ALASSIO....TORNARE A TUFFARSI IN UN MARE DI CHAMPAGNE

Venerdì, 23. Giugno 2017 - 15:21

 Quando le buone intenzioni sono comuni, banale ricordarlo, le cose funzionano, anzi, vanno giù liscie come una coppa di champagne! Si é svolta da poco la quinta edizione di "Un Mare di Champagne", evento di successo nella (ridente, si sarebbe detto in passato) nota e raffinata località di mare del Ponenete Ligure, Alassio.Gli attori "dietro le quinte" sono i componenti di un consorzio, Macramé, di professionisti della ristorazione particolarmente attivi non solo in zona. Dall'11 al 13 giugno, una tre giorni davvero ricca non solo di grandi bolle d'Oltralpe nella cornice perfetta, pieds-dans-l'eau, del Grand Hotel di Alassio Resort&Spa, bensì una fucina di idee, di contenuti enogastronomici non scontati, incontri, degustazioni, occasioni social che hanno visto diversi operatori del settore, giornalisti ed esperti arrivare qui per la passione che ruota introno al vino più famoso e celebrato al mondo: lo champagne.L'evento é partito con un momento social: in piazza Partigiani, la domenica sera, piatti preparati dagli chef di Macramé e calici di champagne, una vera e propria sala ristorante a cielo aperto, informale e sofisticata al contempo dove la musica ha dato il suo contributo per creare l'atmosfera.Il lunedì ha fatto la parte del leone come sempre con la presenza di oltre un migliaio di avventori: nello spazio esterno del Grand Hotel in degustazione libera c'erano oltre 140 etichette di champagne di 50 maison....what else? Di "else" c'erano gli interessanti seminari, come la presentazione del nuovo libro della petillante Francesca Negri, ma uno su tutti va ricordato, a partire dal titolo curioso: "Senza un marito, ma non senza Champagne...." ovvero l'istrionica e preparata Livia Riva, grande esperta e conoscitrice di tanti segreti delle maison, ci ha accompagnati in un percorso a ritroso sulla storia degli champagne di maggior successo che quale comun denominatore, ad un certo punto della loro storia imprenditoriale, hanno avuto una gran donna che le ha fatte decollare, prima fra tutte Nicole Barbe Ponsardin, vedova di Francois Clicquot nel 1805 a venticinque anni, ma anche Louise Pommery che capì prima di tutti l'importanza di esportare nel Regno Unito, Odette Pol Roger che rilanciò la sua maison grazie al mondo dei cavalli, e tante altre.  Tra le giovani leve e non "veuve" ho particolarmente apprezzato l'intervento in carne ed ossa di Charline Drappier che ha portato una ventata di freschezza e di determinazione che le nuove leve dei vigneron stanno dimostrando. Ma il vero e proprio "coup de théatre" gli organizzatori lo hanno riservato nella terza e ultima giornata: il gala dinner del martedì all'interno dell'ex chiesa anglicana, oggi Library e luogo magico che ricorda la "colonizzazione" degli inglesi dei primi del '900 che amavano svernare in Riviera e lasciarono qui diverse testimonianze architettoniche di gran pregio. Una cena da ricordare sia per la location, sia per le etichette ( fin qui, non ci eravamo mai annoiati con le bolle assaggiate, chiaro) sia per i piatti: una carrellata di chef molto articolata ha visto la presenza del giovane chef già stella Michelin, Massimiliano Torterolo della Locanda dell'Angelo a Millesimo, nell'entroterra savonese, Nicola Di Tarsia chef patron del ristornte torinese "Berbel",  Franco Ascari, un percorso di tutto rispetto anche alla Franceschetta di Modena, chef innamorato della pasticceria, è il testimonial di Selecta. Star della serata, neanche a dirlo, é stato Enrico Bartolini, inutile elencare tutti i suoi successi e tutti i riconoscimenti delle guide più autorevoli nei pochi anni della sua veloce ascesa: ci ha stregati con un risotto intrigante.Cosa aggiungere? Un plauso al servizio di sala dei vari locali che compongono la compagine Macramé,ovvero Il Gabbiano di Alassio, il Panama, la Prua di Alassio,  il Mozarth, il LambertiViola e Massimo Viglietti, ex Il Palma ora nella Capitale all'Enoteca al Parlamento. Tutti i ragazzi in smoking che sembravano più andare ad una prima a teatro, piuttosto che servire i commensali. Il resto ormai é storia: attendiamo fiduciosi la prossima edizione 2018 dell'evento più petillant che ci sia. 

IL SALAME DEVE FARE IL SALAME...E LE 100 MANI DEVONO CUCINARE, BENE COME SEMPRE!

Mercoledì, 5. Aprile 2017 - 11:03

 Rientro sempre a malincuore dalla nebbiosa ansa del fiume dove s'affaccia l'Antica Corte Pallavicina. Non solo perché quello di Massimo e Luciano Spigaroli sia un luogo di delizie da tutti anelato per bellezza, suggestione, profumi, sapori, calore e senso dell’ospitalità, ma anche perché negli scorsi giorni é stato teatro di due importanti appuntamenti enogastronomici annuali ai quali é impossibile dire di no: l'evento Salumi da Re, una selezione di straordinari artigiani della salumeria italiana organizzato  dalll’1 al 3 aprile scorso da Gambero Rosso in collaborazione con la famiglia Spigaroli, e 100 Mani di questa Terra, l'evento meeting dell'associazione dei cuochi dell'Emilia Romagna Chef To Chef. Salumi da Re, alla sua quarta edizione, si può considerare ormai un baluardo che sventola sulla norcineria italiana di livello superiore: un’attenta selezione di allevatori, norcini, salumieri da tutta Italia si sono dati appuntamento qui per raccontare un mestiere nobile ed antico, e confrontarsi tra loro, durante una manifestazione che vuole essere momento di ritrovo e raduno per gli addetti ai lavori e grande festa del gusto e dell'eccellenza gastronomica aperta al pubblico. Del resto, per quanto improntata su regole perfezionate in secoli di tradizione, la norcineria nazionale rappresenta un settore importante e in continua evoluzione dell'enogastronomia tricolore. Ecco perché ho scoperto e riscoperto medie e piccole aziende norcine di tutt'Italia. Non si tratta solo dell’ennesima mostra mercato seppur di qualità, ma quello che ho apprezzato è il momento di confronto, d’incontro e di scambio che c’è stato tra i vari attori. Dal palcoscenico infatti sono usciti molti spunti dagli autorevoli esperti come il prof. Giovanni Ballarini, Pietro Baldini, Guido Stecchi, Giorgio Melandri e Mauro Pellegrini che si sono avvicendati, presentati da Mara Nocilla, forse la giornalista con la maggiore esperienza nel campo delle specialità gastronomiche al momento in Italia. I nomi? Beh, in primis ovviamente l’Antica Corte Pallavicina, poi Bardana, Bbs, Azienda Agricola Ca' Mezzadri, Aziende Agricole Cerati, Corrado Benedetti, Dal Massimo Goloso, Devodier Prosciutti, Dok Dall'Ava, F.lli Beretta, Gastronomia Contini, Gerini, Gianferrari, Il Chiaramontano, Italgroup Alimentari  Prosciutto di Parma, La Rocca, Larderia Fausto Guadagni, Masé, Macelleria Salumeria Giacobbe, Macelleria Simone Fracassi, Paganoni, Poggio San Giorgio, Ruliano, Salumi Martina Franca, Laboratorio dei salumi Tre T, Vitali Re Norcino, ma non sono mancate le birr artigianali, perfette dopo una fetta di salame, come Birra del Borgo, Grado Plato, Birrificio Hibu, Ibeer, La Tresca, Birra Lara, Retorto, Birrificio Svevo. Anche i vini, chiamati a supportare i sapidi salumi, non potevano non esserci: Vada, Piero Cassina, Bricco del Cucù, Cantina dei Colli Ripani, Cantina di Quistello, Fattoria Moretto, Illica, Monte delle Vigne, Mezzacorona – Rotari, Villa Rosa, Vite Colte, Tomasetti e anche un’acetaia, quella di Ca’ dal Lauv con una delizia a base di ciliegie invecchiata anche 17 anni. Il mio prodotto “coup de coeur” du questa edizione? Troppi, ma sicuramente ho apprezzato i cotti: quello di Capitelli indimenticabile, ma anche il prosciutto cotto nella crosta di pane e quello spalmato di caramello del friulano Masé, ma anche uno strano salume via di mezzo tra la mortadella ed il salame cotto…e poi i casentinesi di Simone Fracassi e il suo dirimpettaio, Ruliano….L’evento si è chiuso con una bell’iniziativa a favore di Norcia: dieci grandi cantine hanno abbracciato dieci grandi salumi di Norcia presentati dalla Norcineria Brancaleone da Norcia, dal primo pomeriggio a sera ha curato le degustazioni guidate il professor Paolo Tegoni mentre  il 50% dell’incasso è stato devoluto al consorzio “I LOVE NORCIA”.  

HOTEL EDEN...LA BELLA SIGNORA E' TORNATA NELLA CAPITALE

Martedì, 28. Marzo 2017 - 18:23

 Situato nel cuore di Roma, a pochi passi dalla leggendaria scalinata di Piazza di Spagna e dalla pittoresca Villa Borghese e ultima fatica non solo economica dei costanti investimenti di Dorchester Collection per elevare l’esperienza di soggiorno di lusso ai massimi livelli, l’Hotel Eden, riapre i battenti il 1 aprile dopo un importante progetto di restauro durato 18 mesi, l’iconica proprietà del gruppo a Roma.L’architetto Claire Betaille e gli interior designer di fama mondiale, Bruno Moinard e di 4BI & Associés, assieme a Patrick Jouin e Sanjit Manku di Jouin Manku, hanno firmato il progetto di ristrutturazione che include il restauro di 98 spaziose camere e suite, un dinamico concetto F&B, la prima spa dell’hotel, dotata di un cosmopolita blow-dry bar.L’Eden offrirà ai suoi ospiti un’autentica esperienza romana, arricchita dal panorama mozzafiato sulla Città Eterna. La riduzione del numero di camere e suite, in precedenza 121, garantirà spazi più ampi e confortevoli per il relax degli ospiti. Moinard e Betaille, a cui è stato affidato il restauro della lobby, delle stanze, suite e sale meeting, hanno progettato gli spazi in modo da valorizzare la bellezza della luce naturale, ulteriormente esaltata dagli alti soffitti e dalle grandi finestre che incorniciano una vista spettacolare sulla città.E in cucina cosa succede? Torna in forze il già stellato resident chef Fabio Ciervo con uno staff ancora più completo con un’offerta culinaria attentamente studiata per offrire un’esperienza gastronomica eccellente, all’insegna del benessere. Il gourmet si chiama “La Terrazza” e si trova ovvimamente all’ultimo piano, regala agli ospiti la vista privilegiata di sempre su tutta Roma con dettagli come una parete in vetro decorata con lo skyline della città e dettagli che richiamano la ricca storia di Roma. Il secondo ristorante progettato dall’architetto Jouin Manku prevede uno spazio dall’atmosfera rilassante con un “giardino verticale” astratto.  Qui piatti sani e leggeri per la prima colazione, il pranzo e la cena. Il bar, altro punto di forza della struttura da sempre, propone cocktail creativi e vini pregiati ma anche un menu informale. Ma le sorprese non finisco qui: “La Libreria” nasconde un “bar segreto”, in cui degustare cocktail classici e innovativi all’ora dell’aperitivo in una formula ulteriormente riservata. Per i dettagli bisogna aspettare domani….stasera infatti si svolgerà un dinner gala blindatissimo a numero chiuso, cravatta nera il dress code, una volta tanto ne vale veramente la pena: il salotto buono della capitale, elegante come una bella signora senza tempo, riapre i battenti.

FATTO IN ITALIA, CUCINATO A PARIGI

Lunedì, 20. Marzo 2017 - 14:21

Il prossimo weekend, se non sapete cosa fare e cogliete l’occasione al volo (magari con un bel low cost che male non fa) per andare a vedere sessanta cuochi e produttori italiani a Parigi che hanno intenzione di “raccontare il lusso della semplicità” ai cittadini d’Oltralpe e vedere l’effetto che fa. L’evento nasce in sordina alcuni anni fa dalla mente di Mario Bochicchio, presidente della società Cosortium, e ha “casa” per tre giorni dal 25 al 27 marzo in una location d’effetto, la Bastille Design Center situato fra Place de la Bastille, Place des Vosges e Place de la République.In cosa si differenzia CULTURAL, ennesimo evento di promozione del cibo italiano, dai tanti che siamo già abituati a vedere all’estero? Lo chiediamo proprio al sui ideatore: -“Abbiamo immaginato un modo peculiare di presentare lo stile italiano, un modo autentico, in parte pedagogico ma molto conviviale e solo apparentemente “casual”, spontaneo, ricco di valori culturali (ecco l’origine del titolo ndr.) che sono e saranno sempre i nostri , capace di sedurre i popoli ai quattro angoli del mondo, ma che diventi anche un modello culturale che parla di sana alimentazione, di materie prime tracciabili di qualità, di sostenibilità dei modelli produttivi”.Quest’anno il tema è incentrato sulla sottrazione: come lo scultore prende un pezzo di marmo e via via “toglie” materia per rivelare la forma elegante, la bellezza che si celava sotto, facendola diventare opera d’arte. Semplificare allora significa estrapolare dalla materia prima il valore che il cuoco è in grado di apportare, esaltandone la purezza, l’identità materica. Riscoprire i sapori primari, il pane, il vino, l’autentico. Cultural vuol essere un festival oltralpe della nostra  cultura alimentare  coinvolgendo espositori, chef, pizzaioli, panificatori, sommelier, che comporranno il cast che fornirà occasione d’incontro durante delle masterclass, atelier, tavole rotonde, laboratori e dinner “a soggetto”.Tra i tanti simboli iconici dell’italianità non può mancare la pizza: mastri pizzaioli sveleranno le tecniche di base sugli impasti e le farciture, dalla classica Napoletana fino alla pizza più contemporanea. Non mancherà neppure un focus sulla pasticceria napoletana e siciliana e sui formaggi italiani.  Tutti i protagonisti saluteranno i parigini con un “Diner Spécial” nel segno della convivialità.Ma se facciamo lo sforzo di raggiungerli a Parigi, chi saranno “les italiens” (ma non solo) che tenteranno di deliziarci attraverso Il tema del lusso nella semplicità? Partiamo da sud con il maestro pasticciere Corrado Assenza del Caffè Sicilia a Noto, Gennaro Battiloro dell’Associazione verace pizza napoletana, Antonio Biafora dell’omonimo Biafora nel cosentino, Eugenio Boer di Essenza a Milano,  Antonin Bonnet  del Quinsou (qui giochiamo in casa), Roy Caceres del Metamorfosi di Roma, gli immancabili Manuel e Christian Costardi da Vercelli, Michele Farnesi del Dilia, Parigi), Jacques Genin (pasticceria Jacques Genin, Parigi); Giovanni Gigante (Boutique Hotel Tentazioni, Cavigliano in Svizzera); Peppe Guida (Antica osteria Nonna Rosa, Vico Equense a Salerno); Denny Imbroisi (Ida, Parigi); Leonardo Lacatena (Osteria dei sassi, Matera); Vitantonio Lombardo (Locanda Severino a Caggiano, Salerno); Mauro Vanni (pizzeria Popine, Parigi); Gennaro Nasti (pizzeria Bijou, Parigi); Roberto Petza (S'apposentu, Cagliari); Nino Rossi (Qafiz, Reggio Calabria); Angelo Sabatelli (Ristorante Angelo Sabatelli a Putignano, Bari); Christophe Santaigne (Papillon, Parigi); Cristoforo Trapani (Magnolia a Forte dei Marmi, Lucca); Bruno Verjus (Table, Parigi); Mauricio Zillo (A Mere, Parigi). Lorenza Vitali

NA’ TAZZURELLA E’ CAFE’ A TASTE DENTRO E FUORI (DI TASTE)

Lunedì, 20. Marzo 2017 - 12:14

 Ancora una volta, alla stregua di una forma di dipendenza, non siamo riuscisti a smettere di frequentare la Stazione Leopolda di Firenze dove è andata in scena la dodicesima edizione di TASTE, il salone di Pitti Immagine dedicato al gusto e al lifestyle, segno che cotraddistingue lo stile del gruppo.Lo chiamiamo informalmente "il paese dei balocchi" perché anche quest'anno dall’11 al 13 marzo  in questa enorme scatola-bottega multicolore le aziende protagoniste sono state quasi quattrocento, provenienti da tutta Italia e rappresentavano le migliori produzioni di nicchia e alta qualità gastronomica del momento. Il messaggio diretto agli esperti del settore e agli appassionati di qualità, in e sulla tavola, ha raggiunto il pubblico con estrema forza riuscendo come ogni anno a racchiudere in una location unica volti, gesti, messaggi, prodotti e valori concreti. L’evento in sé è stato sviluppato attraverso un percorso diviso in sezioni: TASTE TOUR, il viaggio alla scoperta e all’assaggio dei prodotti delle oltre 370 aziende selezionate. TASTE TOOLS, una selezione di brand con i loro oggetti di food & kitchen design, capi di abbigliamento, attrezzature tecniche e proposte innovative per la cucina. TASTE SHOP, il Piazzale Gae Aulenti ha accolto la nuova location del Taste Shop, il negozio dove si acquistavano i prodotti esposti durante il percorso di degustazione. TASTE RING, l’arena cultural-gastronomica moderata come sempre da Davide Paolini, il Gastronauta. TASTE EVENTS, lo spazio al Teatro dell’Opera di Firenze ha ospitato un ricco programma di eventi – mostre, presentazioni di libri, gare di cucina.Come accade da alcuni anni, a corollario dell’evento della Stazione Leopolda la città di Firenze è stata invasa dal FUORIDITASTE: calendario di eventi fuorisalone che ha coinvolto locali e spazi scelti ad hoc, come sempre frizzanti e cool..troppi per citarli tutti!Sintesi: cosa ci é piaciuto di più di questa nuova edizione? A parte il fatto concreto che indica un aumento di buyer internazionali sostanziale (numeri non parole) nonostante questo sia un evento nato principalmente per deliziare un pubblico di foodies, il tema che ci é sembrato affrontato con dinamismo e contenuti é  quello slu caffé: checché se ne dica, in Italia, ancora oggi percepita quale paese del caffé (insieme alla pizza e il mandolino, ok...) in realtà il consumatore finale prende poco in considerazione cosa c'é nella sua tazzina quotidiana. Nella nuova area nel Piazzale Gae Aulenti si sono svolti talk show, mostre fotografiche iniziative varie ed i laboratori sensoriali organizzati grazie anche alla storica azienda produttrice di macchine per il caffé professionali, La Marzocco: una delizia per il naso, la vista, il palato sia del pubblico di appassionati, ma soprattutto per chi sta dietro il bancone e il caffé lo prepara per noi.        

WHISKY A COLAZIONE...NON DA TIFFANY MA A ROMA!

Giovedì, 16. Marzo 2017 - 11:39

Si è conclusa recentemente a Roma l’ultima edizione di Spirit of Scotland  ovvero il Rome Whisky Festival, appuntamento ormai consolidato ed apprezzato nato con il felice intento di promuovere la diffusione della cultura del whisky di malto alcuni anni fa.  Sotto la direzione artistica di Andrea Fofi, affiancato dai due whisky expert Pino Perrone e la scozzese Rachel Rennie, la programmazione è stata ricca e completa con seminari, libere degustazioni, masterclasses e diversi seminari sull’arte della mixology.  La classica e scenografica ambientazione del Palazzo delle Fontane all’EUR ha accolto un nutrito pubblico tra appassionati, esperti del settore e semplici curiosi.Molte le facce giovani ed era ciò che speravano gli organizzatori che durante la presentazione dell’evento nel locale Whisky and Co. di Via Margutta hanno sottolineato l’importanza della divulgazione di un messaggio positivo sulla corretta educazione al consumo dei distillati di qualità . Un’ annosa battaglia con le istituzioni sul veto alla divulgazione mediatica di prodotti e manifestazioni legate all’alcool, veicolabile invece attraverso un messaggio di educazione e corretta fruizione.Tra gli ospiti del mondo della miscelazione ricordiamo Erick Lorincz, Head Bartender dell’American bar del Savoy Hotel di Londra, Filippo Sisti, barman di Carlo Cracco e bartender internazionale, Fabio Bacchi bartender, bar manager e fondatore ed editore del magazine specialistico BarTales e i bartender dell’Oriole cocktail Bar di Londra. Chi apprezza e sostiene il professionismo di sala al quale è strettamente legato il mondo dei servizi Bar e del bere miscelato,  è rimasto sicuramente colpito dal Balan & Partners Mixology Contest, torneo ad eliminazione diretta nel quale 8 Bartender si sono sfidati  con preparazioni realizzate al momento. I concorrenti sono stati selezionati dal gruppo Jerry Thomas Project di Antonio Parlapiano, Roberto Artusio, Leonardo Leuci, Alessandro Procoli, ragazzi appassionati che hanno creato la ben riuscita realtà del forse più noto Speakeasy  d’Italia .  Gli sfidanti hanno preparato un cocktail a base dei distillati messi a disposizione  in una Black Box da Balan, importatore main sponsor del concorso.  Nei Quarti ed in Semifinale sono state protagoniste le coppie Gin&Vodka e Tequila&Rum mentre nella finale ha primeggiato lo Scotch Whisky. Ad ogni turno la Black Box conteneva anche un Prosecco, un Bitter ed un Amaro ai quali i  concorrenti hanno aggiunto altri ingredienti a scelta libera tra i quali frutta, spezie, essenze e soft drink. Il vincitore del Contest (premio da 1000 euro) è stato il giovane Riccardo Marinelli mentre al secondo e terzo posto si sono piazzati Nicola Ruggiero e Patrick Pistolesi.     

Pagine

Archivio

Categorie

ALTRIBEIBLOG

Witaly S.r.l. 2012 © All rights reserved Partita Iva 10890471005
Witaly è registrata presso il Tribunale di Roma n. 95/2011 del 4/4/2011 – Tutti i diritti riservati