QQucina...per non fare sbagli a Catania

Giovedì, 26. Dicembre 2013 - 19:48

Bianca Celano è una forza della natura, ovviamente non ne scriveremmo qui, se non lo fosse.Una “Tacco12” di tutto rispetto, insomma, e il suo nuovo format di locale fuori dagli schemi si chiama QQucina! Una chef – patronne  in un loft nel centro di Catania, per lei come una seconda casa per ospitare insieme a Fabio Gulino i suoi avventori con il calore e lo stile che le appartiene. Ama da sempre il mondo dell’enogastronomia, la convivialità e la condivisione. Infatti il suo locale – “Qqucina” – è una formula aperta, dove si cena nei fine settimana, tutti insieme in un tavolo unico. Anche chi armeggia ai fornelli è ben visibile, con una sorta di spazio senza soluzione di continuità. I piatti spaziano (vedi menu nella lavagna fotografata qualche sera fa), ma la cosa migliore è sceglier un menù degustazione basato sugli ingredienti di stagione e "dulcis in fundo" il dessert vuol essere un tributo, una sorta di partnership con l’icona della pasticceria siciliana, il Maestro Pasticciere Corrado Assenza (Caffè Sicilia di Noto). La decorazione mi fa letteralmente impazzire: ormai tutti si sono buttati sullo stile “riciclo, dunque sono” ma qui le soluzioni "finto-povero-ma-figo"  hanno davvero un tocco diverso, molto personale in linea con il gusto di Bianca. Tra i vari corner, divani fatti con i pallet riciclati, etc. questo rimane un luogo di incontro per degustazioni, lezioni di cucina e work shop fotografici, un luogo rilassato dove però si va per vedere, farsi vedere, assaggiare, condividere....   Foto Giuseppe Casaburi e Lorenza Vitali 

Pier....il vino ti parla!

Venerdì, 22. Novembre 2013 - 23:32

di LORENZA VITALIE' di Noli, un Capricorno ligure, nato all'inizio dell'anno 1989, in una porzione di Ligura di Ponente della quale si sa sempre troppo poco, non solo gastronomicamente parlando, ma che conserva miracolosamente, come uno scrigno prezioso, i suoi tesori architettonici, alla faccia dei palazzi orrendi che  altrove l'hanno deturpata in tante parti, Noli rimane di una bellezza che sorprende ancora.Si muove svelto, Pier Ravera, va veloce per conoscere in fretta tutti i segreti della cucina tradizionale della sua terra, del mare e della campagna dietro casa con le primizie orticole. In pochi anni erbe aromatiche, pesce azzurro, sapori e profumi delle lunghe delicate cotture degli umidi per lui non sono più un segreto. Partono poi le prime esperienze di sala al ristorante di famiglia “Il Vescovado” (dimora storica di charme con anche camere a picco sul mare) nel 2011 la svolta verso l’interesse per il mondo del vino e Pier prende in carico la gestione della cantina del Ristorante e orienta la carta dei vini in sintonia con la filosofia della cucina dello Chef Giuseppe Ricchebuono. Da quel momento ogni momento libero viene dedicato alla visita di molte cantine, incontra i produttori per conoscerne sentimento, impronta e metodologia.
Anche questi ultimi due anni sono dedicati allo studio e all'approfondimento, specialmente delle produzioni italiane e francesi.Si appassiona alla ricerca sui vini naturali e autoctoni. All'inizio di quet'anno arriva un bel riconoscimento: il Vescovado è incaricato dalla Camera di Commercio di Savona a rappresentare in show la  creatività della cucina ligure  ed i suoi vini in occasione dell’edizione annuale del Bocuse d’or.
In due parole gli chiediamo: chi é Pier?
Molto semplicemente sono nato e cresciuto all’interno del mondo della ristorazione che da sempre impegna con passione la mia famiglia.
Amo i colori e i profumi della mia Liguria, non credo riuscirei a farne a meno per la mia felicità. Stare con la gente, in mezzo alla gente e lavorare per accogliere gli ospiti mi riempie di gioia. Mi piace scherzare, dove e con chiunque lo si possa fare.Negli ultimi anni ho scoperto come compagno di viaggio il vino, il suo mondo meraviglioso e il suo linguaggio. Così cerco di trasmettere e condividere con gli altri i pensieri e le idee che mi stimola, il vino mi parla!
Mi piace molto la musica, tutto ciò che è un po’ folle e non banale. Mi piacciono poi molte cose che ora magari non mi vengono alla mente se non la mia ragazza, della quale sono felicemente innamorato.

MAMMA, DA GRANDE VOGLIO FARE....LA CAMERIERA!!!

Martedì, 19. Novembre 2013 - 22:46

di LORENZA VITALIIl titolo l'ho preso, pari pari, da un geniale post del blog GLO.CAL ovvero la ciurma del ristorante la Francescana di Modena, uno di quei posti che, appena pronunciato il nome, nove persone su dieci s'illuminano e ne riconoscono l'indiscussa professionalità, a partire certo dallo staff di cucina, ma la sala si difende in modo eccezionale, grazie anche al piglio aguzzo e professionale del maitre (Maitre? E basta con questi francesismi!!!) al secolo, Beppe Palmieri. Ma torniamo a noi, non era di uomini che oggi volevo parlare - non me ne vogliano il grande Beppe e Massimo Bottura in primis - ma di donne certo, di cameriere!   L'espressione "cameriera" suona sempre un po' fané, ricorda l'immagine delle furbe dame di compagnia delle nobili signore d'altri tempi (eh, bei tempi quando una se la poteva permettere, sia chiaro!!!) ma oggi parliamo di Elisa Bellavia, di Vercelli, tutt'altro che fané, una ragazza del 1987 (a quest'età possiamo ancora annunciarlo con orgoglio) che  sprizza energia da tutti i pori e lavora in sala per i fratelli Costardi, altri mitici attivissimi chef patron che fanno parlare costantemente di sè su tutti i giornali e le guide. Ma torniamo ad Elisa.....sarà in gara per il Premio Miglior Emergente di Sala del Nord Italia  2014 a Riccagioia (Pavia) il prossimo lunedì 25 novembre. La ragazza si dichiara incline alle relazioni sociali, ama stare in mezzo al pubblico e ne ha dato prova sin dalla prima esperienza come stagista  presso l'hotel Ristorante Cinzia, dopo aver conseguito il diploma in un Istituto Tecnico dei Servizi Alberghieri di Gattinara. Per lei, che é ora dipendente a tempo indeterminato, é fondamentale  la capacità di autonomia e di autogestione, la massima serietà e flessibilità. Obbiettivi per il futuro? Continuare a crescere sotto l'aspetto professionale facendo del suo lavoro un punto focale della sua vita. Vuole poter essere il tratto d'unione tra i due fratelli Christian e Manuel e poter trasmettere ai clienti la loro filosofia di cucina, per lei un grande orgoglio. E il vino che ruolo svolge? Ultimaente si é avvicinata con grande piacere a questo mondo infinito, uno dei punti fondamentali del servizio di un ristorante. Si sente come un giovane maitre (e ancora! lasciamo perdere la traduzione al femminile di questa blasonata espressione francese....) che cerca di creare abbinamenti talvolta bizzarri  ma personalissimi. Nella sua breve esperienza ha maturato la convinzione che una cena al risorante debba essere un'esperienza completa dove i ruoli di tutti gli attori del servizio sono importanti ed il ruolo del responsabile di sala rivesta vagamente la posizione che potrebbe essere affidata ad un narratore della bellissima storia che il cliente troverà nel piatto e nel bicchiere.   

Oste in Maremma: la Carabaccia di Emanuele

Lunedì, 18. Novembre 2013 - 13:12

di LORENZA VITALILa Maremma é il mio amore per sempre. Non la tradirò mai, ma la trascuro ultimamente. Abbiamo fatto un improvviso detour sulla strada verso sud, ci siamo intrufolati dentro il famoso viale dei cipressi di Bolgheri, nella notte tra refoli di vento e foglie, un secondo detour in mezzo a vigneti blasonati e ulivi carichi di olive pronte per essere frante e voilà, torniamo a Bibbona, un borgo senza tempo, e la luce dell'osteria La Carabaccia. Una bella stufa a legna ci accoglie, belle bottiglie in carta (ci mancherebbe!) e pietanze tradizionali dell'alta Maremma, della toscana, ma con un twist moderno, contemporaneo, tipico di Emanuele Vallini, un oste patron che é tutt'altrro che il simbolo immobile della tradizione, ma uno che si da da fare e viaggia, sperimenta, comunica! L'osteria a breve subirà anche un restyling, il che mi fa ulteriorimente gioire: bravi Emanuele e la moglie Ornella, torneremo a vedere le novità! LORENZA VITALI

CADUTA DA UNA STELLA...ROSA

Giovedì, 14. Novembre 2013 - 19:24

DI LORENZA  VITALISi è svolta ieri da Sotheby’s a Ginevra  l’asta dell’anno (o del secolo?): ha posto  in vendita un diamante  rosa da quasi 60 carati.  La stagione autunnale delle aste ha avuto come protagonista il "Pink Star" il diamante rosa da 59.60 carati, definito dagli estimatori come una tra le gemme più pure ,  forse la più bella  dato che  alla società specializzata nei tagli, Steinmetz Diamonds ci sono voluti circa due anni per tagliarla meticolosamente  in un’elegantissima forma ovale dopo un processo di sgrezzatura  partito da una pietra originale da 132.5 carati. Esposto in pubblico per la prima volta nel maggio 2003, indossato dalla supermodel Helena Christensen nel corso di un evento specificamente dedicato ma in concomitanza con il Gran Premio di Formula1 di Monaco. La pietra fu poi venduta nel 2007…da allora, dopo qualche esibizione in occasione di grandi eventi dedicati alle pietre più preziose del mondo, non se ne seppe più nulla, sino all’annuncio della messa all’asta: chi sarà la fortunata che riceverà in regalo (o avrà avuto l’opportunità di acquistarla per se?). Non c'é dubbio che luoghi sicuri e ricchi di stravaganti ospiti facoltosi come Dubai potrebbero rappresentare il palcoscenico perfetto per una signora che ama osare. Ma tornando a noi comuni mortali (dato che alla fin fine non amo indossare gioielli), a quale preziosissima bollicina potrei mai paragonare una pietra tanto perfetta?

A Firenze le galline salgono in passerella

Sabato, 14. Settembre 2013 - 13:22

 di LORENZA VITALIGli animali vivi esposti in occasione di fiere e manifestazioni, si sa, suscitano sempre una gran curiosità, non solo nei bambini. Oggi  siamo a Firenze ad Expo Rurale, alla Fortezza da Basso, e, oltre a presentare qui il nostro premio "Miglior Chef Emergente del Centro Italia" ho incontrato una signora strardinaria, Desy Adany, allevatrice di razze rare di animali da cortile, che con un candore disarmante,  mi ha confessato che le donne sono le migliori nella cura e nell'allevamento dei pennuti.Ovviamente, mi é saltato alla mente lo spot Barilla con il macho Banderas che parla e strapazza un po' la sua gallina! Infatti Desy mi dice di aver notato, durante un'esposizione, un concorso di bellezza "per galline", che il proprietario di un bellissimo esemplare, dopo aver vinto (grazie alla pennuta) il primo premio, l'ha sbattuta in malo modo nella stia, quasi con disprezzo.Una donna non lo avrebbe mai fatto! ed ecco che, da questa intuizione, è partita l'idea di creare un'associazione "tutta al femminile" di allevatrici di pennuti di razza!!Desy, in particolare, alleva la razza Polverara (forse la più antica esistente, a forte rischio di estinzione), la "Combattente Inglese", la razza "Antico", la "Schijndelaar", la razza "Combattente <indiano Nano", la "Serama" e le anatre "Cayuga".La prossima volta non potrò esimermi dal presentarle Laura Peri, già un mito per noi della ristorazione, magari  in futuro organizziamo un evento "Galline in Tacco12!"

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