LA PIZZA DI NAPOLI E' SEMPRE PIU' BUONA E SEMPRE PIU' GIOVANE

Sunday, June 24, 2018 - 12:11

 La selezione campana del premio EMERGENTE PIZZA 2018, si è svolta con successo lo scorso 21 giugno a Napoli nella spianata a mare del Circolo Nautico Posillipo! Per il secondo anno Witaly  ha riproposto questo ambito premio all’interno di “FRESKISSIMA”, evento charity di degustazione giunto alla sua quarta edizione e organizzato dall’associazione Progetto Abbracci ONLUS del quale il presidente è sempre Claudio Zanfagna.  Come sempre l’intero ricavato, viene devoluto per sostenere iniziative a fin di bene per i meno fortunati, quest’anno in favore della ricerca delle malattie cardiologiche dei bambini. Le selezioni tra i numerosi potenziali candidati sono un arduo e costante lavoro di ricerca di Luigi Cremona, noto critico gastronomico e Lorenza Vitali coadiuvati da altri colleghi giornalisti enogastronomici e pizzaioli noti. Come ogni anno dalla prima edizione di questo premio, partner d’eccellenza sono i molini Agugiaro & Figna con il marchio “5 Stagioni”, la gamma più completa di farine studiata per l’utilizzo in pizzeria e conosciuta in tutto il mondo, con il forno a legna della storica ditta Valoriani. Quest’anno al nostro fianco come partner c’era anche l'azienda Solania srl con la gamma dei suoi pomodori, in particolare del San Marzano D.O.P."  Come da regolamento, i giovani pizzaioli campani selezionati non avevano ancora compiuto 35 anni al momento della gara e si sono distinti per la passione ed il desiderio di valorizzazione dei prodotti tipici della loro regione che hanno inserito all’interno delle loro preparazioni. Il tema obbligato per tutti era la pizza margherita, il classico dei classici. I candidati del giovane ma agguerrito gruppo di concorrenti di questa edizione erano: Francesco Pone di Hashtag Pizza in Cantina a Vairano Scalo, Antonio Rusciano di Olio e Pomodoro di Napoli,  Nicola Falanga di Haccademia di Terzigno, Marco Pellone di Ciro Pellone a Napoli, Francesco Scapece de La Locanda dei Feudi a Salerno, Matteo Orilia de Il Giardino degli Dei a Salerno, Carmine Nunziata di Metamorsi a Nola, Salvatore Pelorosso di Di Matteo Le Gourmet a Napoli,  Francesco Di Ceglie di Il Monfortino a Caserta,  Carmine Paduano di Antonio &Antonio a Napoli, Pasquale Gueli di Zia Esterina a Napoli,  Alessandro Di Gennaro di Daniele Gourmet ad Avellino e Simone Esposito di Pizzeria Napoli a Napoli. Passano il turno Francesco Pone, Francesco Capece, Carmine Nunziata, Salvatore Pelorosso, Carmine Paduano, Simone Esposito.  

PALAMITA PRIDE...CHE PERLA QUESTO MARE!

Friday, June 1, 2018 - 10:52

Mentre eravamo affacendati altrove a metter in gara chef e camerieri, per noi si è “sacrificata” l’amica Giovanna Quilici che tiene monitorata la nostra tanto amata (e poco vissuta ahimé) Costa Toscana. Infatti la due giorni de "Un Mare Di Gusto, Palamita in Fiore", uno degli ultimi eventi enogastronomici organizzati con garbo da Deborah Corsi, chef patronne del ristorante La Perla del Mare, ha chiuso i battenti in una singolare location. Domenica 20 maggio a San Vincenzo Giovanna ha preso parte ad un pranzo- evento a base di palamita e fiori eduli bio, dell'azienda Carmazzi di Torre del Lago nella suggestiva ‘Passeggiata del marinaio’ che porta alla statua di Giampaolo Talani, artista sanvincenzino scomparso recentemente, che è punto di riferimento per il porto di San Vincenzo. La passeggiata si è trasformata, per una domenica, in un ristorante sul mare grazie a quattro chef del territorio che hanno interpretato con i loro piatti la palamita, un pesce definito povero, protagonista e trasformato in un ingrediente eclettico.  Ai fornelli si sono alternati :‘La Perla del Mare’, San Vincenzo. chef Deborah Corsi, organizzatrice dell’evento e promotrice del territorio di San Vincenzo, ha presentato il Benvenuto con la ‘Palamita Croc’, una sfoglia tirata fine e fritta abbinata a due sfere di palamita condite con acciughe e pomodorini ed il gran finale con la ‘Campigliese New Style’, una cheese cake al limone con sfoglia di Campigliese e gelato ai pinoli. Vini abbinati: Allodio bianco 2016, azienda Podere San Michele e per il dolce Noblis Muffato di Vermentino 2015, azienda Terre del Marchesato di Bolgheri.  ‘Al Baccanale, Piombino. Lo chef Ivano Lovisetto si è occupato dell’antipasto con una ‘Panzanella Azzurra’, pane con lievito madre e farina di grano arso, cetrioli, pomodorini confit, sugarello in carpione, acciughe marinate, palamita cotta in olio cottura, sgombro gravlax all’arancia, chips di pomodoro, cipolla e finocchio e fiori di begonia. Vino abbinato: Allodio bianco 2016, azienda Podere San Michele di san Vincenzo. ‘Il Doretto’, Cecina. Lo chef Mirko Rossi ha proposto ‘I bottoni di canapa’ ripieni di palamita accompagnati da cozze e fiori Fucsia. Vino abbinato: Vermentino 2017 della Tenuta Guado al Tasso Antinori di Bolgheri. ‘L’Ciocio’, Suvereto. Lo chef Fabrizio Caponi ha presentato la ‘Palamita al fino di alloro’, con julienne di zucchine crude e fiori di nasturzio dal sapore piccante che ricordava il ravanello. Vino abbinato: Rosatico 2016 dell’azienda Poggio al Grillo di Castagneto CarducciNomi di chef e ricette a parte, va fatto un plauso a Deborah, alla sua energia, alla sua forza positiva che riesce a trascinare i colleghi in modo garbato, senza mai “salire in cattedra” ma facendo squadra con tutti, cosa mai scontata, in un territorio che eccelle per i suoi vini ma che proprio per questo ha sempre bisogno di mettere in luce anche la sua cucina. Il prossimo appuntamento? La scia del successo dell’evento “Un Mare di Gusto” continua, infatti domenica 17 Giugno ci sarà nuovamente Deborah Corsi ai fornelli ad animare un originale esibizione a Livorno “Alle Vettovaglie” nel mercato coperto in occasione del Cacciucco Pride”. Ovviamente il protagonista sarà il piatto livornese che sarà raccontato da lei insieme a Tinto e Fede dalla trasmissione radiofonica Decanter di Radio2.La Redazione

50 SFUMATURE DI...VERDICCHIO E ACCIUGA!

Thursday, May 31, 2018 - 15:03

 Si è svolta l’altra sera nella Capitale una cena stampa dal titolo intrigante: 50 Sfumature di Verdicchio presso il Ristorante ACCIUGA in Via Vodice, nuovissimo indirizzo dello chef patron Federico Delmonte coadiuvato in sala dal giovane maitre Matteo Bonanni – recentemente in gara a Paestum ad Emergente Sala.L’appuntamento è stato teatro per un’ottima scusa: festeggiare insieme un doppio compleanno ovvero il traguardo dei 50 anni di attività dell’azienda vitivinicola Montecappone, della famiglia Mirizzi, e i cinque decenni della DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi. Una serata che è filata via liscia con una sequenza di piatti molto centrati per un wine pairing che metteva in luce la straordinaria longevità e complessità del vitigno autoctono iconico delle Marche, del quale, a mio modesto avviso, non si sono mai messe completamente in luce tutte le valenze, eccezionale e discreto come la sua gente, i marchigiani.Mi sono appassionata anche alle parole di Alessandro Mirizzi, uno dei due fratelli, il marito di Sara Blandamura, in forze nella seconda ma non meno importante attività di famiglia, l'Enoteca Bomprezzi, che ci ha raccontato le avventuredi un'attività di successo partita in zona Tuscolana da un'idea della madre negli anni cinquanta.Ma torniamo al menu! Abbiamo degustato acciuga marinata con focaccia al vapore, il Raviolo Fritto e La Capasanta, cocco, cipolla e lime in degustazione con il Mirizzi Millesimé Extra Brut 2015, la novità di Casa che è stata 24 mesi sui lieviti. Abbiamo invece assaggiato il Montecappone Federico II A.D. 1194 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2016 con i Fusilli alle cozze e il secondo primo, riso cacio, pepe e bergamotto marinato con il Montecappone Utopia Castelli di Jesi Verdicchio Riserva 2015 in magnum. Non paghi, è arrivato il cuore di costata con melanzane insieme al Mirizzi Ergo Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2016. Per il dessert “Fruttando” è stato pensato l’abbinamento con il Montecappone Resio Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito 2007.La forza e la lungimiranza di questa famiglia ha dato il suo forte contributo al consolidamento dell’immagine di questo vino non solo in Italia e il futuro è dietro l’angolo….stay tuned. Lorenza Vitali

LONGINO....LONTANO NEL MONDO MA VICINO AGLI CHEF!

Tuesday, May 29, 2018 - 21:09

 Tra le tante notizie che affollano i giornali di economia leggo sullo speciale del lunedì di un noto quotidiano nazionale che la Longino&Cardenal, punto di riferimento per la ristorazione di qualità, sta per “candidarsi” in borsa. Ottima notizia mi dico, non solo per l’amicizia e la stima che ci lega da sempre a Riccardo Uleri, ma anche perché quest’anno la sua azienda ha festeggiato un compleanno molto importante e ulteriori interessanti novità: 30 anni a fianco delle eccellenze della ristorazione, per garantire la migliore qualità sulle tavole italiane e l’arrivo di sette nuovi partner, che con le loro particolari storie di qualità vanno ad arricchire il catalogo del brand, nei settori dei prodotti ittici, delle uova, dei condimenti e della frutta.  Come recita il suo pay off, L’azienda è specializzata nella ricerca di “cibi rari e preziosi” destinati a ristoranti e alberghi sensibili alla qualità e alle vetrine delle più prestigiose gastronomie con i quali condivide la passione per il cibo e per la ricerca dell’eccellenza tipica del nostro paese.  La scoperta è ciò che crea la differenza tra intenditori. Questa è l’essenza di quest’azienda, ossia la sua capacità di scoprire cibi particolari e di mettere questa scoperta al servizio dei professionisti, in maniera efficiente ed efficace. Ma vediamo nel concreto qualche numero: sono più di 1.800 i prodotti selezionati, 65 i partner in tutto il mondo, oltre 4.000 clienti serviti ogni anno e circa 30 milioni di fatturato annuo, la passione e la ricerca dell’eccellenza di Longino rappresentano un viaggio emozionante che continua ancora oggi con la stessa attenzione, cura e devozione degli inizi. La sua rete conta settanta rappresentanti, una vera e propria squadra non di banali venditori ma di consulenti che si prendono cura dei loro clienti – chef stellati e professionisti del settore, hotel e gastronomie – per raccogliere le loro esigenze ed esaudire i loro desideri in tempo reale. Cosa aggiungere senza che questo breve pezzo sembri uno spot pubblicitario? Sono felice di conoscere personalmente un “branco” di professionisti appassionati che fanno crescere l’immagine dell’Italia nel mondo, anche quando stanno….vendendo il ghiaccio ai pinguini! 

ABC...RIPARTIAMO DAI BAMBINI!

Tuesday, May 29, 2018 - 19:01

 Si è svolta con successo la seconda edizione dell’evento Local&Global, la manifestazione figlia del progetto ABC (Alimentazione, bambini, culture),  creato  due anni fa da Catia Sulpizi, presidente dell’Associazione Alimentando. Domenica 27 Maggio all’Università Campus Bio-medico di Roma si è tenuta una giornata all’aria aperta dedicata ai laboratori di gioco/conoscenza sull’alimentazione, alla musica, al teatro, alla scoperta di usi e costumi dell’etnia invitata e all’immancabile pranzo della domenica.La professoressa De Gara (Presidente del Corso di Laurea magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana dell’Università) ha svolto i laboratori di gioco/conoscenza sulla celiachia, sull’acqua e sul pomodoro, mentre i responsabili dell’azienda vinicola “Famiglia Cotarella” hanno divertito non solo i piccini con i laboratori “Just a finger” (esperienza sensoriale dall’uva al vino), “I Transformer”: Le varie trasformazioni della frutta in marmellata, gelato, aceto, succo, e “Il Maitre per bambini” buone maniere a tavola (Slurp for Kids incontra Intrecci) con la giornalista Rosaria Castaldo.La giornata è stata occasione d’intrattenimento per i più piccoli con lo spettacolo teatrale “L’Appetito vien mangiando” della Compagnia teatrale Il Sentiero di Oz.Tante anche le iniziative per gli adulti che hanno potuto partecipare a show cooking di chef stellati come Giuseppe di Iorio ,Stefano Marzetti, Gabriele Tirabassi e Paolo Trippini, blind test sui vini Cotarella con la sommelier di Excellence Livia Belardelli e sull’olio con l’Associazione Pandolea. Infine il momento del pranzo, vero connubio tra Italia e Brasile, con le ricette della tradizione verde-oro interpretate dagli chef Trippini e Tirabassi. A dare una mano sono intervenuti i ragazzi di sala e cucina della scuola Alberghiera Safi Elis. Un plauso all’iniziativa che mette finalmente al centro il mondo dei bambini in relazione all’alimentazione e alle altre culture, con la speranza che il calendario di questa iniziativa diventi nazionale e coinvolga un numero sempre maggiore di famiglie italiane ed altre etnie all’insegna di una condivisione ed integrazione concreta che deve necessariamente partire dalle nuove generazioni.

CHI C'E' IN SALA AL BACCANALE DI PIOMBINO?

Friday, May 18, 2018 - 01:36

 Nell'attesa dell'imminente selezione Centro Sud  a Paestum del Premio Emergente Sala (23 e 24 maggio p.v.) che vede anche i giovani maitre della Toscana coinvolti, pubblichiamo l'intervista a Walid El Gaddari del Ristorante Al Baccanale di Ivano Lovisetto a Piombino....
Come nasce la tua passione per la sala?Nasce 6-7 anni fa inizialmente per bisogno, ma con il passare degli anni è diventato un modo di vivere.Quali le tue esperienze nel settore?Per qualche anno sono stato nei pressi di San Vincenzo, poi a Piombino da Mangiafoco, nota osteria, per poi approdare al Baccanale. Qual è l’aspetto del tuo lavoro che ami di più?Mi piace far star bene la gente, farla sentire a casa, conoscere nuove persone, mi piace portare la filosofia dello chef a tavola e far capire ai commensali lo studio ed il lavoro che c’è dietro ad ogni piatto. Qual è l’essenza del tuo mestiere?E’ far capire al cliente che il cameriere non è colui che porta i piatti. La considero una forma di arte con abilità e capacità legate alla passione con la quale puoi solo nascere.Lasceresti la sala per la cucina? Tu potessi tornare indietro, faresti la medesima scelta?Assolutamente (e sorride, n.d.r). La rifarei perché mi ha cambiato come persona, anche fuori dal lavoro. A fine giornata sei sempre soddisfatto di come hai svolto il servizio in sala?Non sempre, l’errore capita, ma l’obiettivo è avvicinarsi alla perfezione.Il cliente ha sempre ragione?No, spesso non ha ragione, ma la filosofia di chi fa questo mestiere è quella di farglielo sempre credere senza apparire stupido.Pensi che sia meglio frequentare una scuola?La scuola, come il corso di sommelier, aiutano per la teoria e le tecniche di base, ma senza passione e amore per questo mestiere, non si va avanti.Consigli per chi vorrebbe intraprendere questo mestiere?Farlo con naturalezza, non pensare ai soldi, prendersi cura del cliente, dimenticarsi del tempo libero, ma soprattutto essere umili perché nella vita, sarà scontato dirlo, non si smette mai di imparare. J. Q.

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