Norbert Niederkofler: 20 anni di amore per i boschi, la montagna e la cucina

Ven, 17/06/2016 - 13:19

 

 

Norbert Niederkofler festeggia un traguardo professionale e personale importante insieme al St. Hubertus e al Rosa Alpina Hotel & SPA di San Cassiano nelle Dolomiti  Alto atesine. Il suo amore per la montagna e l’ambiente circostante, è sempre stato alla base della sua filosofia in cucina, che con “Cook the Mountain” ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale per l’innovazione e le emozioni che ha saputo trasmettere. Per l’occasione dei 20 anni ha proposto un menu con 20 piatti iconici, uno per ogni anno. Nato nel 1961 a Luttago, un piccolo paesino sulle Dolomiti, già da piccolo era attratto da tutto ciò che si trovava all’esterno del piccolo hotel dei genitori, che accoglieva sciatori d’inverno e scalatori d’estate. Amava raccogliere le bacche selvatiche, particolarmente profumate grazie al terreno vulcanico e pescare nei ruscelli di alta montagna. Pur amando profondamente il suo Alto Adige, Norbert decise di esplorare il mondo: “Volevo diventare uno chef, così avevo la possibilità di viaggiare, ero stanco di vedere ogni giorno le montagne del mio villaggio” racconta Norbert. Dopo i suoi studi presso la scuola alberghiera in Germania, Norbert ha lavorato a Londra, Zurigo, Milano, per poi approdare da Eckart Witzigmann a Monaco, un grande chef, suo mentore da sempre. Eckart gli ha insegnato come rispettare la natura e i suoi prodotti raggiungendo la perfezione in cucina. Dopo 7 anni a Monaco si sposta a New York per imparare i segreti innovativi di David Bouley. Ed è proprio qui che comincia a formare il suo stile, ma come spesso succede, dopo un po’ di tempo il richiamo dei monti e dei profumi della sua terra è stato inevitabile. Nel 1993 Norbert rientra a casa, in Alto Adige e inizia a lavorare presso Castel Colz a La Villa. Dopo un anno, la famiglia Pizzinini, da generazioni proprietaria del Rosa Alpina di San Cassiano, che aveva intuito con anticipo la tendenza e il potenziale dell’offerta gastronomica di alto livello, gli offre la possibilità di gestire la cucina del ristorante gourmet St. Hubertus all’interno dell’hotel, ai piedi delle Dolomiti. Con tanto impegno e determinazione di tutti, quella che era una semplice pizzeria, in poco tempo diventa uno dei primi luoghi gourmet con una cucina ispirata alla tradizione locale e italiana della Val Badia, che in quegli anni iniziava la sua ascesa. Grazie alla visione pioneristica della famiglia Pizzinini, formata da Paul e dal figlio Hugo, il St. Hubertus, in quella piccola parte del locale, dove si usavano prevalentemente materie del territorio altoatesino, inizia a diventare sempre più importante e apprezzato. E anche lo spirito e la filosofia di “Cook the Mountain”diventano sempre più forti e decisi. Un intuito e un talento, che nel 2000 portano ad ottenere la prima stella Michelin. A questo punto, la famiglia Pizzinini decide di chiudere la parte dedicata alla pizzeria e di affidare a Norbert il pieno controllo del locale e della cucina. Passano altri 7 anni e come per la prima stella, nel 2007 arriva anche la seconda. In tutti questi anni Norbert, con grande dedizione, ha esplorato tutta la regione, facendo incontri e instaurando relazioni con i contadini locali. Ha iniziato a sperimentare nuove materie e ingredienti poco usati finora. “Noi usiamo 25 tipi di carote durante tutto il corso dell’anno e diversi tipi di erbe alpine, tra le quali le foglie di amaranto, la cipolla selvatica e tante altre. I prodotti più naturali sono i più importanti in cucina” dice Norbert. Il cibo non è la sola cosa che Norbert cerca di fare in modo differente, bensì anche la conduzione della cucina e del suo team è speciale. Lui preferisce far scoprire ai suoi chef i propri talenti e il proprio stile, incoraggiandoli ad essere originali e distanti dalla cucina dettata dalle pure regole. “Sono come il capitano di una squadra di calcio. Io so quello che dobbiamo raggiungere e cerco di aiutare il mio team a raggiungere il risultato che ci siamo prefissati. Riprendere in mano vecchi menu e riassaggiare materie prime da tanti anni non più cucinate mi ha regalato il ricordo di volti, risate, storie. Vorrei trasmettere ai miei ospiti queste emozioni attraverso un menu composto da 20 piatti iconici, uno per ogni anno. E’ un ritorno che parla di partenza, è un guardare indietro per trovare una strada nuova, creativa, degna, soddisfacente e promettente. Si dice che i giovani siano il nostro futuro, preferisco credere che siano l’avvenire della nostra storia che guarda avanti. Il futuro è un pensiero singolare, il nome che un uomo solo e singolo dà ai giorni che verranno, mentre avvenire è un pensiero plurale, ovvero il nome che il futuro assume se non ci si pensa da soli. E sono felice di aver trovato il modo, su questa strada innevata, di camminare insieme” conclude Norbert .

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