ALLA CORTE DI FERNANDA PER FAR RINASCERE IL TIGLIO

Mer, 30/11/2016 - 23:50

 

Grandi Cuochi alla Corte di Fernanda: da tempo qui si prova a cambiar pelle, a tentare la clientela portando “in casa” colleghi dei quali lo chef ha stima e che stimolano, ne siamo certi, una clientela capitolina abituata ormai un po’ a tutto. Continuano dunque con un certo esito gli “scambi di cortesie” – non ne possiamo più di chiamarle “cene a 4 mani” – tra chef che si “annusano”, che parlano la stessa lingua, oppure diversissima, così da proporre contrasti voluti che fanno scaturire armonie in un confronto produttivo e di crescita reciproca con alcune delle realtà ristorative più affini al modus operandi di “quelli di Fernanda”. Il team di Trastevere, capeggiato in cucina dal barbuto Davide Del Duca  e dai direttori di Sala Andrea Marini e Manuela Menegoni, ieri sera ha immaginato un momento solidale, ma proposto in punta di piedi, con eleganza, ancora una volta pensando al terremoto: Enrico Mazzaroni e Gianluigi Silvestri del Ristorante Il Tiglio di Montemonaco nelle Marche, hanno subìto diversi danni durante la prima scossa di fine agosto e la chiusura definitiva negli ultimi tempi. Il ricavano della serata va a loro.

Quattro i piatti a testa, realizzati senza limiti di espressione; Durante la cena, innaffiata da una bella selezione di vini curata da Trimani, sempre pronto a non lasciarsi sfuggire i “trend giusti” in città, si percepiva un clima di fermento creativo misto a calore, interazione spontanea tra le parti, stima ed amicizia sincera tra i componenti del gruppo in cucina.

 

Nel menu piatti vecchi e nuovi: sfiziose le coccole di benvenuto di entrambi i cuochi con i Tartufi dei Monti Sibillini, divertente e sostanzioso l’Uovo-Lasagna 2.0 di Mazzaroni, seduttiva anche la sua crema di cipolle alle animelle scottate, croccante e bello da vedere il “Lattuga, Terra, Caprino e brina di Foie Gras”, sempre suo, intenso e sfrontato ma buono il Risotto “Estratto di Erbe, Gelato al Conciato di San Vittore di Vincenzo Mancino, Timo e Miso” di Davide, sorprendenti gli “Spaghetti Aglio e Olio, Genziana e Frutti Rossi” di Mazzaroni e ancora del padrone di casa il Piccione Bbq, Fegato di Rana Pescatrice "In Porchetta", Radici. Non poteva mancare la Torta al Cioccolato del Tiglio e i Petit Four con il Vino Cotto Tenuta i Fauri. Abbiamo guadagnato a stento la via di casa riflettendo sul futuro di un ristorante interessante che si trovava in una zona bellissima ma difficile da raggiungere anche quando il terremoto era ben lontano dal palesarsi. E ora? Vale la pena di riprovarci? Di attendere? Con quali prospettive concrete? Non sta a noi rispondere, naturalmente, ma amiamo la cucina e le persone che hanno creato Il Tiglio e, egoisticamente, non ci dispiacerebbe trovarli prima o poi ad officiare in città! Senza far concorrenza a Fernanda, s’intende……

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