GUIDA MICHELIN FRANCIA 2017: DALLA ROSSA D'OLTRALPE EMERGONO IMPRENDITORI E CHEF ITALIANI DI VALORE....QUEST'ANNO!

Mercoledì, 15. Febbraio 2017 - 8:38

di LORENZA VITALI La Francia anche quest’anno ha svelato le sue ‘stelle’. Alla presentazione della Michelin 2017, che si è tenuta il 9 febbraio a Parigi, la celebre guida della ristorazione ha omaggiato il paese già in possesso del maggior numero di ristoranti con l’ambita ‘star’ ma noi siamo fieri di trovare anche un po’ di Italia nel recente palmarès di stelle della ristorazione francese che nell’ultima edizione della “rossa”, ha premiato anche due chicche in terra d’Oltralpe di proprietà italiana. I Castelli francesi di Sorgente Group guadagnano la Stella Michelin nel 2017, in particolare il ristorante dello Château de Mirambeau con la cucina dello Chef Maxime Deschamps e il ristorante “La Tour du Château” dello chef Mathieu Barbet, all’interno di Château de Codignat.  Lo Château de Mirambeau, vicino a Bordeaux, ha riaperto nel 2016 dopo lavori di ampliamento che ne hanno arricchito l’offerta e l’esclusività, con 18 nuove camere e una SPA rinnovata. Nel cuore della regione francese Nuova Aquitania, aveva guadagnato il titolo la prima volta nel 2014, grazie alla cucina del suo Chef, Maxime Deschamps professionista del circuito Relais&Châteaux e conosciuto per precedenti incarichi in prestigiosi ristoranti della Francia e dei Caraibi.  Lo Château de Codignat, presso Bort l'Etang – Lezoux, nella regione dell’Alvernia, è un cinque stelle in una maestosa struttura di origine medioevale. Immerso in un vasto parco di 15 ettari, il castello offre 19 stanze e suite tutte diverse fra loro. La stella Michelin riconosce il valore dello chef Mathieu Barbet che combina perfettamente l’arte dell’alta gastronomia francese con i prodotti delle aziende locali. Non ci resta che andare presto a “toccare con mano” i menu di questi due gioielli, per una volta italiani…e ricordare che qualche altro italiano di valore in Francia c’è: senza parlare del braccio destro di Yannick Allenò, Martino Ruggieri, campanissimo, tra i premiati ci sono altri due chef italiani, Simone Zanoni, del ristorante “Le George” nel celebre albergo George V di Parigi, e Paolo Boscaro de L’Escargot 1903 a Puteaux, sempre nella regione parigina. 

ALLA CORTE DI FERNANDA PER FAR RINASCERE IL TIGLIO

Venerdì, 2. Dicembre 2016 - 0:33

 Grandi Cuochi alla Corte di Fernanda: da tempo qui si prova a cambiar pelle, a tentare la clientela portando “in casa” colleghi dei quali lo chef ha stima e che stimolano, ne siamo certi, una clientela capitolina abituata ormai un po’ a tutto. Continuano dunque con un certo esito gli “scambi di cortesie” – non ne possiamo più di chiamarle “cene a 4 mani” – tra chef che si “annusano”, che parlano la stessa lingua, oppure diversissima, così da proporre contrasti voluti che fanno scaturire armonie in un confronto produttivo e di crescita reciproca con alcune delle realtà ristorative più affini al modus operandi di “quelli di Fernanda”. Il team di Trastevere, capeggiato in cucina dal barbuto Davide Del Duca  e dai direttori di Sala Andrea Marini e Manuela Menegoni, ieri sera ha immaginato un momento solidale, ma proposto in punta di piedi, con eleganza, ancora una volta pensando al terremoto: Enrico Mazzaroni e Gianluigi Silvestri del Ristorante Il Tiglio di Montemonaco nelle Marche, hanno subìto diversi danni durante la prima scossa di fine agosto e la chiusura definitiva negli ultimi tempi. Il ricavano della serata va a loro.Quattro i piatti a testa, realizzati senza limiti di espressione; Durante la cena, innaffiata da una bella selezione di vini curata da Trimani, sempre pronto a non lasciarsi sfuggire i “trend giusti” in città, si percepiva un clima di fermento creativo misto a calore, interazione spontanea tra le parti, stima ed amicizia sincera tra i componenti del gruppo in cucina.  Nel menu piatti vecchi e nuovi: sfiziose le coccole di benvenuto di entrambi i cuochi con i Tartufi dei Monti Sibillini, divertente e sostanzioso l’Uovo-Lasagna 2.0 di Mazzaroni, seduttiva anche la sua crema di cipolle alle animelle scottate, croccante e bello da vedere il “Lattuga, Terra, Caprino e brina di Foie Gras”, sempre suo, intenso e sfrontato ma buono il Risotto “Estratto di Erbe, Gelato al Conciato di San Vittore di Vincenzo Mancino, Timo e Miso” di Davide, sorprendenti gli “Spaghetti Aglio e Olio, Genziana e Frutti Rossi” di Mazzaroni e ancora del padrone di casa il Piccione Bbq, Fegato di Rana Pescatrice "In Porchetta", Radici. Non poteva mancare la Torta al Cioccolato del Tiglio e i Petit Four con il Vino Cotto Tenuta i Fauri. Abbiamo guadagnato a stento la via di casa riflettendo sul futuro di un ristorante interessante che si trovava in una zona bellissima ma difficile da raggiungere anche quando il terremoto era ben lontano dal palesarsi. E ora? Vale la pena di riprovarci? Di attendere? Con quali prospettive concrete? Non sta a noi rispondere, naturalmente, ma amiamo la cucina e le persone che hanno creato Il Tiglio e, egoisticamente, non ci dispiacerebbe trovarli prima o poi ad officiare in città! Senza far concorrenza a Fernanda, s’intende……

IL BOCUSE D'OR EUROPE ARRIVA IN ITALIA NEL 2018 IN PIEMONTE!

Giovedì, 17. Novembre 2016 - 0:03

BOCUSE D’OR EUROPE COMUNICATO STAMPA UFFICIALE:  -  La selezione EUROPA del Bocuse d'Or 2018 va in direzione sud e si terrà NEL CUORE di Torino in Piemonte!Per la prima volta nella storia del concorso, il Bocuse d'Or Europe evento itinerante si terrà nel Sud dell’Europa. Dopo Norvegia, Svizzera, Belgio, Svezia e Ungheria, è ora il turno dell’Italia - e la Regione Piemonte in particolare - a scelta dagli Organizzatori del concorso per ospitare la finale europea del Bocuse d'Or 2018. Questo scelta rispecchia la forte motivazione dei paesi dell'Europa meridionale che vantano una solida reputazione gastronomica per diventare i principali attori del Bocuse d'Or, sono considerati il Monte Everest della cultura culinaria '- Seguendo le orme dei paesi del Nord Europa  che sono presenti sin dall'inizio del concorso.La regione Piemonte ha molti beni e valori che la rendono un ambiente ideale per ospitare il più grande gara di alta cucina al mondo nella sua edizione in Europa: vanta prodotti unici frutto di un ricco territorio (tartufo bianco d'Alba, nocciole del Piemonte, razza bovina piemontese, 9 formaggi Dop ...), molti chef stellati (otto ristoranti con una stella nella provincia di Torino, il Piazza Duomo 3*** ad Alba e decine di altri in tutta la regione), così come “Gourmet”, una mostra dedicata ai prodotti enoagroalimenti già organizzata da GL Events che ospiterà il concorso nel padiglione “Oval” del Lingotto Fiere.Dal 10 al 12 giugno 2018, 20 giovani titolati chef europei che si saranno qualificati vincendo ciascuno la selezione della propria nazione, affronteranno I loro rispettivi turni per tentare di ripercorrere le orme di Tamas Szell, lo chef Ungherese che ha vinto l’ultimo trofeo europeo così come la loro “fiche” per partecipare alla finale mondiale che si terrà nel mese di gennaio 2019, all’interno del Sirha di Lione, la più importante fiera di settore in Francia.'Siamo felici di esserci candidati e di esser stati scelti quale territorio ideale per ospitare la gara di selezione del Bocuse d'Or Europe nel 2018, afferma l’Assessore alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi: -“ questo è il riconoscimento significativo che dimostra che Torino e tutta la Regione Piemonte possono mettere in campo diversi asset per eccellere a livello internazionale nella gastronomia e nel vino. Questo concorso di livello superiore offrirà l'opportunità per noi di lavorare con partner prestigiosi come GL events, e per evidenziare e promuovere il patrimonio culturale e gastronomico del nostro territorio '.Gourmet Torino 2018, Lingotto Fiere: 10/12 giugno 2018 - 3a edizione –( 8.300 visitatori - 120 espositori nell’ultima edizione)  THE BOCUSE D’OR EUROPE 2018 IS HEADING SOUTH AND WILL BE HELD AT TURIN IN THE HEART OF PIEDMONTFor the very first time in the history of the contest, the Bocuse d’Or Europe travelling event will take place in Southern Europe. After Norway, Switzerland, Belgium, Sweden and Hungary, it is now the tum of Italy – and the region of Piedmont in particular – to be chosen by the organisers of the contest to host the European finale of the Bocuse d’Or 2018. This choice reflects the strong motivation of Southern European countries boasting a solid gastronomic reputation to become major players in the Bocuse d’Or - the ‘Mount Everest of Cooking’ – following in the footsteps of the Northern European countries that are present since the beginning of the contest.The Piedmont region has many assets that make it an ideal setting to host the greatest cooking contest in Europe: products from a rich terroir (white truffle from Alba, Piedmont hazelnuts, Piedmontese cattle breed and veal, 9 PDO cheeses…), many starred chefs (Eight one-star restaurants in Turin, Piazza Duomo 3* in Alba and dozens more throughout the region), as well as a show dedicated to top-quality products organized by GL events: the Gourmet trade show that will host the contest at the LINGOTTO Fiere arena.From June 10th to 12th, 2018, 20 young European chefs who qualified by winning their respective national rounds will attempt to succeed Tamas Szell (Hungary) and win the European Trophy as well as their ticket to participate in the 17th Bocuse d’Or world finale that will be held in January 2019 as part of the Sirha trade show in Lyon, France.‘We are honoured to have been chosen to host the Bocuse d’Or Europe 2018 selection event: this is an important recognition that proves that Turin and the Piedmont region can be the international crossroad for excellence in gastronomy and wine. This top level contest will offer the opportunity for us to work with prestigious partners such as GL events, and to highlight and promote the cultural and gastronomic heritage of our region.’ – The Piedmont Region Culture and Tourism President Mrs. Antonella Parigi. Gourmet Turin 2018, Lingotto Fiere: 10/12 June 2018 – 3rd edition – 8,300 visitors – 120 exhibitors

IL TARTUFO BIANCO D'ALBA VIAGGIA PIU' VELOCE DELLA LUCE DAI CASTELLI DELLE LANGHE, AI GRATTACIELI DI HONG KONG SINO IN AMERICA....

Martedì, 15. Novembre 2016 - 8:43

 Record dei record per l’ultima Asta internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e dei grandi formati di Barolo e Barbaresco, ovvero un enplein che tra la sede piemontese, il Castello di Grinzane, Hong Kong e Philadelphia ha totalizzato 450.000 euro di valore.L’Asta internazionale del tartufo bianco d’Alba e dei grandi formati di Barolo e Barbaresco si è svolta ieri per la diciassettesima volta al Castello di Grinzane nelle Langhe, patrimonio Unesco, nuovamente negli U.s.a. dopo alcuni anni d’interruzione e come abitudine consolidata ad Hong Kong nell’elegante ristorante tre stelle Michelin 8½ Otto e Mezzo BOMBANA. A Philadelphia invece erano riuniti circa 150 ospiti americani della N.I.A.F. (National Italian American Foundation), la più rappresentativa degli oltre 20 milioni di italo-americani che vivono negli U.S.A.. Il mondo piemontese del vino e del tartufo è stato rappresentato dall'assessore al Turismo e Cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi, dal direttore generale Sviluppo Piemonte Turismo Maria Elena Rossi, da Mauro Carbone direttore del Centro Nazionale Studi Tartufo, da Pietro Ratti vice presidente del Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani e da Alberto Bianco, presidente del Comitato di Alto Indirizzo dell'Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero. A mandare i tartufi all'incanto, con Ratti e Carbone, Joseph Delraso e Frank Giordano – rispettivamente presidente e cerimoniere della N.I.A.F. - con Samuel T. Freeman, della Freeman's, la più antica casa d'aste americana, per la prima volta alle prese con un'asta di tartufi.I Cinque lotti battuti invece ad Hong Kong durante la cena di beneficenza organizzata dallo staff di 8½ Otto e Mezzo BOMBANA, l’associazione di beneficenza Mother’s Choice e Arete’Food&Wine in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani, nonché con l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, hanno permesso di raccogliere ben 2 milioni di HKD (241.000 euro) ai quali si aggiungono i 390.000 HKD del pledge finale (circa 46500 euro) per un totale di 287.500 euro. L’ultimo lotto (un tartufo da 860 gr abbinato a due Magnum: 1,5 Barolo 1968 di Bersano e 5L Piazza Armando Barolo Sottocastello di Novello 2009), è stato battuto per un milione di HKD (circa 118.000 HKD)  e aggiudicato da Mrs. Mary Ann Li.Ma facciamo qualche domanda a caldo a Chef Bombana, Ambasciatore del Tartufo Bianco d’Alba dal 2006:Dopo diversi anni che hanno visto crescere la passione per il tartufo italiano, quello d’Alba per la precisione, come si sente, in qualità di ambasciatore e “regista” di tanti momenti eccezionali che mettono in valore la nostra nazione?«E’ vero, è stato un crescendo, ma quest’ anno siamo riusciti a battere tutti i record, la generosità dei miei ospiti mi ha commosso e sono molto felice di sapere che il ricavato andrà a Mother’s Choice ».Ma avete pensato anche all'Italia, vero?Ma certo! Mi fa piacere sottolineare che parte del ricavato, 20.000 euro, andrà al Comune di Norcia per aiutare la popolazione colpita dal terremoto dello scorso agosto e le successive più recenti scosse, perché, anche se siamo ormai lontani dall’Italia e qui in Asia raccogliamo sempre maggiori consensi, non dimentichiamo le nostre origini ed il senso di appartenenzaLe curiosità di questa edizione? Il primo lotto a Grinzane se lo è aggiudicato una giovanissima donna cinese che ne ha conquistato poi anche un secondo, quello  finale, incredibile esemplare del peso complessivo di 1.170 grammi, è stato conquistato dallo chef cinese Zhenxiang Dong, in diretta con Philadelphia dopo un’appassionante competizione a Grinzane per l'iperbolica cifra di 100.500 euro.Gli chef ambasciatori dell’Anno Il bistellato Michelin, Mauro Colagreco, patron del Mirazur di Mentone in Francia, assurto a 6º ristorante nella classifica 2016 dei “The World's 50 Best Restaurants” e Philippe Léveillé del Miramonti L'altro di Concesio nel bresciano; Zhenxiang Dong, pluripremiato chef dell'omonima catena Da Dong, partito da Pechino alla conquista del mondo, da quest'anno componente della Hall of Fame dei ristoratori cinesi. Anche a Philadelphia è stato nominato un Ambasciatore per il tuber albese: si tratta dell’Executive chef della Union League Martin Hamann.

UNA CASA...DI MODA CHE MI HA XOCCATO....

Venerdì, 11. Novembre 2016 - 23:44

 Il prossimo 17 novembre ho l’occasione di tornare “back to my roots” per un giorno, anzi un open day capitolino, nel quale in un bel palazzo rinascimentale dietro Piazza Navona, una giovane stilista mi apre la porta “di casa” – anche se il suo quartier generale è naturalmente a Milano – per svelare i capi della sua collezione autunno inverno. Sarò in grado di riprendere aggettivi e consapevolezza in un mondo che non mi appartiene più da un quarto di secolo? Accetto la sfida!Ma chi è in realtà Alessia Xoccato? Design, creatività e qualità Made in Italy sono gli elementi fondamentali alla base del marchio omonimo, caratterizzanti di uno stile essenziale, fresco e di respiro internazionale. Ogni collezione è il risultato di un viaggio dove forme, colori e materiali sono un’occasione per la designer di esprimere istintivamente sensazioni e pensieri attraverso le più svariate contaminazioni. Lo scopo è ottenere un concetto segnato da un gesto preciso e senza tempo, dove sartorialità, espressione artistica e una sofisticata ricercatezza diventino, ancora una volta, protagonisti. Il processo creativo di Alessia analizza ossessivamente la relazione tra corpo e spazio, definisce geometrie architettoniche dove forme e volumi creano nuove proporzioni della silhouette. Allo stesso tempo, un’intensa ricerca di tessuti e materiali enfatizzano le strutture dei capi e i contrasti degli accostamenti, mentre la luce dei colori detta il ritmo di un forte impatto emozionale. Ogni abito è visto come una persona, che si deve comprendere profondamente e guardare da diverse prospettive. La produzione si concentra su pezzi chiave in modo che ogni capo sia creato per essere speciale e conservato, piuttosto che seguire una moda effimera. Ciascun pezzo è volto a soddisfare le esigenze di una donna chiaramente identificata: trasversale per età, colta, che esprime una femminilità consapevole e una sensualità mai urlata; ricerca l’esclusività ed è attenta alle forme e al contenuto stilistico e qualitativo di un capo.Alessia Xoccato coltiva la sua passione per la moda fin da piccola, all’interno dell’azienda di famiglia, dove inizia ad entrare in contatto con materie e forme.La scelta di studi artistici la portano a continuare il suo percorso allo Ied Moda Lab di Milano, quindi, a conseguire un Master in Fashion Design presso la Domus Academy.L’esperienza professionale all’interno di uffici stile di settore si trasforma presto in prestigiose consulenze per marchi italiani ed internazionali.Parallelamente, Alessia inizia a lavorare a capsule collections che vengono presentate all’interno di importanti eventi del calendario moda: vincitrice del concorso Next Generation 2009, la sua collezione sfila durante la Milano Fashion Week, poi, selezionata dalla Camera Nazionale della Moda, alla L’Orèal Fashion Week di Toronto.Vogue Italia la include all’interno della rassegna stagionale degli emergenti di Vogue Talents e nel 2012 Alessia è scelta come finalista del prestigioso concorso dedicato a designer emergenti “Who Is On Next?”, promosso e sponsorizzato da Vogue Italia e Altaroma, durante il quale la sua collezione sfila sulle passerelle capitoline e viene presentata a Palazzo Morando a Milano. Ci vediamo in via della Vetrina 19 al secondo piano, dalle 12 alle 22…ah dimenticavo: dato che il lupo perde il pelo ma non il vizio, il vino lo porto io ed è quello di Marina Perinelli, un’altra donna volitiva e determinata che produce  non solo Cesanese nella Tenuta Casale della Ioria, non lontano da Acuto e no, lo chef che state immaginando questa volta non lo porterà con sé, gli abiti devono essere della taglia giusta!

TORNIAMO A PARLARE DI SALA, DI GIOVANI CAMERIERI....EMERGENTE SALA RIPARTE DA MILANO!

Mercoledì, 9. Novembre 2016 - 15:44

 Se andare al ristorante ormai é diventata un'esperienza sensoriale e sociale che si può paragonare all'andare al teatro...allora il cameriere é il primo attore ad entrare in scena e l'ultimo a chiudere il sipario!Fatta questa premessa, noi che da decenni ci occupiano di cucina, di giovani chef emergenti, di pizza chef, di recensioni di ristoranti e di alberghi (dove sovente passiamo intere settimane, rigorosamente una notte per albergo con cane e bagagli al seguito!) abbiamo deciso che é ora di rimboccarsi le maniche ed iniziare a dare visiblità, ma soprattuto andare a aconoscere chi sono questi "attori".Si parte dai giovani commis (di sala non di cucina) per salire via via di grado sino a certi personaggi straordinari che sono diventati restaurant manager, talvolta hanno superato anche questo step già altissimo per esser promossi a direttori d'hotel, magari d'intere catene alberghiere.Bella storia! Ma chi sono i più noti? A breve sarà online un magazine  www.emergentesala.it dentro il quale andremo a raccontare le nostre impressioni ma nel frattempo, chi volesse conoscere almeno i più promettenti fra i giovani, può venirsci a trovare lunedì 28 novembre a Milano presso la location W37, una nuovissima e prestigiosa struttura interamente recuperata - un tempo era parte delle fabbriche Ginori sui navigli - che racchiude al suo interno, come una bomboniera preziosa, anche il ristorante Lume dove officia il noto chef Luigi Taglienti. All'ora di pranzo sei giovani camerieri si sfideranno in un servizio impeccabile per soddisfare le richieste di una giuria esigente di professionisti dell'ospitalità, seduti al tavolo, come normali - si fa per dire - ospiti del ristorante.Chi vincerà? Seguiteci..... 

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