I JRE EMERGONO ORMAI DA 25 ANNI!

Venerdì, 4. Maggio 2018 - 9:22

Cos’hanno in comune Oliver Piras e Antonella Del Favero di Aga di San Vito di Cadore, Fabiana Scarica di Villa Chiara Orto e Cucina a Vico Equense, Nikita Sergeev dell'Arcade a Porto San Giorgio nel fermano? Hanno tutti partecipato (un paio anche vinto) in passato al Premio “Emergente Chef”….Mentre oggi, sempre giovani ma con un po’ di esperienza in più non solo in cucina ma anche come imprenditori, hanno fatto il loro  ingresso, insieme a Davide Maci di The Market Place di Como) e Manfred Kofler di Culinaria a Farmerkreuz  nel Tirolo Alto Atesino, nella prestigiosa associazione “Jeunes restaurateurs d’Europe” che quest’anno, tra le altre cose, festeggia il quarto di secolo con 350 ristoranti in tutt’Europa e 160 Hotel presenti in Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Germania, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. L’associazione è nata in Francia per favorire scambi culturali tra le tradizioni culinarie dei vari paesi e per valorizzare territori, materie prime e ovviamente, l’inventiva e la creatività dei giovani cuochi imprenditori. L’evento in grande stile su è svolto a Roma pochi giorni fa in prima battuta in occasione del congresso allo Sheraton Golf dove sono stati ufficialmente presentati i nuovi associati, poi, nel corso di un elegante gala dinner all’Hotel The St.Regis Rome che ha subìto un sorprendente restyling dell’interior designer Pierre Yves Rochon che ha rispettato l’allure “belle epoque” della struttura ma donando un tocco di freschezza. I piatti della cena sono stati realizzati da altri sei chef associati JRE da tutt’Europa.

LE STELLE A SAPPADA NON STANNO A GUARDARE: FABRIZIA MEROI E' IN VETTA!

Martedì, 27. Marzo 2018 - 15:06

Nella sua bella stube non torniamo da troppo tempo, qui il nostro ultimo articolo,  ma di strada una donna chef di montagna, tosta come Fabrizia, ne ha fatta, ma sempre in punta di piedi! Infatti ieri 26 marzo 2018, nell’ambito dell’Atelier des Grandes Dames, tributo alle donne dell’alta ristorazione sostenuto da Veuve Clicquot, Michelin ha assegnato il premio “Chef Donna 2018” proprio a lei, Fabrizia Meroi, patronne insieme al marito Roberto Brovedani del Ristorante Laite, nel bellunese a Sappada, una stella Michelin dal 2002.Fabrizia ha due grandi amori, strettamente legati: la famiglia e la cucina. La cucina, imparata dalla mamma e dalla nonna materna, è sempre stata per lei la quotidianità, la famiglia é la famiglia...Fabrizia si definisce “cuoca autodidatta”. I suoi anni di formazione in Friuli, Veneto e Carinzia hanno costruito e consolidato la sua sapienza gastronomica. I sapori di queste terre e i prodotti di ogni loro stagione caratterizzano i suoi menu, abbinati ai vini scelti con garbo e cultura e immancabile passione dal marito Roberto nella sua cantina.Nella cucina della casa settecentesca affacciata sulla valle su un lato e su una deliziosa piazzetta sull'altro, Fabrizia lavora con semplicità e precisione, regalando una suggestiva esperienza di gastronomia locale dal tocco femminile deciso sia nei sapori sia nei gentili accostamenti. Un’esperienza che ha conquistato gli ispettori sin dai primi anni, come chiunque si sieda a un tavolo delle due romantiche stube del Laite della nonna materna, è sempre stata per lei la quotidianità. Dal papà ha ereditato il senso del dovere, dalle sue stesse parole: - “quello che ti dice di restare in cucina anche 12 o 15 ore e non pensi ad altro, non per reverenza, ma per senso di appartenenza”.Cosa aggiungere cara Fabrizia? Una richeista ben precisa: non cambiare mai! 

UN MARTINI, PLEASE, NOT ON THE ROCKS, MA MARCO

Giovedì, 22. Marzo 2018 - 10:06

 Ritornare da Marco è sempre un piacere: per l’affezione dai tempi in cui vinse il premio “Chef Emergente”, ( qui il LINK) per la location, il The Corner,  una villa liberty con camere deliziosa, per lo spazio in cui soni alloggiati i tavoli, praticamente un “jardin d’hiver”, per l’area esterna ma raccolta dove con la bella stagione si sorseggia un cocktail o un aperitivo in santa pace, per il parcheggio comodo e tanto altro. Ieri sera l’occasione è stata differente dal solito: dovevamo assaggiare un menu studiato per un gruppo che prenderà in esclusiva l’intero locale a breve per una cena privata di circa 50 persone. La mise en place, minimalista come vuole il trend, senza tovaglia, è gradevole ma ho trovato curioso il fatto che non ci fosse un piattino, un appoggio, un oggetto qualsiasi dove mettere la fetta di buon pane che ho scelto dalla cassettina portata al tavolo. I ragazzi di sala pare siano un team consolidato (forse non la ragazza che ci ha serviti) perché sono gli stessi che fotografai QUI  l’ultima volta. Un buon gruppo di giovani dal piglio gentile ma piuttosto informale, vestiti con camicia, bretelle e pantalone a sigaretta (si dice ancora così?) per ricordare le fogge che si usavano ai tempi della costruzione della villa, i primi decenni del secolo 900. Abbiamo assaggiato in rapida sequenza il Calamaro arrosto, scarola, porro, provolone, buono, la Tagliatella di seppia alla Puttanesca, sapida ed elegante nella presentazione, il Risotto cacio e pepe, frutti di mare e lime, dal sapore non spinto,  Polpette di Baccalà, patate affumicate, cipolla candita, Maialino croccante, mela, patate e senape.  MontBlanc di Faraona. Come dessert Cioccolato al latte affumicato, crumble di anacardi, lamponi. Marco Martini è uno che ci sa fare, a soli 32 anni lo percepiamo già come un imprenditore più maturo della sua età, stabile e determinato. Tutti i piatti erano mediamente buoni, ma le emozioni dei primi anni…quelle no, spiace dirlo, non le ho più ritrovate! Un plauso comunque all’ottimo imprenditore che forse ha saputo fidelizzare una clientela che apprezza una cucina sempre corretta ma meno spinta rispetto al passato, infatti, pur essendo una fredda e piovosa serata infrasettimanale, il locale era quasi pieno e questo è un segno incontrovertibile…..

QUESTO CACAO....VALE UN PERU'!

Sabato, 17. Marzo 2018 - 16:47

E’ sempre una festa quando riesco ad “incrociare” Monica Meschini, prima di tutto un’amica ma, senza ombra di dubbio, una delle persone più esperte al mondo del settore del cacao, dei territori dove si produce, delle sue caratteristiche organolettiche, dell’analisi sensoriale in occasione di contest (è responsabile Italia e area mediterranea del più noto Chocolate Awards che vedrà il momento delle premiazioni 2018 proprio a Firenze il prossimo aprile) e tanto altro, un pozzo di conoscenza insomma, corredato da una montagna di simpatia, cultura e la tipica sagacia toscana.
Ma andiamo per ordine: l'Ufficio Commerciale del Perù in Italia ha invitato alcuni giornalisti e professionisti del campo a prendere parte ad un “Chocolate Workshop Perù” lo scorso 14 marzo presso l’NH Hotel Collection di Piazza dei Cinquecento a Roma.Il Perù è una delle nazioni che negli ultimi anni ha fatto un enorme balzo in avanti per quanto riguarda la notorietà della sua cucina, le tecniche moderne, i suoi chef protagonisti (noi conosciamo principalmente Acurio, il suo congresso di cucina Mistura, ma i suoi seguaci di buon livello sono ormai numerosi!) e i suoi prodotti straordinari. Non poteva mancare l’attenzione ad uno degli ingredienti più amati: il cacao. Intervistata per l’occasione, la dottoressa Amora Carbajal, direttrice dell’Ufficio Commerciale del Perù in Italia ha affermato: -“Ci stiamo posizionando sempre più tra i produttori ed esportatori di cacao di alta qualità, in particolare quello ricavato nelle zone San Martìn, Cuzco, Junìn, Ayacucho, Amazonas, Ucayali e Huànuco. Il cioccolato prodotto dal cacao del nostro paese presenta ovviamente delle notevoli differenze organolettiche in base all’area di provenienza, ma possiamo affermare che le caratteristiche ricorrenti sono quelle  di una forte cremosità, note di frutti rossi, freschi e cotti, fiori, agrumi, erbe, spezie, miele, frutta secca, malto e anche legni aromatici.
Sono arrivata ad incontro già iniziato ma sono riuscita ugualmente ad apprendere molte cose interessanti. Abbiamo assaggiato “alla cieca” differenti qualità sia di materia prima, sia di tree to bar di Shattell, Nina, Maranà, Cocama, Kuyay, T’Inkiy, Tesoro Amazonico, Amaz e Cacao Suyo che Monica ha illustrato in tutte le loro differenze e peculiarità. In chiusura non poteva mancare un brindisi con il prodotto simbolo della nazione: il Pisco. In degustazione all’NH c’era la marca Caravedo Porton.

CHE GUSTO HANNO LE STELLE? VANNO ASSAGGIATE IN UN'OFFICINA CLANDESTINA

Venerdì, 16. Marzo 2018 - 16:35

 Iniziammo a frequentare Leuven, deliziosa cittadina belga antica e universitaria, una sorta di Pavia delle Fiandre, qualche anno fa, grazie agli amici Sandro e Maurizio Serva chef patron del ristornte "La Trota di Rivodutri, che animarono con la loro straordinaria cucina la prima edizione di “Taste of Stars”,  ormai ambìto appuntamento goloso che di anno in anno ha aggregato un sempre maggiore numero di appassionati che arrivano nelle Fiandre persino da Bruxelles per assaggiare, quest’anno,  la cucina siciliana contemporanea di Accursio Craparo, che dal 15 al 19 marzo compreso, recita il suo menu “a soggetto” dentro il locale “Officina Clandestina del buon Pino Caprioli.Another italian proud italian food story in the world…stay tunedIl sitoweb QUILorenza Vitali    

QUALI SONO LE NOSTRE MIGLIORI CARTE DEI VINI A DUBAI?

Giovedì, 15. Marzo 2018 - 18:56

 Quali sono le miglior carte dei vini a Dubai?  Un premio ce lo rivela, con interessanti novità e una professionalità crescente tra i wine manager, spesso chiamati con orgoglio dall’Italia, che di anno in anno crescono nel numero e nel livello. I giurati internazionali, chiamati da The I-Factor, Rosario Scarpato e “Tasted and Rated” (qui la video intervista di Simone Luca Gagliardi) erano: Luigi Cremona, Alain H Lee, Claudio Martins e Liam Steevenson che hanno valutato 60 nomination. L'obiettivo del premio è raggiungere crescente consapevolezza in entrambi, consumatori e professionisti della ristorazione, dell'enorme versatilità dei vini italiani, che sono la perfetta corrispondenza per tutti i tipi di cucina grazie alle caratteristiche ideali dell'acidità e dei tannini nella maggior parte di essi. Dubai è ormai una metropoli che offre un’enorme varietà di ristoranti e cucine, lo sfondo ideale per ospitare un'edizione di questo premio che nasce ad Hong Kong nel 2010. Il primo obiettivo dei premi è quello di dare un adeguato riconoscimento e visibilità mediatica ai ristoratori, sommelier, maitre, wine and restaurant manager, F&B e a tutti i professionisti della Sala.  Questa gente va premiata per la sua passione nel proporre eccellenti etichette italiane ai clienti attraverso le proprie liste dei vini. Così facendo, contribuiscono in modo fondamentale a creare cultura nella clientela di Dubai che così impara via via a riconoscere la diversità e la gamma dei vini italiani, che non sono solo tra i migliori al mondo in termini di qualità, ma hanno un'identità che nessuno dei loro competitor ha.                     L’Italian Wine List awards a Dubai 2018 è stata presentata nell’italian Pavillion nel contesto del Taste of Dubai, chiusosi lo scorso sabato.  Il primo premio va a Roberto's Restaurant & Lounge. La  TOP ITALIAN WINE LIST la vincono pari merito Casa Mia e The Artisan by Enoteca Pinchiorri. La BEST ITALIAN WINE CHOICE va al Quattro Passi Italian Restaurant e all’Hakkasan Dubai. La TOP ITALIAN WINE CHOICE va a Nathan Outlaw del Al Mahara Burj Al Arab e al Alta Badia, Armani Amal Restaurant, al BiCE Ristorante, al Buddha-Bar Dubai, al Bussola, al Cave, al Conrad Dubai, al Cipriani Dubai, al Coya Dubai, al Four Season Resort Hotel, a Il Borro Tuscan Bistro Dubai, a Il Faro Dubai, al La Cantine du Faubourg - Restaurant & Lounge, al La Serre Dubai, all’Okku, al Ronda Locatelli Dubai, al Segreto, Toro Toro, Grosvenor House, Dubai, al Vanitas, Palazzo Versace Dubai, allo Zuma Dubai.Che dire ragazzi? Tutti bravi perché il loro successo é anche un po' il nostro, viva la Sala!Lorenza Vitali

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