Fieno fresco di montagna...roba da mucche o da massaggi?

Sabato, 6. Luglio 2013 - 1:17

Questi sono giorni felici per le mucche: é arrivata finalmente l'ora di uscire dalle stalle e scorrazzare felici nei prati profumati degli alpeggi!!! Se vogliamo, questo é il loro momento "gourmet" per definizione...come non capirle? Girando in diverse zone dell'arco alpino, ultimamente mi sto facendo una sorta di cultura: ogni alpeggio, ogni valle, ogni territorio montano, ha le sue diverse fioriture, densità del manto erboso, fiori e profumi distinti, ecco perché i formaggi sono poi così intensi...! Domattina sarà la volta dell' Altopiano di Asiago, chissà che menù é previsto per le "caroline" che aspettano lassù? Io, nell'attesa mi consolo con qualche bella marmellata Rigoni di Asiago che immagino qui non possa mancare...poi nel pomeriggio parte l'evento in piazza, dedicato alle merende e, appunto, alle colazioni "ASIAGO, UN ALTOPIANO DA GUSTARE" che oggi e domani vedrà anche gandi chef all'opera sul tema per una due giorni davvero differente.Marmellate e grandi prodotti degli artigiani, la mia speranza é di buttarmi nella vasca del fieno, per un bagno rigenerante...da bipedi, sognando di essere una mucca libera!Lorenza Vitali  

Madame Chevalier....oh, yesss!!!

Sabato, 28. Giugno 2014 - 12:28

 di LORENZA VITALITra le mille scartoffie che intasano la posta, quella fisica e quella virtuale, alcuni giorni fa ricevo  un invito dall'Ordre des Coteaux de Champagne: serata di Gala dentro Palazzo Farnese a Roma, sede di rappresentanza dell'Ambasciata di Francia, dietro casa, una volta tanto! Scorro velocemente il testo ma non lo leggo con la meritata attenzione, lo ammetto, comunque in queste cose i francesi ci sanno fare da sempre, si tratta sempre di un'iniziativa di qualità, merita, ci andrò.  Passano i giorni e come spesso accade mi scordo del prestigioso invito, salvo ricordarmene il giorno stesso: recupero con non poche difficoltà lo smoking di Luigi (l'invito recitava black tie e abito lungo per le signore, mica cavoli a merenda) e ovviamente all'ultimo momento non trovo neanche un abito lungo e sono già le setteeee!!! Vi risparmio la mia pietosa sceneggiata davanti alla boutique List sotto casa che mi ha aiutata last minute a sembrare meno sgarruppata, di tacchi 12 neanche a parlarne, ci sono i sanpietrini e non voglio arrivare con una gamba rotta. Finally, Luigi ed io ci scapicolliamo giù dalle scale vergognandoci come ladri a passare in mezzo alla folla di Campo de' Fiori di turismi in ciabatte, ma noi con abiti da gran sera! Il palazzo dentro é ancora più impressive (disegnato da Michelangelo), saliamo il grande scalone in apnea ed ecco la sala delle feste, imponente, con lampadari di cristallo veneziano immensi. La cosa si fa seria quando vedo il gruppo di persone dietro il bancone completamente abbigliati da confraternita: Italiani, abbiamo solo da imparare, invece di sorridere!!! Questa sera "giurano fedeltà all'Ordine una serie limitata di signori eleganti vestiti da pinguini e qualche signora ben pettinata (non guardate me!). Tornando a noi, meno male che siamo arrivati in tempo per vedere l'inizio della cerimonia (la consegna dei famosi pomponné, i ciondoli simbolo della fedeltà al dio champagne che alcuni valorosi astanti questa sera riceveranno: io li fotograferò tutti, come sempre!  Ehi, ma cosa succede? Chiamano il mio nome. Perché? Oddio, e io cosa c'entro??? Non é possibile, e adesso che mi fotografa mentre ricevo il mio pomponné??? 

I Signori dello Champagne sono di casa a Palazzo Farnese

Domenica, 21. Aprile 2013 - 16:41

Cartoline e sorrisi da Palazzo Farnese con la scusa de l'Ordre des Coteaux de Champagne  esclusivamente a Roma per la serata di Gala che ha incoronato i nuovi ambasciatori dello Champagne. Volti che alcuni di voi riconosceranno, altri magari no, ma stimati professionisti in altri sttori che hanno fatto dello champagne una delle passioni più brucianti.Sembra stridere il fatto di parlare di certi argomenti elitari in un momento così difficile dell'economia italiana (ma anche mondiale) però é importante guardare la realtà dal lato giusto: quanti produttori di vino o altre eccellenze in Italia sanno prendere spunto dalla capacità indiscussa dei francesi nell'aggiungere valore ai propri prodotti? Il vino francese e lo champagne sono un fenomeno mondiale, ma da secoli però!!!                   Basterebbe guardare, non stare a guardare....Salut!       Lorenza Vitali  

Hallo, Margie!

Giovedì, 29. Agosto 2013 - 18:07

 di Lorenza VitaliOggi, terzo giorno della fiera del vino più grande del mondo, Vinitaly, ma a proposito di "mondo" un pezzetto di scena va obbligatoriamente dato Margaret Thatcher che ieri ha lasciato questo mondo, prima donna della storia a ricoprire la posizione di Primo Ministro nel Regno Unito, un paese conservatore per antonomasia, con un operato che ha dato negli anni bui della politica non solo del suo Paese una notevole visibilità e apertura nel panorama internazionale. Sua la frase del giorno:"Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei”Tornando a noi: chissà quali erano i suoi gusti in fatto di food and wine? Qui, giovanissima, la vediamo alle prese con una lattina di birra, elementare Watson....       

Penne alla Vodka Yankee take away oppure blasonate vintage del Guardiano del Faro?

Venerdì, 5. Aprile 2013 - 0:26

Caro Guardiano, ti scrivo da New York, questa volta sono capitata in un hotel, recuperato “last minute”-  nel vero senso della parola dato che vivo in apnea da perenne assenza di tempo -  nella zona Midtown che più turistica-non-si-può: Fifth Avenue di fronte all’Empire State Building! Vabbé….non mi crocifiggere, potevo fare anche di peggio nei giorni di Pasqua, no? Comunque le cose strane sono all’ordine del giorno. Come saprai la città è piena di round-the-corner shop, versione attuale dei vecchi empori di quartiere che vendevano dal bigodino autoriscaldante al salamino “Milano” per attacchi di fame notturni improvvisi. Sono la mia passione “trash” perché ci scopro di tutto! La catena è comunque di quelle “fighette”, si chiama Douane Reade www.douanereade.com e, oltre a beveroni aromatici che si chiamano “Vitali” ho scoperto che il bancone refrigerato, di fronte agli shampoo, vende cibi pronti inimmaginabili (grazie a Dio ci compro solo cosmetici e giornali!) Insomma, l’ho vista, era lì, la montagna di confezioni rosa salmone e mi guardava minacciosa: sull’etichetta di ogni scatola trasparente c’era scritto (in italiano, eh!) “Penne alla Vodka”. Alla vodkaaa??? Mi ero totalmente dimenticata di questo piatto icona delle notti degli anni ottanta! Te la butto là, questa è la botta…a te tocca la risposta!                                                       Comincerei dicendo che l’idea me l’ha lanciata Lorenza Vitali, che avendo recentemente rinnovato il suo magazine online www.witaly.it e ha previsto - tra le diverse categorie inserite - anche uno spazio dedicato alle cose dimenticate: articoli scritti e mai pubblicati o foto disperse in qualche file e mai più ritrovate per chissà quale motivo. Oltre a ciò ci è venuta voglia anche di andare a dissotterrare qualche piatto dimenticato, che potrebbe tornare di moda, come tutto quanto è Vintage.E’ il caso delle Penne alla Vodka, di cui mi parlava Lorenza da New York, dove sono tornate clamorosamente di moda, fino ad aver interessato un’industria alimentare che le ha riabilitate e che ne sta vendendo a camionate, già pronte e confezionate. Dubito che queste cose possano funzionare da noi, ma l’idea potrebbe essere da riscoprire in maniera diversa, ludica ma anche gourmet. E allora ci si mette anche qual diavolo d’uomo che fa di nome Luigi e di cognome Cremona a farmi visualizzare un divino piatto di penne alla Vodka che lui mangiò non so dove e non so quando, ma immagino quanto…E’ stata innanzitutto la descrizione del piatto che mi ha colpito, perché ho immediatamente visualizzato questa dozzina di penne immacolate sfumate alla Vodka e poi posate con grazia e simmetria su una salsa a specchio realizzata con nero di seppia. A rifinire e impreziosire il tutto solo qualche perla di caviale fresco fatto cadere sulle candide pennette. Ecco, io a quel punto non mi sono potuto solo limitare ad immaginarlo questo piatto, e così mi sono messo in testa qualche dogma Marchesiano, ho indossato il tablier da cucina dei Troisgros e mi sono cimentato in cucina per realizzare questa ricetta Vintage, alla mia maniera, e il risultato è stato questo. Le  pennette, dopo essere state bollite in acqua salata, sono state saltate in una padella con del burro chiarificato e aromatizzato alla cipolla bianca e poi sfumate alla Vodka. Sul piatto, per fare il moderno, ci ho strisciato una pennellata di nero di seppia punteggiata da panna acida. Quindi le pennette già ripassate in padella ed infine qualche perla di caviale. Le pennette sono cinque, non a caso, ma in omaggio alle cinque penne-llate, marchio Marchesiano. E da bere? Beluga Gold, what else? scritto a quattro mani da Lorenza Vitali e Guardiano del Faro (in attesa che sia attiva la rubrica "Scusate il Ritardo!"     

Colore per celebrare una pigra primavera

Venerdì, 29. Marzo 2013 - 2:32

La Holi Festival è una delle manifestazioni indiane più forti, di grande impatto visivo e simbolico. Ieri nella regione dell’Uttar Pradesh le persone si sono spruzzate a vicenda con un approccio goliardico acqua e polveri coloratissime, soprattutto color rosso, simbolo di fertilità, che rappresenta la fine dell’inverno e l’inizio della nuova stagione primaverile. La popolazione canta, balla, si diverte e si abbraccia amorevolmente dimenticando tutti i problemi della vita quotidiana e rallegrando l’ambiente in maniera emozionante.E’ la festa della gioia e della passione che inizia con la cerimonia di Holita Dahan, durante la quale si accendono grandi falò con i quali gli abitanti mettono al rogo Holika, parente del re dei demoni.Ma l’effetto cromatico elettrizzante ha anche un risvolto poco salutare: infatti divampano polemiche sulle polveri colorate chimiche non sicure per la pelle e appelli a non sprecare l'acqua. Una delle ricorrenze più folcloristiche del calendario religioso induista è paragonabile ad un Carnevale per lo spirito gioioso, ha origine dalla mitologia legata al dio-bambino Krishna e trova infatti il suo culmine a Mathura, la città sacra alla divinità nello stato dell'Uttar Pradesh. Nota gastronomica: questa ricorrenza coincide con la festa del raccolto. Gli agricoltori si raccolgono intorno a un grande falò e bruciano alcuni nuovi semi di orzo, per poi mangiarli una volta spento il fuoco. Dalla direzione delle fiamme e dallo stato dei semi bruciati, in base ad antiche credenze, si capirà come andrà il raccolto nella stagione appena iniziata.    E noi poveri occidentali come celebriamo la gioia del ritorno della primavera che stenta ad arrivare? La moda ci viene incontro con collezioni dai tessuti tinti con i colori che gli indiano si spalmano sulla corpo…meglio di niente, no? E non ho parlato delle scarpe, abbasso il nero!!! di Lorenza Vitali  

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