DOPOGUERRA: IL LAVORO DELE DONNE NELLA RICOSTRUZIONE

In vista dell'Expo, inaugura una mostra fotografica singolare a Roma, con madrine di tutto rispetto per il vernissage

Ven, 24/04/2015 - 10:02

di LORENZA VITALI

Inaugurata l'altro giorno a Roma una mostra fotografica singolare: "Il Lavoro della Donna nella ricostruzione dal Dopoguerra". Impressive già la location, un palazzo cinquecentesco che fu residenza cardinalizia (in zona ne abitano ancora tanti di porporati...) con un loggiato pare realizzato da Raffaello, che ha fatto da sfondo anche ad un bel vernissage, non banale, grazie alla presenza di relatrici di rango, ovviamente.  Il Della Valle é anche sede nazionale di Confagricoltura, dunque il convegno d'inaugurazione é stato battezzato da Marina Di Muzio Giansanti, presidente di Confagricolura Donna, sezione che informa, assiste, supporta le imprenditrici agricole. Dalle sue parole ho scoperto che in realtà il mondo agricolo é molto "rosa" ovvero che le "attrici" del comparto in Italia sono moltissime, 235.000,  ma spesso non hanno la voce che meriterebbero.  Marina ha fatto una sintesi chiara della situazione attuale analizzando in breve la storia dimprenditoriale degli ultimi 70 anni, quelli che ci separano infatti dalla fine dell'ultimo conflitto mondiale. Moderate dall'unico uomo seduto al tavolo delle relatrici, Mario Benedetto, responsabile Comunicazione di Confagricoltura, che con brio e intelligenza ha presentato i viari interventi: Nicoletta Campanella, scrittrice, ci ha riportati- con uno scorcio dal suo ultimo romanzo, nel mondo delle prime case di moda e delle vie eleganti, glamour,  della Capitale, dove le donne degli anni 50 iniziavano a sognare e desiderare una vita migliore. Elisabetta Maggini, poco più che trentenne ma determinata imprenditrice, Consigliere di Amministrazione di Acea ma anche anche parte del Gruppo Sorgente che vanta numerosi immobili di pregio nel mondo, ha portato la sua esperienza, che lascia ben sperare. Emilia Nardi, da una familia che nelle vari genrazioni ha avviato diverte attività di successo, non ultima, la parte vitivinicola le segue personalmente, ci ha ricordato che  durante il conflittto le donne e gli uomini della sua famiglia si sono ritrovati - giocoforza -  anche a produrre non più aratri e utensili per le armi....Ha chiuso l'incontro Maria Luisa Grilletta, una giovane e bella Ingegnere Elettronico, responsabile della gestione commesse degli invetimenti rotabili di Trenitalia, uno scherzetto che muove un valore di oltre 800 milioni di euro all'anno.

Io, in veste di food blogger, ho ricordato l'evoluzione velocissima  che ha avuto il mondo della comuncazione non solo nel settore agroalimentare grazie alle nuove tecnologie, il web in primis, ma, dato che ritendo fondamentale non perdere la memoria storica di ciò che siamo stati, ho riportato indietro l'orologio della storia attraverso una curiosa case history per non dimenticare un gruppo di donne, al termine del conflitto modiale, che ha pagato un caro prezzo dopo l'eccidio di Civitella in Val di Chiana: rimanere un paese fantasma di sole donne e bambini che si sono salvati  con l'arguzia in particolare di una certa Gemma Rossi, medaglia d'oro al valor civile, nascondendosi nel bosco e sfamandosi per giorni di sole bacche e radici.

Per me che amo visceralmente il mondo della fotografia, gli scatti stampati e appesi in quel magnifico loggiato sono ghiottissime: si vedono donne al lavoro del tabacco, donne meccanico di treni, bigliettaie, agricoltrici chine nei campi....ma le immagini parlano da sole. Ho brindato a questa bella inziativa con Asti Spumante, le bollicine più femminili che ci sono.

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