Lopriore, il tormentone

Ven, 27/11/2009 - 11:38

Quelli della Michelin sono persone serie e responsabili, non certo avvezzi ad uscite avventate, li conosciamo da anni e ne rispettiamo la valutazioni. Sono a volte accusati di arrivare per ultimi e di andare troppo cauti e con i piedi di piombo, ma poi di tanto in tanto ci sorprendono premiando con coraggio chi rischia come nel caso di Massimiliano Alaimo di qualche anno fa. Insomma è una guida sapiente e generalmente ben equilibrata che ovviamente fa la sue scelte rispettando (soprattutto al vertice) la matrice originale francese. Detto questo suscitano perplessità in questa edizione non tanto i promossi quanto i bocciati, anzi il bocciato, perché se andiamo a vedere tutte le stelle tolte si riferiscono in genere a casi ovvi o scontati come le chiusure e cambi di gestioni. Insomma l’ unica vera bocciatura è quella del Canto di Siena che, comunque la si rigiri appare incomprensibile. Che cosa sarà successo? Visto che trattasi di un cuoco famoso e amato da quasi tutti i critici, la bocciatura non è sicuramente dovuta al caso, ma frutto di decisione collettiva. Dietro quindi ci sono state esperienze non positive di più di uno dei loro esperti. Non ha convinto la cucina a volte troppo tecnica e sperimentale di Paolo Lopriore? Ci pare assurdo visto che poi in altre aree europee tale cucina diversamente firmata viene premiata anche con tre stelle, dobbiamo quindi intendere che gli ispettori italiani hanno invece voluto dare un segnale preciso, quello di punire quei cuochi che cucinano più per le loro idee che per la piacevolezza della clientela, come per altro sembra aver affermato Arrighi in un’ intervista. Noi da parte nostra continueremo a premiare proprio chi le idee ce l’ ha e ci convince.

la premiazione a Merano

i premiati dell' Alto Adige

tra Arrighi e Restelli

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