QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO....CANTAMI O CASTADIVA

Dom, 19/06/2016 - 12:21

 

Di Lorenza Vitali

Quel ramo del lago di Como....va bene, quella storia che tutti abbiamo  studiato a scuola era incentrata sulla figura di Lucia, un amore contrastato che tutti conoscono, invero ho scoperto che altre donne comasche di carattere di storie ne hanno combinate e forse più intriganti, non me ne voglia il Manzoni.

Il mio itinerario alla ricerca delle loro vicissitudini oggi comincia a Blevio, dove si ergeva la villa che nel 19° secolo si chiamava Villa Roccabruna - il nucleo attualmente del Casta Diva Resort -  che però era conosciuto come "Casino Ribiere" dal nome della sua prima proprietaria, Madame Ribier, un'eccentrica sarta di Parigi che, mentre si trovava a Milano sotto la dominazione francese, fece fortuna vestendo le signore dell'alta società (come Joséphine Beauharnais) ma i rumori dell'epoca riportano il fatto che la stravagante couturière amasse anche "spogliare i loro mariti", decisamente fu un personaggi di natura molto libertina e accoglie tutte le mie simpatie, se penso ad una donna libera per i suoi tempi!

Più tardi, Giuditta Pasta acquistò la villa nel 1827 con i primi soldi guadagnati come cantante, e la ribattezzò Villa Roda. L'edificio fu ristrutturato tra il 1827 e il 1829 dall'ingegnere Filippo Ferranti, zio di Giuditta.

Giuditta Pasta (1797-1865), una delle cantanti liriche più osannate d’Europa, per la quale l'amato Vincenzo Bellini scrisse la parte da protagonista de La Sonnambula. Giuditta aveva passato l’infanzia e parte della giovinezza a Como, ma nel 1811 si era trasferita a Milano per proseguire gli studi di canto e iniziare quella carriera che l’avrebbe consacrata come una delle “divine” della lirica. Amò sempre Como, e quando potè disporre di una certa ricchezza, volle avere una villa con parco sul lago. Acquistò, quindi, villa Roda che fece ristrutturare, fra il 1827 e il 1829, a cura dello zio, l’architetto Filippo Ferranti.

Si trattava non di un semplice edificio ma di un complesso di tre dimore (oggi 7 con la costruzione di altre ville del complesso alberghiero di lusso attuale denominato Castadiva Resort and Spa) la villa padronale e due dépendance per ospiti – collegate tra loro da un sistema di viali che si sviluppava all’interno del ricco parco. La villa aveva eleganti linee neoclassiche, con sul fronte un portico con loggiato: le cronache dell’epoca raccontavano assomigliasse al teatro alla Scala di Milano perché Giuditta voleva che i luoghi in cui cercava riposo fossero simili a quelli in cui trovò la gloria. Profondamente legato all’ambiente teatrale era anche il grottino delle muse, grotta artificiale fatta costruire nel parco, dove erano allestite sculture con i busti di altre cantanti, compresa Maria Malibran, rivale di Giuditta sulle scene, ma rispettata e stimata nella vita reale.

Nella villa della Pasta, si davano convegno artisti, compositori e cantanti; Vincenzo Bellini ne fu a lungo frequentatore e (pare) passione sofferta a causa dell l'incapacità di lei di esprimere appieno nella vita reale i suoi sentimenti ma farli sfociare unicamente nella sua arte canora. Qui sembra trascorse un mese nel 1829 anche Gaetano Donizetti (1797-1848) lavorando alla partitura della sua Anna Bolena. Questo luogo, ove accorrevano ospiti illustri e tutto il mondo teatrale milanese ad omaggiare la “divina” Pasta, è oggi ormai pressoché scomparso: nel 1904, infatti, la villa padronale venne demolita e al suo posto edificata villa Roccabruna dei Wild, industriali torinesi, su progetto dell’architetto Carlo Formenti; tuttavia, soprattutto raggiungendo Blevio via lago, è comunque ancora possibile identificare il sito, scorgere parte dell’antico parco e una delle due dépendance, rimasta intatta e l'imponente ristrutturazione dell'attuale albergo di lusso che da pochi anni ha recuperato il sito rimasto abbandonato per oltre mezzo secolo.


Oltre a godere della fantastica spa di oltre 1800 mq, una cucina stellare grazie alla supervisione del celebrity chef Gennaro Esposito e le mani attente del suo executive chef Massimiliano Mandozzi e in pasticceria quelle di Elnava De Rosa, un tuffo in piscina nella floating pool, etc. etc. fate una sosta nel delizioso borgo di Blevio: nel piccolo cimitero si può visitare la sepoltura di Giuditta Pasta che si spense proprio in questo borgo nel 1865.

 

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