KRIZIA PASSA NELLE MANi Di UN'ABILE CINQUANTENNE CINESE...CHE RICORDI, LA PRIMA SFILATA!

Mariuccia Mandelli, donna imprenditrice icona del Made in Italy ha ceduto il suo marchio, un altra perdita nobile ma forse la speranza di continuità'

Ven, 01/08/2014 - 00:06

1991, settembre. La prima sfilata della mia vita alla quale ho partecipato come giornalista invitata con nome e cognome finalmente scritto sulla terribile press list fu la collezione primavera/estate 1992 di Krizia. Da allora per me quel marchio ha un significato iconico simile ad “aver posato la prima pietra” di un percorso professionale sognato sin da bambina: giornalista di moda.

Leggo, sabato mattina, 26 luglio, sul Corriere che Zhu ChongYun, una bella e determinata cinquantenne cinese, ha acquistato la storica griffe di moda Krizia. Me ne rallegro perché sono sicura che farà un ottimo lavoro, ma come al solito, da italiana mi chiedo: possibile che a nessun imprenditore dello stivale sia venuto in mente di pensarci? Transeat, ma riassumiamo (grazie all’aiuto di Wikipedia, oltre alla mia memoria personale) lo straordinario percorso di un’imprenditrice illuminata della bergamasca.

Nata nel 1925, fin da giovane nutre un'incontenibile passione per la moda, dimostrando precocemente una particolare attitudine per il taglio, il cucito e l'ideazione di capi d'abbigliamento. Studia in Svizzera e, spinta da una zia, diventa maestra elementare ma  lascia per aprire un laboratorio a Milano con l'amica Flora Dolci, inizia a produrre  vestiti semplici, dalla linea essenziale. Parte la creatività più “spinta” nel ‘57, inventa alcuni “abiti-frutta” che mostra al SAMIA (Salone mercato internazionale dell'abbigliamento) di Torino, una delle prime manifestazioni in cui le collezioni di moda venivano presentate al pubblico, facendosi notare dai compratori, anche americani, e da Elsa Robiola, figura-chiave della storia del giornalismo di moda italiano, che in un articolo sull'evento torinese segnala le idee giovani della neonata Casa di moda. Nel 1964, con una collezione interamente giocata sui toni del bianco e del nero presentata a Firenze presso Palazzo Pitti, ottiene il premio "Critica della moda", assegnato per la prima volta a una donna e, in precedenza, solo allo stilista fiorentino Emilio Pucci. Verso la fine degli anni sessanta incontro  davanti ad una coppa di champagne (!) Aldo Pinto (mio professore al master in giornalismo di Moda al Superstudio). Lo sposa dopo un anno prima in Giamaica, poi in Italia. Imprenditore del tessile, di origine italiana ma nato in Egitto, Aldo è uomo istrionico con il quale ha avuto un sodalizio sentimentale e professionale assoluto, mai interrotto suggellato anche dall’amore comune per i viaggi, occasione di stimolo professionale per entrambi. In rapida successione in quegli anni partono la linee Krizia Maglia, Krizia Baby, Krizia Uomo, non dimentica neppure le “curvy” con un accordo con la Miroglio  nasce la linea  “Per te by Krizia”, e una linea di accessori e pelletteria,  il marchio si espande in tutti i sensi. Nel 1971, quando la moda prevedeva solo il maxi ed il midi, presenta una collezione di pantaloncini cortissimi (hot pants), con i quali, a Capri, si aggiudica il premio “Tiberio d'oro”. Gli accostamenti arditi, l'uso di materiali insoliti, come la gomma, il sughero e l'anguilla, e le forme audaci le valgono il soprannome di "Crazy Krizia", assegnatole dalla stampa americana. Nel ’78 firma la sua linea di profumi, ricordiamo il “K di Krizia” la cui traccia olfattiva viene firmata da Maurice Roucel. Nel 1984 acquista il Palazzetto Melzi D'Eril, al civico 19 della milanese via Manin, che diventa la sua sede. Accanto, al 21, sorge lo Spazio Krizia, un teatro progettato per ospitare sfilate (la mia prima sfilata era proprio qui!), presentazioni ed eventi culturali, ambitissimi i suoi  concerti di Natale.  Nel 1986 è Commendatore della Repubblica Italiana: con lei i colleghi Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Gianni Versace e Valentino Garavani, orgoglio femminile, tra tanti uomini. 

Oltre a diverse mostre retrospettive a new York ed in giro per il mondo che l’hanno celebrata in tutti i modi,  Nel 2001 il Museo d'Arte Contemporanea di Tokyo ospita la mostra “Krizia Moving Shapes”, che racconta il lavoro di quasi mezzo secolo.

La sua testa rimane sempre giovane: dai primi anni del Duemila collabora con giovani talenti per la progettazione delle collezioni. Fra i più noti, Alber Elbaz, Jean Paul-Knott, Hamish Morrow, Giambattista Valli e Gianluca Capannolo. Nel 2013 debutta Krizia Teen, collezione pensata per le più giovani.

Krizia ama spaziare e non si limita a disegnare abiti: dopo tanti anni di vacanze da sogno  sull’isola di Barbuda in un piccolo resort di una coppia di americani che le cedono una proprietà che vanta una spiaggia di 7 chilometri: inaugura, antesignana anche in questo,  il K Club, resort scelto come meta delle vacanze dai reali inglesi (qui l’ultima vacanza della principessa Diana, Michael Douglas e Catherine Zeta Jones agli albori della loro passione, etc.). Una tempra fantastica, un’imprenditrice immaginifica che ha avuto la fortuna d’incontrare l’amore della vita che l’ha supportata e ha creduto in lei….non avendo avuto figli oggi punta su un’altra donna che, nonostante il diverso background culturale, forse sarà ancora più rispettosa e capace di portarne avanti lo spirito indomito: la Signora Zhu ha deciso di aprire a breve cinque negozi monomarca in Cina entro la fine del 2015 e nel corso dei prossimi cinque anni intende decuplicare, mica cavoli.

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