VICO....SOLD OUT PER UNA BUONA CAUSA, AVANTI TUTTA!

Lunedì, 22. Maggio 2017 - 12:45

di Lorenza VitaliPoco più di due settimane e poi sarà nuovamente Festa a Vico. Fervono, infatti, i preparativi per l'edizione 2017 della manifestazione ideata e curata da Gennarino Esposito, chef due stelle Michelin della Torre del Saracino, che si terrà dal 4 al giugno a Vico Equense. Anche quest'anno migliaia di turisti, curiosi ma soprattutto appassionati del mondo enogastronomico si gusteranno l'evento che vedrà protagonisti oltre 350 chef, tra cuochi emergenti e stelle della cucina italiana ed internazionale, con l'intento di finanziare cinque progetti benefici. Mi trovo a Vico Equense di passaggio per salutare il nuovo chef del Grand Hotel Angiolieri e ho raccolto già i “gossip” di prima mano che anticipano le indiscrezioni della nuova edizione della Cena di Gala di beneficenza” più amata da tutti i foodies della comunità golosa, italiana e non: quella di Festa a Vico. Si dice che la cena che svolgerà lunedì 5 giugno nella location dell’Università della Pizza – per tutti “Gigino Pizza a Metro” - per i duecento fortunati che hanno effettuato il bonifico con un importo minimo raccomandato di 250 euro sia già “sold out” da tempo, un record.  Ma chi sono gli chef che prepareranno la cena benefica più cool dell’anno? Cosa ci perdiamo? Ovviamente il direttore d’Orchestra Gennarino Esposito (e va béh, sarà immanente durante tutti gli altri giorni e poi con la sua stazza non lo perdere certo di vista!),  Il Risotto alla zucca di Chicco Cerea, la “Mozzarella Costanzo” di Emanuele Scarello, il piatto a sorpresa “Stelle” di Francesco Sposito, le delizie di Giancarlo Perbellini, Corrado Assenza, Maurizio e Sandro Serva, Moreno Cedroni, la maremmana Valeria Piccini, Fabio Pisani e Alessandro Negrini de “Il Luogo di Aimo e Nadia”, un altro eccellente maremmano, Francesco Bracali, Giuseppe Mancino de “Il Piccolo Principe di Viareggio, Nino Di Costanzo del Danì Maison di Ischia, Nino Graziano da Mosca anche se sempre più italiano, Oliver Glowig dal Mercato Centrale di Roma, Salvatore Elefante de “L’Olivo” all’Hotel Capri Palace, Tomaž Kavcic del Pri Lojzetu, Dvorec Zemono  in Slovenia, Valentino Marcattilii del San Domenico, mentre il dessert a buffet sarà realizzato a cura dall’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. La vostra invidia è tanta e tale? Beh, ci sono molti altri modi per contribuire alla causa nei giorni di Festa, anzi “feste” a Vico, provare per credere! Qui il programma completo  …Ci vediamo a Vico!

NA’ TAZZURELLA E’ CAFE’ A TASTE DENTRO E FUORI (DI TASTE)

Lunedì, 20. Marzo 2017 - 12:14

 Ancora una volta, alla stregua di una forma di dipendenza, non siamo riuscisti a smettere di frequentare la Stazione Leopolda di Firenze dove è andata in scena la dodicesima edizione di TASTE, il salone di Pitti Immagine dedicato al gusto e al lifestyle, segno che cotraddistingue lo stile del gruppo.Lo chiamiamo informalmente "il paese dei balocchi" perché anche quest'anno dall’11 al 13 marzo  in questa enorme scatola-bottega multicolore le aziende protagoniste sono state quasi quattrocento, provenienti da tutta Italia e rappresentavano le migliori produzioni di nicchia e alta qualità gastronomica del momento. Il messaggio diretto agli esperti del settore e agli appassionati di qualità, in e sulla tavola, ha raggiunto il pubblico con estrema forza riuscendo come ogni anno a racchiudere in una location unica volti, gesti, messaggi, prodotti e valori concreti. L’evento in sé è stato sviluppato attraverso un percorso diviso in sezioni: TASTE TOUR, il viaggio alla scoperta e all’assaggio dei prodotti delle oltre 370 aziende selezionate. TASTE TOOLS, una selezione di brand con i loro oggetti di food & kitchen design, capi di abbigliamento, attrezzature tecniche e proposte innovative per la cucina. TASTE SHOP, il Piazzale Gae Aulenti ha accolto la nuova location del Taste Shop, il negozio dove si acquistavano i prodotti esposti durante il percorso di degustazione. TASTE RING, l’arena cultural-gastronomica moderata come sempre da Davide Paolini, il Gastronauta. TASTE EVENTS, lo spazio al Teatro dell’Opera di Firenze ha ospitato un ricco programma di eventi – mostre, presentazioni di libri, gare di cucina.Come accade da alcuni anni, a corollario dell’evento della Stazione Leopolda la città di Firenze è stata invasa dal FUORIDITASTE: calendario di eventi fuorisalone che ha coinvolto locali e spazi scelti ad hoc, come sempre frizzanti e cool..troppi per citarli tutti!Sintesi: cosa ci é piaciuto di più di questa nuova edizione? A parte il fatto concreto che indica un aumento di buyer internazionali sostanziale (numeri non parole) nonostante questo sia un evento nato principalmente per deliziare un pubblico di foodies, il tema che ci é sembrato affrontato con dinamismo e contenuti é  quello slu caffé: checché se ne dica, in Italia, ancora oggi percepita quale paese del caffé (insieme alla pizza e il mandolino, ok...) in realtà il consumatore finale prende poco in considerazione cosa c'é nella sua tazzina quotidiana. Nella nuova area nel Piazzale Gae Aulenti si sono svolti talk show, mostre fotografiche iniziative varie ed i laboratori sensoriali organizzati grazie anche alla storica azienda produttrice di macchine per il caffé professionali, La Marzocco: una delizia per il naso, la vista, il palato sia del pubblico di appassionati, ma soprattutto per chi sta dietro il bancone e il caffé lo prepara per noi.        

WHISKY A COLAZIONE...NON DA TIFFANY MA A ROMA!

Giovedì, 16. Marzo 2017 - 11:39

Si è conclusa recentemente a Roma l’ultima edizione di Spirit of Scotland  ovvero il Rome Whisky Festival, appuntamento ormai consolidato ed apprezzato nato con il felice intento di promuovere la diffusione della cultura del whisky di malto alcuni anni fa.  Sotto la direzione artistica di Andrea Fofi, affiancato dai due whisky expert Pino Perrone e la scozzese Rachel Rennie, la programmazione è stata ricca e completa con seminari, libere degustazioni, masterclasses e diversi seminari sull’arte della mixology.  La classica e scenografica ambientazione del Palazzo delle Fontane all’EUR ha accolto un nutrito pubblico tra appassionati, esperti del settore e semplici curiosi.Molte le facce giovani ed era ciò che speravano gli organizzatori che durante la presentazione dell’evento nel locale Whisky and Co. di Via Margutta hanno sottolineato l’importanza della divulgazione di un messaggio positivo sulla corretta educazione al consumo dei distillati di qualità . Un’ annosa battaglia con le istituzioni sul veto alla divulgazione mediatica di prodotti e manifestazioni legate all’alcool, veicolabile invece attraverso un messaggio di educazione e corretta fruizione.Tra gli ospiti del mondo della miscelazione ricordiamo Erick Lorincz, Head Bartender dell’American bar del Savoy Hotel di Londra, Filippo Sisti, barman di Carlo Cracco e bartender internazionale, Fabio Bacchi bartender, bar manager e fondatore ed editore del magazine specialistico BarTales e i bartender dell’Oriole cocktail Bar di Londra. Chi apprezza e sostiene il professionismo di sala al quale è strettamente legato il mondo dei servizi Bar e del bere miscelato,  è rimasto sicuramente colpito dal Balan & Partners Mixology Contest, torneo ad eliminazione diretta nel quale 8 Bartender si sono sfidati  con preparazioni realizzate al momento. I concorrenti sono stati selezionati dal gruppo Jerry Thomas Project di Antonio Parlapiano, Roberto Artusio, Leonardo Leuci, Alessandro Procoli, ragazzi appassionati che hanno creato la ben riuscita realtà del forse più noto Speakeasy  d’Italia .  Gli sfidanti hanno preparato un cocktail a base dei distillati messi a disposizione  in una Black Box da Balan, importatore main sponsor del concorso.  Nei Quarti ed in Semifinale sono state protagoniste le coppie Gin&Vodka e Tequila&Rum mentre nella finale ha primeggiato lo Scotch Whisky. Ad ogni turno la Black Box conteneva anche un Prosecco, un Bitter ed un Amaro ai quali i  concorrenti hanno aggiunto altri ingredienti a scelta libera tra i quali frutta, spezie, essenze e soft drink. Il vincitore del Contest (premio da 1000 euro) è stato il giovane Riccardo Marinelli mentre al secondo e terzo posto si sono piazzati Nicola Ruggiero e Patrick Pistolesi.     

MOSCA...IL POTERE DEI TACCHI PASSA DALLA MALAYA BRONNAYA

Lunedì, 13. Marzo 2017 - 15:12

 Secondo giorno a Mosca: mi sono ripromessa di non cadere nel tranello trito e ritrito dei luoghi comuni, eppure…molti posti, vagoni della metro compresi, puzzano ancora incredibilmente di cipolla, in giro per la città ormai si vedono macchinoni grandi come balene e le donne qui sono tutte belle e sexy e sono alla ricerca spasmodica di un marito ricco (tranne quelle che lo hanno già trovato e allora il lavoro consiste nel tenerselo). Ci sono 65 milioni di donne in questo Paese, dieci in più degli uomini e non si può sperare che siano tutte esteticamente perfette, ma un fenomeno è lampante: da tutta la Russia le più procaci tentano la fortuna a Mosca, dunque la percentuale è presto sbilanciata. Da poco si è celebrata anche qui l’8 marzo la festa della Donna (dal 1965) ed è una ricorrenza molto sentita da tutti. Ho appena letto un articolo interessante sul quotidiano “The Moscow Times” se vi va di dare un’occhiata e scoprire quali sono le 20 donne considerate più influenti in questo momento, leggete qui.  Ma torniamo a noi: qual è il simbolo della loro “female power consciousness”? Tra le altre cose, usano le scarpe con i tacchi più alti per lanciare messaggi neanche troppo subliminali. Morale? I negozi che vendono le scarpe più belle – con tacco 12 o meno – vincono. Quali sono i marchi che vanno per la maggiore qui? Come in tutto il resto del mondo, credo, senza dubbio Giuseppe Zanotti, Sergio Rossi, Casadei, Louboutin e Roger Vivier, Manolo Blanick…Un paio di negozi flagship sono all’interno di un palazzo elegante affacciato sulla Malaya Bronnaya, una delle vie residenziali più eleganti della città, che al piano rialzato ha una caffetteria italiana di tutto rispetto, una cigar room Davidoff da paura, al primo piano un bistrot e un ristorante gourmet, sempre italiano, ma di questo parleremo poi, ora vado a fare shopping.... Lorenza Vitali

UN CAFFE' AL VOLO...E VOLO A MOSCA

Sabato, 11. Marzo 2017 - 9:32

di Lorenza VitaliViaggio a Mosca: tutto organizzato, persone che stimiamo tanto ci aspettano, però, nessuna voglia di partire, troppo stanca. Mi faccio forza e butto nella mini valigia Piquadro da cabina solo pochi “confort dress” e nessun tacco12, le bollicine le troverò in zona. Forse gli uomini non capiscono il messaggio subliminale, ma per le donne che leggono è lampante. Aeroflot parte dall’area nuova di Fiumicino, finalmente la vedo. Sembra un’altra capitale, tutto è rarefatto, non una carta per terra e una terrace sospesa sugli hub di uscita degli aerei con enorme vetrata verso gli stessi, dove l’offerta winefood entertainment è finalmente di livello. Il tempo non è molto prima della partenza, allora mi concentro: cosa mi va d’assaggiare? Attimi è lì che mi strizza l’occhio e godermi una colazione “comme il faut” firmata Heinz Beck è cosa fatta. Il teutonico chef perfezionista al limite dell’ossessione ne pensa una più del diavolo: le clessidre su ogni tavolo per stabilire quanto tempo ancora si ha tra un boccone e l’altro ci sono davvero e una bella vetrina con dolci e lieviti all’ingresso pure.  Incontriamo il restaurant manager, Nino Tarallo, da 15 anni in Pergola e ora alle prese con questa nuova avventura che sembra stimolarlo parecchio. Lo chef in questi giorni non è il resident abituale, bensì Gianluca Renzi, altro capace caposaldo del clan di Heinz che sta per riaprire il ristorante del Castello di Fighine, altro luogo magico dove da diverso tempo non torniamo. Assaggiamo al volo (è proprio il caso di dirlo) due stuzzichini salati commoventi, soprattutto la versione pane burro alici di heinz, un croissant e via...il caffè a questo punto, seppur buono quello di Attimi, in previsione di quelli cattivi che penso berrò a Mosca, me lo faccio fare da chi se ne intende per antonomasia: vado nello spazio signature di Kimbo e me lo faccio fare con la cuccuma napoletana!

VIAGGIAMO NEL TEMPO, NELLO SPAZIO, NELLE CUCINE DI TUTTO IL MONDO MA IDENTITA' GOLOSE NON SCHERZA....

Venerdì, 10. Marzo 2017 - 0:08

di Lorenza VitaliE siamo a 13, il tempo vola, i piatti anche, la carriera di diversi chef pure. Stavo cercando tra i pensieri ingarbugliati di tirare fuori qualche frase ad effetto per raccontare a modo mio l'ultima "fatica" della coppia di ferro Paolo Marchi - Cerioni (Claudio, co-patron di Magenta Bureau, la segreteria organizzativa) che da quasi tre lustri mette in scena un congresso che é in verità una pièce direi teatrale per dare un palcoscenico di rispetto a molti, sempre più numerosi cuochi, nel calderone mediatico di questo circo enogastronomico fatto di sapori, vino, lustrini e paillettes. Risultato? Cercavo di dare un senso, un taglio personale ad un ennesimo articoletto/post che fosse leggermente diverso dai mille simil comunicati stampa di chiusura copia incolla più o meno arrangiati che tanti di noi mettono online.Rimangono impressi come flash, numerosi "scatti",  istantanee di visi belli e brutti, conosciuti, rivisti con piacere, altri meno, molto meno, ma é il gioco della vita. La "macchina" organizzativa dal mio modesto punto di vista sembra oliata a perfezione: sale bianche rosse, verdi e blu, scandivano le suddivisioni del programma a seconda del genere di cuoco, di tema di cucina che maggiormente stimola gli avventori....e poi c'era l'auditorium, bello, grande, ben allestito, con le luci giuste, con gli attori di spicco sul palco.Cosa rimarrà dunque di bello, di migliore, di diverso, tra la memoria di questa edizione? Una "foto" inedita, di assoluta freschezza e speranza: alla biglietteria, un padre ed una giovane figlia che mi riconoscono e mi vengono incontro e con trepidazione mi chiedono: -"Tu che li conosci tutti, questi chef elencati nel programma...quali vale veramente la pena di andare ad ascontare?"Nei giorni delle feste natalizie, io e Luigi Cremona per caso scoprimmo un delizioso agriturismo di una famiglia ligure ancora più bella ed autentica, contadini produttori di vino biologico ed erbe aromatiche, tre giovani figlie pronte ad entrare in forze nell'azienda di famiglia. Una cena improvvisata, semplice ma gustosa, vino buono e chiacchiere di fronte al camino con persone che ci pareva di conoscere da sempre ma che sino a due ore prima non avevamo mai visto. Luigi parlò di cucina e di cuochi con l'ultimogenita di quel clan, lei lo guardava mentre lui parlava, parlava, gli occhi le brillavano.Ecco, se mi chiedete quale sarà la memoria più bella che conserverò dell'edizione 2017 di Identità Golose, é senza ombra di dubbio la curiosità di una giovane cuoca in erba che forse un giorno farà strada (ne sono certa) ma che in quel momento mi ha fatto ricordare che la cucina é prima di tutto passione, la fiamma che congresso dopo congresso, non dovrebbe spegnersi mai. 

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