scelto una location a NEW YORK (FOTO SCATTATE PROPRIO QUANDO ANCH’IO c'ero LA SCORSA PRIMAVERA CON LA WINE WEEK DI TRENTODOC E DEI VINI TRENTINI!) IL MESSAGGIO E’ CHIARO, IN QUESTO PERIODO TANTO TETRO E PIENO DI TRISTEZZE, LA MITICA MAISON NON CI STA: E SIA POIS A RALLEGRARE IL FREDDO DENTRO E FUORI! il disegno “ a pallini”, considerato naif e un po’ baby, e’ stato nel corso del tempo lungamente cavalcato da moschino ma anche prima negli anni 50 e 60 NELLE BELLISSIME GONNE A RUOTA, TIPO IL FIL “GREASE” PER INTENDERCI. POI IL NULLA, I POLKA DOTS SONO STATI A LUNGO DIMENTICATI. MA ESISTE QUALCHE ETICHETTA DI VINO A POIS? LO CHIEDERO’ ALLA MIA AMICA SIMONETTA DONI, UNA GURU DEL SETTORE, ABILISSIMA DESIGNER SEMPRE PRONTA A CREARE LO STILE DELL’ABITO, MA L’ABITO DELLE BOTTIGLIE! simonetta e’ ancora irraggiungibile…beata lei, dovro’ fare a meno della sua consulenza!NELLO SPIRITO VACANZERO CHE ANCORA ALEGGIA, QUESTA VOLTA MI BUTTO SUL LEGGERO, ROBA POP, NEL VERO SENSO DELLA PAROLA. ECCO UN PAIO DI CURIOSE BOTTIGLIE CHE MI TORNANO IN MENTE: IL “MADONNA SILVER ETCHED DISCO BALL SYRAH 2004” CHE ERA IN VENDITA SUL SITO WWW.CELEBRITYCELLARS.COM A POCO PIU’ DI 70 DOLLARI. SI TRATTAVA DI UN’EDIZIONE LIMITATA PRODOTTA PER RICORDARE L’11 ESIMO SUCCESSO, ORMAI QUASI DIECI ANNI FA, INTITOLATO “CONFESSIONS ON THE DANCE FLOOR” E CELEBRAVA IL SUO RITORNO ALL’ANTICA PASSIONE PER LA MUSICA DA DISCOTECA DELLA NOTA MISS CICCONE. OGNI BOTTIGLIA ERA STATA DECORATA APPLICANDO A MANO PICCOLI PEZZETTI DI SPECCHIO (I POIS!) A COMPORRE L’IDEA DELLA PALLA RIFLETTENTE, SIMBOLO DELLE DISCOTECHE  ANNI 70-80. L PRODUTTORE ERA MIRAMONTE WINERY E IL SUO SYRAH, IN QUEGLI ANNI AVEVA VINTO DIVERSI PREMI, CONSIDERATO COMPLESSO, ARMONIOSO, CON SENTORI DI MORA, LAMPONE E MORELLO CHERRY, LAVANDA E SPEZIE CON ALMENO DUE ANNI D’INVECCHIAMENTO IN LEGNO FRANCESE E AMERICANO (70 E 30%). OGNI BOTTIGLIA VENIVA VENDUTA CON CERTIFICATO DI AUTENTICITA’.rimanendo sullo stile “leggero” e vacanziero mi sarei anche accontentata di un divertente tropez wine, rose’ poco piu’ di uno spritz da servire ghiacciato e con un sentore di pesca di vigna, ma ci voleva un tramonto a saint trop…che al momento manca, per buttarlo giu’.qualcosa di estremamente ben distribuito, piacevole ED ADATTO ALLA STAGIONE ANCORA CALDA ESIBISCE un solo grande pois che cambia spesso di colore a seconda del diverso TIPO DI BIRRA contenuto Nella sua bottiglia: il birrificio 32! WWW.32VIADEIBIRRAI.IT ma il vino che ho bevuto veramente stasera è il “the Rose”, tante bolle, pois IN PUNZONATURA A SECCO SULLA CARTA METALLIZZATA DELL’ETICHETTA, ANCH’ESSA ROSA.uno spumante italiano firmato velenosi che mette in valore il pinot nero con una piccola percentuale di chardonnay, LA TONALITà E’ ROSA ANTICO RAMATO, ALL’OLFATTO INTENSO, SI AVVERTONO NETTI I LIEVITI MA NON SONO INVADENTI. E’ FRESCO, FLOREALE MA SALTA FUORI ANCHE LA FORZA DELLA NOTA DI TABACCO E QUALCHE SPEZIA. www.velenosivini.com tornando al mondo fashion, non posso non chiudere con l’artista che ha fatto di questo pattern, i pois per l’appunto, quasi una mania di vita: Yayoi Kusama. sua la frase “la terra e’ un puntino, le stelle sono tanti puntini, tutti noi siamo milioni di puntini nell’infinito”  artista al femminile tra le piu’ quotate al mondo, lo scorso anno ha disegnato una capsule collection per vuitton, main sponsor della sua mostra al whitney museum. borse scarpe e qualche pezzo di abbigliamento maniacalmente  “polka dots”  come non ricordare? 

IL SIGNORE DI CAMPAGNA TORNA IN CITTA': APRE IL BORRO TUSCAN BISTROT A FIRENZE

Giovedì, 29. Agosto 2013 - 18:08

di LORENZA VITALISi parte dai prodotti, rigorosamente SOLO TOSCANI, sovente bio, da artigiani della zona di Arezzo dentro e fuori la tenuta onomina. Il Borro arriva in città, a Firenze, con il suo locale d'ordinanza: Il Borro Tuscan Bistrot. E' ristorante, winebar e foodshop, per una cucina di territorio firmata Andrea Campani il qule impronta la sua carta su alcune rivisitazioni in chiave contemporanea dei grandi classici della cucina toscana con attenzione meticolosa alla materia prima, rigorosamente locale.  Si parte con la colazione, il light lunch (es. battuta di chianina in tartare, fettuccine fatte in casa con pomodoro fresco e basilico, arrosto con patate novelle  e cantucci di Mattei) passando per un drink al bancone o per una cena più tranquilla. I battenti sono stati aperti  il 18 luglio a Firenze in Lungarno Acciaiuoli 80 rosso.
Da un incontro tra il Relais Il Borro e l'Osteria della struttura stessa (situata vicino San Giustino Valdarno), nasce il progetto di un nuovo spazio dove poter fondere ristorante, wine e i prodotti della grande campagna toscana. La struttura de Il Borro é di proprietà del gruppo Ferragamo, per questo l'ambiente del nuovo bistrot è quasi interamente decorato con stampe originali dal 1400 ai nostri giorni appartenenti alla collezione privata di Ferruccio Ferragamo, “Vino&Arte”. Per quanto riguarda la decorazione lo stile é minimal chic - come potrebbe essere altrimenti con cotanti proprietari? - giocata sui toni neutri, con tessuti, metalli e legno anch'essi rigorosamente "Made in Tuscany"Un pezzo di (straordinaria) campagna é tornata in città!

ACQUA, VINO, BUON PESCE E TRAMONTO...ANCHE SENZA PANNA.

Giovedì, 29. Agosto 2013 - 18:10

 Il treno arriva in stazione a Pisa, per questa volta non in ritardo. I miei amici che dovevano venire a prendermi in macchina invece si, blocco in autostrada. Decido di portarmi avanti e prendo un taxi. Destinazione: Ristorante I 7 Nani a Marina di Pisa www.isettenani.pisa.it Usciamo svelti dalle vie della città e ci addentriamo nel verde, c’è l’Arno, c’è il mare lì vicino, lo sento dall’odore.

In dieci minuti sono davanti all’ingresso, un’insegna verde neon, piuttosto vintage, dice che siamo nel posto giusto. Nel corridoio d’accesso due curiosi cartelli  ingialliti di carta inquadrati sottovetro apposti ad altezza occhi  (curioso monito dedicato ad ignari avventori casuali?) recitano: “Cucina Minimalista – solita gestione dal 1962” e il secondo  “Cucina La Proprietaria – NON si usa panna per cucinare”. Un posto così mi fa impazzire, no, non è una battuta, veramente mi convinco sempre di più che là dentro, comunque andrà, ci sono dei veri personaggi, a partire dalla signora ai fornelli!                                                       

Mi accoglie gioviale il Sommelier Patron, Nicola Venturi, che scopro poi essere uno straordinario interprete del bere, di radicata cultura, italiana con qualche sana deviazione verso il biodinamico, e francese, ca va sans dire, alla grande tra le oltre 300 etichette in carta. Mi piace il suo apparente undestatement mentre dice: - “Non è facile servire vino quando hai un grande paesaggio d'acqua”.

In effetti sono arrivata proprio al tramonto e la vista della foce dell’Arno dalla terrazza-palafitta è veramente impressionante, sembra di essere in Camargue, anzi meglio. Prima che arrivino troppe zanzare, scatto impazzita foto del sunset sino quando l’orizzonte non diventa infuocato di rosa e dunque mi affaccio al passavivande della cucina: appare una donna Chef meravigliosa, 50 anni in cucina a Bocca D'Arno spesi dentro "I 7 Nani", una cucina schietta, franca, equilibrata, ovviamente impostata sui classici di pesce: Miriam Tamberi.  Ho lasciato fare a lei e sono arrivati in tavola diversi sfizi: Calamari all’agro, padellata di frutti di mare, l’immancabile frittino con o senza paranza, paste fresche ai crostacei o allo sgusciato, cipolle di Tropea e spada, il Cacciucco non poteva mancare e comunque si servono i pesci del giorno fatti nei diversi modi. Morale? Dipende, ognuno ha la sua. Il  punto di vista di un foodie sarebbe anche troppo critico: poca creatività, poca contemporaneità nella linea di cucina, prezzi piuttosto importanti (con il curioso ricarico delle tasse a parte, quasi come si fa in America!) per il tipo di mise en place e in genere la struttura, la sensazione che certi clienti abituali ricevano “coccole” supplementari…béh, possiamo proseguire con diversi pettegolezzi, ma a me piace quasi sempre vedere il bicchiere mezzo pieno (e quello che ti riempie Nicola difficilmente rimarrà  pieno a lungo, perché lo bevo con piacere) e dico che alla fine anche la location fa la sua parte: location, location, location, le tre parole magiche che gli statunitensi  amano pronunciare per ricordare l’importanza della scelta del luogo, la sua atmosfera. Béh qui allora ci sono altre cose che ricordano l’America, non solo le tasse a parte!!! Ci ritornerò, anche senza…panna.

 

LORENZA VITALI

PAPA FRANCESCO, I GIOVANI, IL BRASILE: UNITI DA UNA MANCIATA DI TERRA DA VINO DI ASTI

Giovedì, 25. Luglio 2013 - 8:53

 Una semplice ma quanto mai simbolica idea per  legare la propria immagine ad un evento straordinario che il nuovo Papa, Francesco, già Bergoglio, di chiare origini piemontesi, ha fortemente voluto: il suo viaggio in Brasile di questi giorni. Una manciata di terra da Costigliole d’Asti a Rio de Janeiro: è il “dono” simbolico consegnato ieri da una delegazione di 45 giovani della Diocesi di Asti ai loro coetanei della parrocchia di San Luis. L’idea è della vignaiola Mariuccia Borio di Cascina Castlèt (Costigliole d’Asti), che ha regalato ai “suoi” ragazzi una manciata della loro terra, il simbolo della passione dei giovani che in questi giorni corre dalle vigne di Barbera alle spiagge del Brasile, dove si svolge la Giornata mondiale della Gioventù. Anche gli astigiani sono andati ad incontrare papa Francesco e altri migliaia di giovani da tutto il mondo. Mariuccia Borio crede e sostiene la loro voglia di crescere, vedere il mondo, conoscere nuove culture. Il gruppo in trasferta, capeggiato da don Carlo Rampone, don Rodrigo Limeira e don Mauro Canta, ha fatto tappa a San Luis, nella parrocchia del Cohatrac: qui ieri si è svolta una grande cerimonia ufficiale di gemellaggio tra la diocesi di Asti e la diocesi di San Luis. Un gemellaggio sancito con un brindisi di Barbera d’Asti di Cascina Castlèt che è stata anche servita durante la messa. “I nostri ragazzi – dice Mariuccia Borio – hanno consegnato la terra delle vigne di Cascina Castlèt ai giovani di San Luis come simbolo di fratellanza e di speranza. Mi auguro che sia l’inizio di una lunga e bella amicizia”. Ai bambini della parrocchia gli astigiani hanno inoltre consegnato circa 2 mila euro che i ragazzi hanno raccolto in alcune parrocchie dell’Astigiano con le magliette e i cappellini della Giornata della Gioventù “griffati” Cascina Castlèt. Per Mariuccia una piacevole abitudine:aveva già sponsorizzato la Giornata mondiale della Gioventù a Sidney nel 2008. Anche chi non é andato a Rio potrà vivere la bella atmosfera della Giornata dei giovani: la comunità di Costigliole, con parrocchia, Comune e Diocesi di Asti, sta preparando un evento sabato 27 e domenica 28 luglio per seguire in diretta i momenti salienti e il gran finale. Sarà allestito un maxischermo per poter vivere in diretta la manifestazione del Brasile e vi saranno spazi dedicati alla preghiera e alla meditazione.  LORENZA VITALI

WOMEN WHO WINE!

Venerdì, 19. Luglio 2013 - 23:15

  Ieri è stato un pranzo carinissimo al Settembrini, grazie ragazze…anzi donne, e che donne: Donne del Vino e questa volta del Lazio! Ci ho messo vent’anni, dopo due decenni di “bazzicamento” nel magico mondo del cibo e soprattutto del vino, mi sono concessa l’affiliazione all’Associazione delle Donne del Vino www.ledonnedelvino.com, le quali, a loro volta, quest’anno di candeline ne spengono 25, solo cinque più di me. Ma tornando a ieri, la neoeletta responsabile della sezione regionale Lazio, Sara Vani, ci ha invitato alla prima riunione con la scusa di un pranzo informale, da Settembrini, un posto dall’atmosfera  sempre ineccepibile…e noi? Noi eravamo poche ma come si suol dire, buone. Avete presente la fortissima associazione WOMEN WHO LUNCH, partita da NYC che annovera adepte in tutto il mondo? A bensarci è partito tutto con un lunch informale tra donne….http://womenmentorwomen.org/about/definition/  quindi, state in campana, tra non molto ne leggerete delle belle, salute!   Lorenza Vitali 

Estratto dalla Tana: lo chef vola sempre più in alto!

Giovedì, 18. Luglio 2013 - 11:10

 Se quest'anno, 2013, come recita questo sito istituzionale www.italyinus2013.org  é l'anno della cultura italiana negli Stati Uniti, noi ci buttiamo a pesce pubblicando un paio di ricette del talentuoso giovane chef Alessandro Dal Degan di Asiago, particolarmente apprezzato negli ultimi giorni dal newyorkese Mauro Maccioni, ospite ad Asiago in occasione dell'evento "Un Altipiano da gustare". TORTELLI DI POLENTA E ASIAGO IN BRODO DI ABETE CON FUNGO E UOVOPer la pasta fresca: 500 g farina 00  debole,  2 uova  250 g di tuorlo d'uovo a pasta gialla. Per il ripieno: polenta di mais rafferma e fredda  300 g,  asiago stravecchio grattugiato 200 g, mascarpone 150 g. Per il brodo:  acqua 5 lt,  legno di abete con corteccia 3 kg.Altro:  funghi porcini,  uovo,  sale.  Per la preparazione del brodo, unire in una capiente pentola il legno ben pulito e sterilizzato e l'acqua. portare a bollore e lasciar cuocere fino a estrazione della resina (circa 40 minuti), quindi filtrare. Preparare la pasta fresca mescolando ed impastando tutti gli ingredienti, quindi chiuderla in sottovuoto e lasciar riposare in frigo per almeno 3 ore quindi stendere sottile.   Prepararte il ripieno frullando molto finemente tutti gli ingredienti preposti e trasferire il composto risultante in una sac-a-poche.  Tagliare la pasta con un coppapasta tondo, unire una porzione di ripieno e richiudere a tortello.  Bollire i ravioli in abbondante acqua salata e bollente per 4 minuti circa.  versare il brodo, nel quale avremo versato l'uovo sbattuto per la stracciatella in delle ampolle di vetro ed aggiungervi i ravioli, quindi i funghi appena rosolati e qualche fogliolina di santoreggia. chiudere con il coperchio (munito di guarnizione) e insufflare fumo di abete con un affumicatore a pistola. Servire in tempo brevissimo per evitare un sovradosaggio dell'affumicatura.   RISOTTO CON ASIAGO, AGHI, GEMME E RESINA DI PINO MUGOIngredienti:  riso carnaroli 240 g,  asiago fresco tritato finemente 100 g,  asiago stravecchio grattugiato 50 g,  burro di malga  60g,  aghi di pino mugo  5 g,  gemme di pino mugo 8 g, resina di pino mugo  4 g,  carne affumicata di puledro  80 g, olio affumicato, scaglie di formaggio stravecchio di Asiago, funghi porcini polverizzati  10 g. In una casseruola tostare il riso con un filo di olio quindi bagnare con aceto di vino bianco e vino bianco secco, lasciar evaporare e iniziare la cottura con acqua bollente, proseguire per 12 minuti quindi togliere dal fuoco, coprire e lasciar riposare per 3 minuti. al termine del riposo mantecare con i grassi e le componenti del mugo tritate molto finemente. disporre ben cremoso nei piatti ed ultimare con la carne affumicata sfilacciata, le scaglie di formaggio Asiago e la polvere di porcini. La Tana www.latanaristorante.it  é semplice ma non banale, a partire dalla mise en place, rustici pezzi di pietra di montagna  a spacco che fungono da base d'appoggio per tovagliolo di lino pesante e posate design, per continuare con i grissini, leggerissimi e fatti rigorosamente in casa con il miele dell'Altopiano: indimenticabili! Ma quello che più colpisce, oltre alla cucina, é la qualità del servizio in sala: tutti giovani, sorridenti e super presenti! Il ristorante é inserito nella prestigiosa associazione Jeune Restaurateur d'Europe, e di strada, fuori da quella calda e rassicurante "tana", i ragazzi ne stanno facendo tanta! Lorenza Vitali 

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