Palme, Nerello & Suite, roba da gente del Faro

Giovedì, 19. Dicembre 2013 - 0:26

di LORENZA VITALI 
Sono arrivata ai piedi del vulcano attivo più alto d'Europa, coperto dal verde dei boschi, solcato dalle lave rosso fuoco, imbiancato dalla neve, copiosa e,  dato che il “ragazzo” sta di nuovo facendo le bizze, una bella spruzzata di cenere nera del suo cratere scoppiettante. Di fronte, la costa della Sicilia orientale protesa verso l'azzurro del mar Jonio, che dalla nera scogliera di Catania guarda alle spiagge sabbiose di Taormina. È questo, a Carruba di Riposto, il territorio in cui vive da sempre la famiglia Faro, titolari dell’omonimo vivaio, la “Piante Faro”,  leader nella produzione di piante mediterranee e piante a climi aridi, si è da sempre prefissata la mission di allevare piante di alta qualità da poter scegliere tra più di 800 specie e più di 5000 varietà, garantire standard qualitativi elevati, offrire un servizio superiore ai Vivaisti e Paesaggisti. L’allevamento delle piante si estende, solo in Sicilia, per 550 ettari, oltre alla nuova sede in Tunisia. Le attività negli anni sono state intelligentemente diversificate mantenendo però il forte legame con la terra: è nato l’agriturismo Donna Carmela (meglio definirlo un relais di charme di campagna) in una posizione ideale, che consente una facile mobilità alla scoperta dei più importanti siti d'interesse culturale e scenari naturalistici della Sicilia orientale: le vestigia di Siracusa, il barocco di Acireale, il mistero di Piazza Armerina, la storia di Catania, il fascino di Taormina, le bellezze dell'Etna. Donna Carmela non è solo sostantivo tipico siciliano prestato romanticamente a dare il nome ad un hotel, bensì appartiene ad una signora in carne ed ossa, la moglie del capostipite, che oltre a chiamarsi Carmela, dirige e anima questo bellissimo relais come una casa d’altri tempi ma moderna nei pezzi di design e nello stile di servizio. A proposito di servizio: sia in cucina, con il giovane chef Andrea Macca (importante imprinting da Ciccio Sultano, Barbaglini, etc.) sia in sala le cose vanno più che bene…provare per credere!Tra i diversi interessi di questa famiglia esiste poi un’altra casa nobiliare (un baglio) diventata parte di un’impressionante location per eventi e congressi. Mentre la novità alla quale i Faro lavorano da tempo, una passione mai spenta per conservare e valorizzare il patrimonio verde che la Terra di Sicilia tanto ha potuto elargire non solo ai Faro, uno degli ultimo progetti corona il sogno di una vita:  la creazione di un parco incastonato nel cuore del Mediterraneo, in un territorio unico al mondo tra Catania, Taormina, Siracusa e ancora, l'Etna, Giarre, Acireale con i loro gioielli artistici, culturali e paesaggistici. L’idea nasce dalla visione di un uomo - Venerando Faro - e della sua famiglia. In oltre 50 anni di attività nel settore florovivaistico, la famiglia Faro si è conquistata fama internazionale nel mondo dei giardini come già detto, e ha voluto creare la propria idea di parco ornamentale regalandola al proprio territorio.Un’altra grande passione dei Faro, del giovane Michele in particolare, sono i vini. Finalmente arriva l’azienda vinicola sull’Etna, Pietradolce, www.pietradolce.it che nasce nel 2005 a Solicchiata, frazione di Castiglione di Sicilia, sul versante Nord del vulcano, undici ettari di solo uve autoctone nella più pregiata zona vinicola etnea tra i 600 e i 900 metri slm sono l'area di produzione del vino Etna Doc di Donnacarmela. I vigneti sono coltivati soprattutto a Nerello Mascalese, il vitigno che qui dà vita ai vini più apprezzati. I terreni sono di natura franco-sabbiosa, con abbondante presenza di scheletro ed elementi minerali – generoso dono del "loro" vulcano – che conferiscono ai vini peculiarità uniche. Nasce così, da un territorio a vocazione vinicola, dalla passione e dall'impegno della famiglia Faro, il "Pietradolce Archineri Etna Doc" vino di punta, rosso a denominazione di origine controllata. La vinificazione avviene nella cantina di Mascali, a pochi chilometri dalla sede di Donnacarmela. L’etichetta "Pietradolce Archineri" sfoggia un colore rubino-granato, il sentore di piccoli frutti rossi e note minerali, la complessità, la persistenza e l'elegante tannino che offre al palato fanno il resto. I Faro hanno sempre dimostrato un amore per la loro terra grande quanto il rispetto che le portano: ecco l’essenza della loro filosofia. La capacità di trarre il meglio dalla ricchezza della tradizione si unisce al sapiente uso delle più moderne tecniche vitivinicole, nel rispetto dell'ambiente, per dare vita alla loro passione: i vini "dell'Etna" che rappresentano nitidamente l'anima del vulcano alle cui pendici ogni piantina di vite ne assorbe la forza,  frutto della terra prima ancora che delle  mani. Il loro lavoro è rispettosamente finalizzato a preservare intatta quest'anima in tutta la sua vivacità. Lo dimostra persino la grafica dell’etichetta, una donna-vulcano con capelli ed abito in seta sgargiante a forma di triangolo (l’Etna!), un disegno onirico ed evocativo del mistero e della forza della “montagna” che si riassume e si “beve” da ognuna di queste bottiglie. 

MAMMA, DA GRANDE VOGLIO FARE....LA CAMERIERA!!!

Martedì, 19. Novembre 2013 - 22:46

di LORENZA VITALIIl titolo l'ho preso, pari pari, da un geniale post del blog GLO.CAL ovvero la ciurma del ristorante la Francescana di Modena, uno di quei posti che, appena pronunciato il nome, nove persone su dieci s'illuminano e ne riconoscono l'indiscussa professionalità, a partire certo dallo staff di cucina, ma la sala si difende in modo eccezionale, grazie anche al piglio aguzzo e professionale del maitre (Maitre? E basta con questi francesismi!!!) al secolo, Beppe Palmieri. Ma torniamo a noi, non era di uomini che oggi volevo parlare - non me ne vogliano il grande Beppe e Massimo Bottura in primis - ma di donne certo, di cameriere!   L'espressione "cameriera" suona sempre un po' fané, ricorda l'immagine delle furbe dame di compagnia delle nobili signore d'altri tempi (eh, bei tempi quando una se la poteva permettere, sia chiaro!!!) ma oggi parliamo di Elisa Bellavia, di Vercelli, tutt'altro che fané, una ragazza del 1987 (a quest'età possiamo ancora annunciarlo con orgoglio) che  sprizza energia da tutti i pori e lavora in sala per i fratelli Costardi, altri mitici attivissimi chef patron che fanno parlare costantemente di sè su tutti i giornali e le guide. Ma torniamo ad Elisa.....sarà in gara per il Premio Miglior Emergente di Sala del Nord Italia  2014 a Riccagioia (Pavia) il prossimo lunedì 25 novembre. La ragazza si dichiara incline alle relazioni sociali, ama stare in mezzo al pubblico e ne ha dato prova sin dalla prima esperienza come stagista  presso l'hotel Ristorante Cinzia, dopo aver conseguito il diploma in un Istituto Tecnico dei Servizi Alberghieri di Gattinara. Per lei, che é ora dipendente a tempo indeterminato, é fondamentale  la capacità di autonomia e di autogestione, la massima serietà e flessibilità. Obbiettivi per il futuro? Continuare a crescere sotto l'aspetto professionale facendo del suo lavoro un punto focale della sua vita. Vuole poter essere il tratto d'unione tra i due fratelli Christian e Manuel e poter trasmettere ai clienti la loro filosofia di cucina, per lei un grande orgoglio. E il vino che ruolo svolge? Ultimaente si é avvicinata con grande piacere a questo mondo infinito, uno dei punti fondamentali del servizio di un ristorante. Si sente come un giovane maitre (e ancora! lasciamo perdere la traduzione al femminile di questa blasonata espressione francese....) che cerca di creare abbinamenti talvolta bizzarri  ma personalissimi. Nella sua breve esperienza ha maturato la convinzione che una cena al risorante debba essere un'esperienza completa dove i ruoli di tutti gli attori del servizio sono importanti ed il ruolo del responsabile di sala rivesta vagamente la posizione che potrebbe essere affidata ad un narratore della bellissima storia che il cliente troverà nel piatto e nel bicchiere.   

Oste in Maremma: la Carabaccia di Emanuele

Lunedì, 18. Novembre 2013 - 13:12

di LORENZA VITALILa Maremma é il mio amore per sempre. Non la tradirò mai, ma la trascuro ultimamente. Abbiamo fatto un improvviso detour sulla strada verso sud, ci siamo intrufolati dentro il famoso viale dei cipressi di Bolgheri, nella notte tra refoli di vento e foglie, un secondo detour in mezzo a vigneti blasonati e ulivi carichi di olive pronte per essere frante e voilà, torniamo a Bibbona, un borgo senza tempo, e la luce dell'osteria La Carabaccia. Una bella stufa a legna ci accoglie, belle bottiglie in carta (ci mancherebbe!) e pietanze tradizionali dell'alta Maremma, della toscana, ma con un twist moderno, contemporaneo, tipico di Emanuele Vallini, un oste patron che é tutt'altrro che il simbolo immobile della tradizione, ma uno che si da da fare e viaggia, sperimenta, comunica! L'osteria a breve subirà anche un restyling, il che mi fa ulteriorimente gioire: bravi Emanuele e la moglie Ornella, torneremo a vedere le novità! LORENZA VITALI

CADUTA DA UNA STELLA...ROSA

Giovedì, 14. Novembre 2013 - 19:24

DI LORENZA  VITALISi è svolta ieri da Sotheby’s a Ginevra  l’asta dell’anno (o del secolo?): ha posto  in vendita un diamante  rosa da quasi 60 carati.  La stagione autunnale delle aste ha avuto come protagonista il "Pink Star" il diamante rosa da 59.60 carati, definito dagli estimatori come una tra le gemme più pure ,  forse la più bella  dato che  alla società specializzata nei tagli, Steinmetz Diamonds ci sono voluti circa due anni per tagliarla meticolosamente  in un’elegantissima forma ovale dopo un processo di sgrezzatura  partito da una pietra originale da 132.5 carati. Esposto in pubblico per la prima volta nel maggio 2003, indossato dalla supermodel Helena Christensen nel corso di un evento specificamente dedicato ma in concomitanza con il Gran Premio di Formula1 di Monaco. La pietra fu poi venduta nel 2007…da allora, dopo qualche esibizione in occasione di grandi eventi dedicati alle pietre più preziose del mondo, non se ne seppe più nulla, sino all’annuncio della messa all’asta: chi sarà la fortunata che riceverà in regalo (o avrà avuto l’opportunità di acquistarla per se?). Non c'é dubbio che luoghi sicuri e ricchi di stravaganti ospiti facoltosi come Dubai potrebbero rappresentare il palcoscenico perfetto per una signora che ama osare. Ma tornando a noi comuni mortali (dato che alla fin fine non amo indossare gioielli), a quale preziosissima bollicina potrei mai paragonare una pietra tanto perfetta?

A Firenze le galline salgono in passerella

Sabato, 14. Settembre 2013 - 13:22

 di LORENZA VITALIGli animali vivi esposti in occasione di fiere e manifestazioni, si sa, suscitano sempre una gran curiosità, non solo nei bambini. Oggi  siamo a Firenze ad Expo Rurale, alla Fortezza da Basso, e, oltre a presentare qui il nostro premio "Miglior Chef Emergente del Centro Italia" ho incontrato una signora strardinaria, Desy Adany, allevatrice di razze rare di animali da cortile, che con un candore disarmante,  mi ha confessato che le donne sono le migliori nella cura e nell'allevamento dei pennuti.Ovviamente, mi é saltato alla mente lo spot Barilla con il macho Banderas che parla e strapazza un po' la sua gallina! Infatti Desy mi dice di aver notato, durante un'esposizione, un concorso di bellezza "per galline", che il proprietario di un bellissimo esemplare, dopo aver vinto (grazie alla pennuta) il primo premio, l'ha sbattuta in malo modo nella stia, quasi con disprezzo.Una donna non lo avrebbe mai fatto! ed ecco che, da questa intuizione, è partita l'idea di creare un'associazione "tutta al femminile" di allevatrici di pennuti di razza!!Desy, in particolare, alleva la razza Polverara (forse la più antica esistente, a forte rischio di estinzione), la "Combattente Inglese", la razza "Antico", la "Schijndelaar", la razza "Combattente <indiano Nano", la "Serama" e le anatre "Cayuga".La prossima volta non potrò esimermi dal presentarle Laura Peri, già un mito per noi della ristorazione, magari  in futuro organizziamo un evento "Galline in Tacco12!"

POIS A COLAZIONE

Giovedì, 29. Agosto 2013 - 15:51

  Di Lorenza VitaliSI RIENTRA: COSA CI FARÀ IMPAZZIRE QUEST’AUTUNNO? PER PRIMA COSA I POIS! FA ANCORA CALDO, SFOGLIO LE RIVISTE SOTTO L’OMBRELLONE anche se ferragosto e’ passato da un pezzo, APPAIONO DI GIA’ LE PRIME CAMPAGNE PUBBLICITARIE DELLE principali GRIFFE DELLA MODA A STRIZZARE L’OCCHIO ALLA PROSSIMA STAGIONE AUTUNNO INVERNO 2013-14. MI COLPISCE MIU MIU che ha scelto una location a NEW YORK (FOTO SCATTATE PROPRIO QUANDO ANCH’IO c'ero LA SCORSA PRIMAVERA CON LA WINE WEEK DI TRENTODOC E DEI VINI TRENTINI!) IL MESSAGGIO E’ CHIARO, IN QUESTO PERIODO TANTO TETRO E PIENO DI TRISTEZZE, LA MITICA MAISON NON CI STA: E SIA POIS A RALLEGRARE IL FREDDO DENTRO E FUORI! il disegno “ a pallini”, considerato naif e un po’ baby, e’ stato nel corso del tempo lungamente cavalcato da moschino ma anche prima negli anni 50 e 60 NELLE BELLISSIME GONNE A RUOTA, TIPO IL FIL “GREASE” PER INTENDERCI. POI IL NULLA, I POLKA DOTS SONO STATI A LUNGO DIMENTICATI. MA ESISTE QUALCHE ETICHETTA DI VINO A POIS? LO CHIEDERO’ ALLA MIA AMICA SIMONETTA DONI, UNA GURU DEL SETTORE, ABILISSIMA DESIGNER SEMPRE PRONTA A CREARE LO STILE DELL’ABITO, MA L’ABITO DELLE BOTTIGLIE! simonetta e’ ancora irraggiungibile…beata lei, dovro’ fare a meno della sua consulenza!NELLO SPIRITO VACANZERO CHE ANCORA ALEGGIA, QUESTA VOLTA MI BUTTO SUL LEGGERO, ROBA POP, NEL VERO SENSO DELLA PAROLA. ECCO UN PAIO DI CURIOSE BOTTIGLIE CHE MI TORNANO IN MENTE: IL “MADONNA SILVER ETCHED DISCO BALL SYRAH 2004” CHE ERA IN VENDITA SUL SITO WWW.CELEBRITYCELLARS.COM A POCO PIU’ DI 70 DOLLARI. SI TRATTAVA DI UN’EDIZIONE LIMITATA PRODOTTA PER RICORDARE L’11 ESIMO SUCCESSO, ORMAI QUASI DIECI ANNI FA, INTITOLATO “CONFESSIONS ON THE DANCE FLOOR” E CELEBRAVA IL SUO RITORNO ALL’ANTICA PASSIONE PER LA MUSICA DA DISCOTECA DELLA NOTA MISS CICCONE. OGNI BOTTIGLIA ERA STATA DECORATA APPLICANDO A MANO PICCOLI PEZZETTI DI SPECCHIO (I POIS!) A COMPORRE L’IDEA DELLA PALLA RIFLETTENTE, SIMBOLO DELLE DISCOTECHE  ANNI 70-80. L PRODUTTORE ERA MIRAMONTE WINERY E IL SUO SYRAH, IN QUEGLI ANNI AVEVA VINTO DIVERSI PREMI, CONSIDERATO COMPLESSO, ARMONIOSO, CON SENTORI DI MORA, LAMPONE E MORELLO CHERRY, LAVANDA E SPEZIE CON ALMENO DUE ANNI D’INVECCHIAMENTO IN LEGNO FRANCESE E AMERICANO (70 E 30%). OGNI BOTTIGLIA VENIVA VENDUTA CON CERTIFICATO DI AUTENTICITA’.rimanendo sullo stile “leggero” e vacanziero mi sarei anche accontentata di un divertente tropez wine, rose’ poco piu’ di uno spritz da servire ghiacciato e con un sentore di pesca di vigna, ma ci voleva un tramonto a saint trop…che al momento manca, per buttarlo giu’.qualcosa di estremamente ben distribuito, piacevole ED ADATTO ALLA STAGIONE ANCORA CALDA ESIBISCE un solo grande pois che cambia spesso di colore a seconda del diverso TIPO DI BIRRA contenuto Nella sua bottiglia: il birrificio 32! WWW.32VIADEIBIRRAI.IT ma il vino che ho bevuto veramente stasera è il “the Rose”, tante bolle, pois IN PUNZONATURA A SECCO SULLA CARTA METALLIZZATA DELL’ETICHETTA, ANCH’ESSA ROSA.uno spumante italiano firmato velenosi che mette in valore il pinot nero con una piccola percentuale di chardonnay, LA TONALITà E’ ROSA ANTICO RAMATO, ALL’OLFATTO INTENSO, SI AVVERTONO NETTI I LIEVITI MA NON SONO INVADENTI. E’ FRESCO, FLOREALE MA SALTA FUORI ANCHE LA FORZA DELLA NOTA DI TABACCO E QUALCHE SPEZIA. www.velenosivini.com tornando al mondo fashion, non posso non chiudere con l’artista che ha fatto di questo pattern, i pois per l’appunto, quasi una mania di vita: Yayoi Kusama. sua la frase “la terra e’ un puntino, le stelle sono tanti puntini, tutti noi siamo milioni di puntini nell’infinito”  artista al femminile tra le piu’ quotate al mondo, lo scorso anno ha disegnato una capsule collection per vuitton, main sponsor della sua mostra al whitney museum. borse scarpe e qualche pezzo di abbigliamento maniacalmente  “polka dots”  come non ricordare? 

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