Host, la fiera dei balocchi per noi!

Lunedì, 23. Ottobre 2017 - 21:07

 A Milano volge al termine domani una delle fiere del settore ho.re.ca più complete ed attive dello stivale: Host. Un piacere ritornarci, un gran impegno da "maratoneta" se uno decide di visitarla tutta con i suoi numeri elefantiaci, persino in crescita rispetto alle edizioni precedenti se si pensa che dal 2007 é cresciuta complessivamente di oltre il 40% del suo fatturato: 2165 aziende da 52 paesi del mondo, di cui oltre 1.300 italiani e più di 800 esteri. Moltissimi buyer ospiti, oltre 1500 dall'Europa, dall'area del mediterraneo e dal Sudafrica, dal Medio Oriente, dal Nord, Centro e Sud America, ma anche dalla Russia e dall'Asia. Molti gli eventi e gli appuntamenti, i contenuti, i programmi extra commerciali, i workshop, gli incontri di formazione, gli showcooking, ormai immancabili, i visi conosciuti di tanti chef, pasticceri, mixologist.... Tra i vari espositori di apparecchiature ed accessori per la ristorazione, un comparto che continua incessantemente a crescere, ho trovato delle vere chicche (e chissà quante me ne sono perse...) ed ho scoperto che l'Italia ricopre la terza posizione a livello mondiale per l'esportazione di questi macchinari, svilppiamo numeri e progetti in una dimensione appena inferiore a quella della Germania e della Cina.  Sono rappresentati all'interno tutti i settori di questo incredibile mercato: dal chicco di caffé (immanente il numero di marchi e di stand!), dalle farine, ai forni super tecnologici, agli accessori per il bere miscelto, la surgelazione professionale , gli impianti per la cottura e la conservazione dei cibi, i piccoli utensili elettrici, le macchine per il gelato e per la pasta. I miei must? Beh, la mise en place, gli oggetti per la tavola che fanno brillare gli occhi, le porcellane raffinate, le posate design, le sedute comode per gustare un menu degustazione in santa pace, i nuovi forni che sono delle astronavi ma facili da guidare con app precisissime come quelli della Unox, i caffé, come Kimbo, che cercano di soddisfare ogni tipo di clientela, anche la più esigente, inventando nuovi tipi di macchine piccole e perfette per i pochi coperti dell'alta ristorazione....potrei andare avanti per ore, ma le foto parlano per me, arrivederci al 2019!

La Fiorida: natura, bontà e salute nel nuovo menu estivo

Venerdì, 11. Agosto 2017 - 17:02

La coppia Gianni Tarabini, valtellinese e Franco Aliberti, salernitano sta dimostrando sempre di più di saper fondere le due anime degli chef in piatti equilibrati, in grado di regalare emozioni, con grande attenzione ai prodotti del territorio.  Come ristorante di agriturismo, La Preséf de la Fiorida di Mantello (Sondrio) è ad oggi l’unico locale stellato nella sua categoria in Europa. Essendo agriturismo deve garantire per almeno il 70 per cento un menu da materie di produzione propria o, in parte, da aziende agrituristiche vicine.  Qui la percentuale è sicuramente più alta, in crescita i prodotti dell’orto, complice anche il cambiamento climatico che  regala giornate molto calde pur mantenendo la caratteristica della forte escursione termica notturna. In aumento anche la produzione di formaggi dalle vacche di pura razza bruno alpina. Tra le novità spicca la burrata, presentata per la prima volta ieri sera, durante il classico incontro con la Stampa al cambio di menu che sarà attivo da oggi, 28 luglio. Una piccola burrata che ha richiesto un minimo di ricerca e sperimentazione su temperature e tecniche di lavorazione per ottenere il risultato perfetto. Nel “Burrata e pesce di lago”, uno dei nuovi piatti, il fagottino bianco è posto su una passata di pomodoro fresco, circondata da filetti di lavarello e trota salmonata. Curioso il “Uovo non uovo” dato che l’albume è di ricotta e il tuorlo è una crema di carote, il tutto appoggiato su pan brioches e decorato con erbe di campo saltate in padella. Ne la “Melanzana” emerge il ricordo de la parmigiana di melanzane interpretata con una melanzana piccolina ripiena di scimudin, il formaggio tenero valtellinese che in questo caso sostituisce la mozzarella, il basilico è una crema e c’è il tocco dei pinoli.  Passando ai primi ecco la riscoperta della carne di capra che fa da ripieno nel “Raviolo” anzi nei ravioli piccolini serviti con brodo a parte. Ricetta delicata per una carne che merita la riscoperta. Contrasti più marcati  ne i “Garganelli” all’uovo di selva, tartufo burro, mandorle e vitello. La selva sarebbe il bosco in cui le galline di una fornitrice razzolano durante il giorno, il tartufo è quello nero estivo e si trova a qualche chilometro di distanza, il burro, inutile dirlo, è di produzione propria ed è anche alla base della cottura a bassa temperatura del “Coniglio” scomposto in  carré e coscia più una polpettina di interiora, accompagnato da scarola e pomodorino bruciato.Leggeri i dolci. La “Frutta” è una tavolozza di diverse consistenze di frutti frullati di stagione nelle “Declinazioni” torna l’origine dell’agriturismo che è nato da un’azienda di allevamento di bovine con una lavorazione del fieno immerso nel cioccolato bianco e riso soffiato, accompagnato da mirtili e dal suo sorbetto. Fichi, olio  e mandorle sono i protagonisti del “Contadino estivo” assieme al caprino lavorato a mousse.I vini? Ovviamente del territorio, il Sauvignon  Ghibellino, Terrazze Retiche di Sondrio Igt di Rainoldi e due interpretazioni del vitigno Chiavennasca, il Nebbiolo valtellinese, la prima, più giovane è il Glicine Valtellina Superiore Docg zona del Sassella di Sandro Fay, la seconda è    Albareda, lo Sforzato sempre Valtellina Superiore Docg di  Mamete Prevostini. Maria Cristina Beretta
     

ALASSIO....TORNARE A TUFFARSI IN UN MARE DI CHAMPAGNE

Venerdì, 23. Giugno 2017 - 15:21

 Quando le buone intenzioni sono comuni, banale ricordarlo, le cose funzionano, anzi, vanno giù liscie come una coppa di champagne! Si é svolta da poco la quinta edizione di "Un Mare di Champagne", evento di successo nella (ridente, si sarebbe detto in passato) nota e raffinata località di mare del Ponenete Ligure, Alassio.Gli attori "dietro le quinte" sono i componenti di un consorzio, Macramé, di professionisti della ristorazione particolarmente attivi non solo in zona. Dall'11 al 13 giugno, una tre giorni davvero ricca non solo di grandi bolle d'Oltralpe nella cornice perfetta, pieds-dans-l'eau, del Grand Hotel di Alassio Resort&Spa, bensì una fucina di idee, di contenuti enogastronomici non scontati, incontri, degustazioni, occasioni social che hanno visto diversi operatori del settore, giornalisti ed esperti arrivare qui per la passione che ruota introno al vino più famoso e celebrato al mondo: lo champagne.L'evento é partito con un momento social: in piazza Partigiani, la domenica sera, piatti preparati dagli chef di Macramé e calici di champagne, una vera e propria sala ristorante a cielo aperto, informale e sofisticata al contempo dove la musica ha dato il suo contributo per creare l'atmosfera.Il lunedì ha fatto la parte del leone come sempre con la presenza di oltre un migliaio di avventori: nello spazio esterno del Grand Hotel in degustazione libera c'erano oltre 140 etichette di champagne di 50 maison....what else? Di "else" c'erano gli interessanti seminari, come la presentazione del nuovo libro della petillante Francesca Negri, ma uno su tutti va ricordato, a partire dal titolo curioso: "Senza un marito, ma non senza Champagne...." ovvero l'istrionica e preparata Livia Riva, grande esperta e conoscitrice di tanti segreti delle maison, ci ha accompagnati in un percorso a ritroso sulla storia degli champagne di maggior successo che quale comun denominatore, ad un certo punto della loro storia imprenditoriale, hanno avuto una gran donna che le ha fatte decollare, prima fra tutte Nicole Barbe Ponsardin, vedova di Francois Clicquot nel 1805 a venticinque anni, ma anche Louise Pommery che capì prima di tutti l'importanza di esportare nel Regno Unito, Odette Pol Roger che rilanciò la sua maison grazie al mondo dei cavalli, e tante altre.  Tra le giovani leve e non "veuve" ho particolarmente apprezzato l'intervento in carne ed ossa di Charline Drappier che ha portato una ventata di freschezza e di determinazione che le nuove leve dei vigneron stanno dimostrando. Ma il vero e proprio "coup de théatre" gli organizzatori lo hanno riservato nella terza e ultima giornata: il gala dinner del martedì all'interno dell'ex chiesa anglicana, oggi Library e luogo magico che ricorda la "colonizzazione" degli inglesi dei primi del '900 che amavano svernare in Riviera e lasciarono qui diverse testimonianze architettoniche di gran pregio. Una cena da ricordare sia per la location, sia per le etichette ( fin qui, non ci eravamo mai annoiati con le bolle assaggiate, chiaro) sia per i piatti: una carrellata di chef molto articolata ha visto la presenza del giovane chef già stella Michelin, Massimiliano Torterolo della Locanda dell'Angelo a Millesimo, nell'entroterra savonese, Nicola Di Tarsia chef patron del ristornte torinese "Berbel",  Franco Ascari, un percorso di tutto rispetto anche alla Franceschetta di Modena, chef innamorato della pasticceria, è il testimonial di Selecta. Star della serata, neanche a dirlo, é stato Enrico Bartolini, inutile elencare tutti i suoi successi e tutti i riconoscimenti delle guide più autorevoli nei pochi anni della sua veloce ascesa: ci ha stregati con un risotto intrigante.Cosa aggiungere? Un plauso al servizio di sala dei vari locali che compongono la compagine Macramé,ovvero Il Gabbiano di Alassio, il Panama, la Prua di Alassio,  il Mozarth, il LambertiViola e Massimo Viglietti, ex Il Palma ora nella Capitale all'Enoteca al Parlamento. Tutti i ragazzi in smoking che sembravano più andare ad una prima a teatro, piuttosto che servire i commensali. Il resto ormai é storia: attendiamo fiduciosi la prossima edizione 2018 dell'evento più petillant che ci sia. 

VINI CON VISTA...IMPAREGGIABILE

Venerdì, 9. Giugno 2017 - 14:37

Una degustazione di grande effetto, in una location unica dove si respira un’aria di “vittoria”. Il Vittoriano infatti, grande mole candida che accoglie gli ospiti nel salotto monumentale della città, ha fatto da sfondo all’evento organizzato sulla “Terrazza Civita” del Palazzo Generali a Piazza Venezia. Il  Concours Mondial de Bruxelles ha portato di Roma i vini italiani ed una selezione di quelli spagnoli vincitori dell’ultima edizione  appena conclusosi a Valladolid, in Spagna.Molti invitati tra appassionati ed esperti del settore hanno potuto godere le bellezze di Roma degustando i vini presentati e assistendo alla premiazione dei trentadue dei vini italiani scelti a Valladolid. I padroni di casa della Banca Generali, partner sostanziali nell’organizzazione dell’evento, hanno accolto i presenti. La parola poi è passata alla presentazione dei riconoscimenti per le cantine italiane che confermano ancora una volta il loro ruolo da protagoniste in questa storica competizione enologica internazionale. L’Italia ha incassato 384 medaglie su un totale di 2642 assegnate agli oltre 9mila vini provenienti dai quattro angoli del mondo. Terzo tra i 50 Paesi in competizione premiati nella capitale della regione Castiglia e León dopo la Spagna con 619 titoli e la Francia con 614. Un viaggio attraverso lo stivale da nord a sud e ritorno; le regioni riunite in una piccola sala tra tavoli di assaggio, e affacciate su una terrazza mozzafiato. Ottimo spirito nazionalistico a voler riunire e festeggiare l’Italia delle produzioni enologiche di valore, sottolineando i grandi risultati di un settore che regala a livello internazionale sempre grandi soddisfazioni. Un plauso particolare ad uno dei vini che ci ha colpito per l’eleganza dei dettagli aromatici: Kimia Fiano 2016, Puglia IGP della Cantina Chiaromonte, Medaglia d’oro. Una storia di giovani produttori che negli anni ’90 prendono le redini dell’azienda di famiglia recuperandone le antiche tradizioni con uno spirito di terza generazione.

NELLA CAPITALE A GUSTAR LE STELLE....

Venerdì, 9. Giugno 2017 - 9:22

Gustare a tutto tondo le meraviglie della città di Roma e le eccezionali proposte gastronomiche di una cucina stellata…il tutto in viaggio; sì, ma comodamente seduti sul bus, il primo gourmet-bus italiano a bordo del quale gli ospiti possono nutrire al tempo stesso stomaco e occhi.  E’ stato inaugurato ieri, 7 giugno, “Drive Me Tasting”, questo nuovo format di ristorazione ed intrattenimento ideato dal bus-operator City Sightseeing Roma il cui presidente, Giuseppe Cilia, era presente al varo.  Un “torpedone di gran lusso” a due piani che ospita la cucina dello chef stellato Marco Bottega dell’Aminta Resort di Genazzano, accompagnata dai vini del Gruppo Meregalli. Gli ospiti, in tutto 30, partono da Piazza della Repubblica, per poi raggiungere Santa Maria Maggiore, il Colosseo, il Circo Massimo, e poi Castel Sant'Angelo, Piazza Venezia, via del Corso e Piazza Barberini. Cinque soste durante le quali si effettua il servizio di un intero menu degustazione: di sicuro impatto, non c’è che dire! Si può spaziare con gli occhi a 360 gradi guardando il cielo attraverso il soffitto vetrato lasciandosi cullare da un movimento delicato che ricorda le onde del mare. I piatti sono preparati a bordo nella piccola cucina allestita appositamente e lo staff di sala si trova ad affrontare una difficoltà in più: il movimento! Professionalità e preparazione specifica per questi bravi ragazzi, formati e seguiti dall’occhio attento dell’elegante Elisa Cassanmagnago, non solo moglie dello chef, ma padrona “di casa” sia nella sala del loro Resort che su ruote.

VICO....SOLD OUT PER UNA BUONA CAUSA, AVANTI TUTTA!

Lunedì, 22. Maggio 2017 - 12:45

di Lorenza VitaliPoco più di due settimane e poi sarà nuovamente Festa a Vico. Fervono, infatti, i preparativi per l'edizione 2017 della manifestazione ideata e curata da Gennarino Esposito, chef due stelle Michelin della Torre del Saracino, che si terrà dal 4 al giugno a Vico Equense. Anche quest'anno migliaia di turisti, curiosi ma soprattutto appassionati del mondo enogastronomico si gusteranno l'evento che vedrà protagonisti oltre 350 chef, tra cuochi emergenti e stelle della cucina italiana ed internazionale, con l'intento di finanziare cinque progetti benefici. Mi trovo a Vico Equense di passaggio per salutare il nuovo chef del Grand Hotel Angiolieri e ho raccolto già i “gossip” di prima mano che anticipano le indiscrezioni della nuova edizione della Cena di Gala di beneficenza” più amata da tutti i foodies della comunità golosa, italiana e non: quella di Festa a Vico. Si dice che la cena che svolgerà lunedì 5 giugno nella location dell’Università della Pizza – per tutti “Gigino Pizza a Metro” - per i duecento fortunati che hanno effettuato il bonifico con un importo minimo raccomandato di 250 euro sia già “sold out” da tempo, un record.  Ma chi sono gli chef che prepareranno la cena benefica più cool dell’anno? Cosa ci perdiamo? Ovviamente il direttore d’Orchestra Gennarino Esposito (e va béh, sarà immanente durante tutti gli altri giorni e poi con la sua stazza non lo perdere certo di vista!),  Il Risotto alla zucca di Chicco Cerea, la “Mozzarella Costanzo” di Emanuele Scarello, il piatto a sorpresa “Stelle” di Francesco Sposito, le delizie di Giancarlo Perbellini, Corrado Assenza, Maurizio e Sandro Serva, Moreno Cedroni, la maremmana Valeria Piccini, Fabio Pisani e Alessandro Negrini de “Il Luogo di Aimo e Nadia”, un altro eccellente maremmano, Francesco Bracali, Giuseppe Mancino de “Il Piccolo Principe di Viareggio, Nino Di Costanzo del Danì Maison di Ischia, Nino Graziano da Mosca anche se sempre più italiano, Oliver Glowig dal Mercato Centrale di Roma, Salvatore Elefante de “L’Olivo” all’Hotel Capri Palace, Tomaž Kavcic del Pri Lojzetu, Dvorec Zemono  in Slovenia, Valentino Marcattilii del San Domenico, mentre il dessert a buffet sarà realizzato a cura dall’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. La vostra invidia è tanta e tale? Beh, ci sono molti altri modi per contribuire alla causa nei giorni di Festa, anzi “feste” a Vico, provare per credere! Qui il programma completo  …Ci vediamo a Vico!

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