Colore per celebrare una pigra primavera

Venerdì, 29. Marzo 2013 - 2:32

La Holi Festival è una delle manifestazioni indiane più forti, di grande impatto visivo e simbolico. Ieri nella regione dell’Uttar Pradesh le persone si sono spruzzate a vicenda con un approccio goliardico acqua e polveri coloratissime, soprattutto color rosso, simbolo di fertilità, che rappresenta la fine dell’inverno e l’inizio della nuova stagione primaverile. La popolazione canta, balla, si diverte e si abbraccia amorevolmente dimenticando tutti i problemi della vita quotidiana e rallegrando l’ambiente in maniera emozionante.E’ la festa della gioia e della passione che inizia con la cerimonia di Holita Dahan, durante la quale si accendono grandi falò con i quali gli abitanti mettono al rogo Holika, parente del re dei demoni.Ma l’effetto cromatico elettrizzante ha anche un risvolto poco salutare: infatti divampano polemiche sulle polveri colorate chimiche non sicure per la pelle e appelli a non sprecare l'acqua. Una delle ricorrenze più folcloristiche del calendario religioso induista è paragonabile ad un Carnevale per lo spirito gioioso, ha origine dalla mitologia legata al dio-bambino Krishna e trova infatti il suo culmine a Mathura, la città sacra alla divinità nello stato dell'Uttar Pradesh. Nota gastronomica: questa ricorrenza coincide con la festa del raccolto. Gli agricoltori si raccolgono intorno a un grande falò e bruciano alcuni nuovi semi di orzo, per poi mangiarli una volta spento il fuoco. Dalla direzione delle fiamme e dallo stato dei semi bruciati, in base ad antiche credenze, si capirà come andrà il raccolto nella stagione appena iniziata.    E noi poveri occidentali come celebriamo la gioia del ritorno della primavera che stenta ad arrivare? La moda ci viene incontro con collezioni dai tessuti tinti con i colori che gli indiano si spalmano sulla corpo…meglio di niente, no? E non ho parlato delle scarpe, abbasso il nero!!! di Lorenza Vitali  

il salotto di casa

Mercoledì, 6. Marzo 2013 - 18:04

Aapron, ovvero il grembiule, in tutte le salse

Lunedì, 4. Marzo 2013 - 17:00

  GREMBIULE (fr. tablier; sp. delantal; ted. Schürze; ingl. apron). - La forma più antica del grembiule fu un pezzo di stoffa girata intorno ai fianchi, posto sopra altre vesti, sia per gli uomini sia per le donne; questa foggia si ritrova fino al 1200, mentre poi il grembiule assume la forma che ha conservata tuttora, attraverso infinite variazioni. Ma questo accessorio, creato per necessità pratiche, divenne presto elegante e già prima del Quattrocento, col fiorire dell'arte del ricamo, era spesso oggetto di squisita fattura. Nei paesi nordici si trasformò anche in ornamento di pelliccia. Nei secoli XVI e XVII altro non fu che un ornamento prezioso aggiunto nel ricco costume femminile, finché nel Settecento fece parte del costume stesso come guarnizione del vestito. Verso la fine del regno di Luigi XIV venne la moda dei grembiuli di merletto e di seta, di grandissimo lusso; se ne facevano di punto d'Inghilterra, di merletto d'argento e di merletto d'Alençon. Da questa moda deriva il tablier del costume francese (1700), che consiste nell'apertura dell'ampia veste di sopra (panier) su un'altra veste d'altro colore o di merletto, ma sempre molto ricca di guarnizioni. Con questa moda decade l'uso del grembiule vero e proprio, che rimane però sempre nei varî costumi regionali. Ritorna nel 1814 nell'abbigliamento elegante; e venuta la moda delle vesa larghe (1830), si sbizzarrisce fino al 1860 in fogge curiose, anche nell'abbigliamento dell'infanzia. (V. tavv. CXCIX e CC). 

La mia wishlist di febbraio....

Martedì, 5. Marzo 2013 - 14:49

Primo giorno del secondo mese dell'anno: ho deciso, di tanto in tanto bisogna fare il "censimento" dei due tipi di oggetti  che affollano e ammorbano  i miei armadi (oltre ai vesti e alle pentole, s'intende): scarpe e bottiglie di vino!!! Sembra semplice, ma non é così. Per commettere l'ultimo peccato da shop-holic non ho saputo resistere alle scarpe Trippen (che io definisco "da folletto") che si trovano sul un sito che non ha un nome tanto simpatico www.hautemacabre.com  ma oggetti il più delle volte davvero singolari! Lorenza Vitali  



  

Cena AIDA a Roma

Mercoledì, 17. Ottobre 2012 - 21:51

Alberto Camandona da tanto tempo è una persona di riferimento e cultura nel mondo variegato del turismo gastronomico e non solo. Animatore dell’ Aida (associazione dei Direttori d’albergo) , professore alla Luiss, protagonista di mille dibattiti e interventi. E’ sempre un piacere incontrarlo, come ai vecchi tempi quando Luigi Veronelli scendeva a Roma. Lo ritroviamo a questa cena dell’AIDA organizzata nel salone dell’Hotel de la Ville, cena non noiosa come tante, proprio grazie alla sua verve ed esperienza. E il nostro augurio è che una categoria così importante e strategica, come quella dei Direttori d’Albergo, possa raccogliere i tatni stimoli che Lui è in grado di lanciare.

Alessandra e Andrea Sarri

Venerdì, 1. Marzo 2013 - 15:18

Ce lo ricorderemo questo generoso stuzzichino servito con un flute. Un vero dripping di gamberi di riviera, piccoli ma saporiti come non mai, con foglie di sedano  a colore. Alessandra e Andrea Sarri da poco alla testa dei JRE, succedono al bravo e concreto Emanuele Scarello che ha ben lavorato per dare sostanza e affidabilità all’Associazione. Vedremo cosa questa elegante coppia saprà fare, tanti sono i progetti e qualcuno li riguarda anche da vicino: Agrodolce ad Imperia.

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