CAORLE….CAVOLI CHE SCOPERTA, ED E’ SEMPRE COLPA DI UNA DONNA, CON LA TOCQUE.

Aperto da poco il ristorante sul mare di Ljubica Komlecic, una donna chef che ha molto da dire

Gio, 07/05/2015 - 14:39

 

di LORENZA VITALI

Ebbene si, viziati siam viziati, anche se la scusa sincera è sempre il lavoro. Viaggi intercontinentali, voli transoceanici per andar a degustare vini nati accanto alle cascate del Niagara, radici, tuberi  ed insetti elaborati da grandi chef, castelli e dimore storiche dalle millenarie vicende e traversìe….poi le destinazioni che sono dietro casa le dimentichiamo, se non ci hanno vissuto i nonni o gli amici più stretti, se non abbiamo partecipato ad un convegno sulla distrofia muscolare delle cavallette proprio in certe location e fuori stagione….semplicemente,  passano nel dimenticatoio, ce ne scordiamo. Ebbene si, lo ammetto, con Caorle, la cittadina della laguna veneziana meglio conservata dopo la selvaggia cementificazione degli anni del boom economico post bellico, è andata così: di quelle spiagge adriatiche avevo uno sbiadito ricordo. C’è voluta una determinata ragazza bionda nata qualche tempo fa ancora più ad est, ad invitarmi. Ljubica Komlenic, è una Executive Chef che ha lavorato per un paio di decenni  nel litorale veneziano, godendo di buona reputazione quale "professionista attenta e meticolosa."  Prova un grande interesse per la cucina del territorio e per i prodotti di qualità, rispettandoli ma esprimendo una cucina con stile e fantasia. Laureata nel 1992  a pieni voti quale Tecnico degli Alimenti, aggiornando costantemente la sua conoscenza con corsi di specializzazione, anche in pasticceria, si è avvicinata a figure importanti come Igino Massari. Impegnata anche  sul fronte della solidarietà, promuove di verse iniziative nel settore della ristorazione. Pignola e precisa in cucina nei processi  di trasformazione, conosce e applica a sistemi di cottura innovativi, proprio per questo è stata invitata ad unirsi agli chef della N.I.C. (Nazionale Italiana Cuochi, emanazione ufficiale della Federazione Italiana Cuochi) partecipando, tra le numerose giurie presiedute,  alla finale in Corea WACS per il Global Chef Contest.

Perché parlo di lei e di Caorle? Innanzi tutto perché è una donna determinata, una self-made-woman, mamma per di più di tre ottimi ragazzi e perché mi piace premiare (per quanto io ne abbia titolo, s’intende…) chi ce la mette tutta. Da poco più di un mese ha realizzato il sogno di aprire un ristorante tutto suo e ha scelto il posto più elegante di tutta la cittadina. Lo Sporting, nome storico del ristorante, al quale ha aggiunto la sua firma “By Liù” come il suo diminutivo. Ho deciso che il mio appuntamento annuale, mondano ed estivo, ma con un pizzico d’impegno lo celebrerò nel suo locale: Liù è una “TACCO12EBOLLICINE” perfetta! Ho assaggiato al volo nella saletta privata che diventerà il  “By Liù” ristorante gastronomico di pochi tavoli con vista sul giardino, qualche piatto interessante con i pesci arrivati praticamente vivi in cucina. Bovoletti su crema di sedano rapa, pane croccante al porro come antipasto, poi – dato che siamo in stagione – le mitiche moeche su una base di crema di mais bianco “Fagiana” (una riseria poco distante), filetti croccanti di Barbone, coulis di pomodoro, olive taggiasche e polvere di basilico. Un secondo piatto  nobile di gamberi rossi di Sicilia su crema di zucchina e coulis di teste di gambero, riccioli di patate viola. Anche il vino era dedciato al nome di una (grande) Donna, da poco tempo scomparsa: Annamaria Clementi di Ca’ del Bosco. Cosa voglio di più? Un bel paio di tacchi….ma voglio anche sfilarmeli subito per correre sulla spiaggia, al di la’ del marciapiede!

 

 

 

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